Pamela Mastropietro a pezzi in due valigie/ Macerata, gli inquirenti cercano anche l’arma per il sezionamento

- Niccolò Magnani

Pamela Mastropietro uccisa e fatta a pezzi in due valigie: Macerata, fermato un nigeriano, nella sua casa i vestiti insanguinati della 18enne. Video in farmacia incastra Innocent Oseghale

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Diminuiscono le accuse nei confronti dei tre nigeriani

Come è morta Pamela Mastropietro? Dopo il macabro ritrovamento del cadavere della ragazza, fatto a pezzi e nascosto in due valigie, gli esperti del Ria sono al lavoro nell’abitazione di Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano fermato per l’omicidio. Gli inquirenti, stando a quanto riportato da Agi, ritengono che la mattanza sia stata compiuta nella sua abitazione. Con ogni probabilità sarebbe stata uccisa in quella casa, poi sezionata. I carabinieri sono alla ricerca anche dell’arma usata per questo orribile compito di sezionamento. Ma si indaga anche su altre persone che potrebbero aver aiutato Oseghale nel macabro sezionamento, come dichiarato all’Ansa dal comandante provinciale, il tenente colonnello Michele Roberti. Il corpo è stato sezionato in oltre dieci pezzi, ma l’identificazione del cadavere è stata fatta subito. In quell’abitazione, secondo quanto riportato da Repubblica, Pamela Mastropietro si sarebbe recata per iniettarsi la dose che quello spacciatore le avrebbe venduto. Resta da capre come si sia arrivati al tragico epilogo. (agg. di Silvana Palazzo)

SFOGO DEI PARENTI: “SIAMO DISTRUTTI, SONO BESTIE FEROCI”

La famiglia di Pamela Mastropietro, a partire dalla madre che per prima ne aveva denunciato la sparizione, è letteralmente distrutta ed ancora sotto choc per i dettagli che, con il passare delle ore, stanno emergendo. “Siamo distrutti, spero che si arrivi presto ad assicurare alla giustizia l’autore o gli autori di questa tremendo delitto: sono bestie feroci”: sono queste le parole di disperazione affidate al loro legale, l’avvocato Marco Valerio Verni e riportate da Leggo.it. Il penalista ha aggiunto che i parenti della giovane 18enne ritrovata cadavere e fatta a pezzi in due valigie, sperano che il lavoro degli inquirenti e delle autorità possa fare piena chiarezza sull’accaduto, a partire dalle responsabilità del terribile fatto di cronaca. “Pamela era una ragazza piena di sogni e questa fine tragica e inaspettata ci lascia distrutti”, hanno aggiunto. Il primo ostacolo, tuttavia, è giunto nelle passate ore proprio dai risultati dell’autopsia che non avrebbe chiarito le cause della morte della giovane che però non sarebbe stata vittima di violenza sessuale, come riferito dal medico legale che si è occupato di raccogliere i segni sui poveri resti della 18enne. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

AUTOPSIA: CAUSE MORTE NON CHIARE

L’autopsia compiuta sul cadavere di Pamela Mastropietro non contribuisce a fare del tutto chiarezza sulle cause della sua morte. Per maggiori dettagli sarà necessario attendere gli esiti degli esami tossicologici ma, come riferisce Repubblica.it, l’esame medico legate eseguito oggi dal medico di Macerata, Antonio Tombolini, avrebbe smentito la presenza di segni che possano confermare la violenza sessuale. L’uomo in stato di fermo, il 29enne Innocent Oseghale, accusato di omicidio ed occultamento di cadavere sarebbe apparso “poco lucido” e “confuso”, come emerso dagli investigatori e finora pare abbia continuato a negare le accise a suo carico, tirando in ballo altre due persone che però, dai primi accertamenti, sarebbero risultate del tutto estranee al terribile omicidio di Pamela. Contro di lui, tuttavia, le prove appaiono più che mai inoppugnabili, a partire dai vestiti sporchi di sangue appartenenti alla 18enne e rinvenuti proprio nel suo appartamento, lo stesso dal quale, dalla tarda mattinata dello scorso mercoledì si persero del tutto le tracce della giovane fuggita dalla comunità di Corridonia. Oscuro anche il movente e cosa abbia spinto l’uomo, spacciatore, a passare dalla cessione di una dose di droga all’assurdo e presunto omicidio (la ragazza potrebbe esser morta per overdose) con tanto di smembramento del corpo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL VIDEO IN FARMACIA CHE INCASTRA IL NIGERIANO ARRESTATO

Sono le immagini della videosorveglianza di una farmacia ad aver dato il via alle ricerche serrate che nel giro di poche ore hanno portato all’arresto del nigeriano 29enne accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro. Secondo quanto raccontato da il Resto del Carlino versione Macerata, tutto ha inizio con l’appello della madre di Pamela alla trasmissione Chi l’ha visto: una ragazza a casa riconoscere quella stessa 18enne vista poco prima in una farmacia di Macerata, in via Spalato. Scattano le segnalazioni e nel giro di poco i carabinieri riescono a visionare le immagini di videosorveglianza: qui scoprono che Pamela era andata in quella farmacia accompagnata da una ragazzo nigeriano per comprare una siringa. «In farmacia ricordavano quella ragazzina minuta con il trolley ingombrante e rumoroso, e con lei c’era un ragazzo di colore», racconta il giornale maceratese. Le forze dell’ordine riconoscono quel 29enne, noto per il suo ruolo di spacciatore nella zona: scatta il blitz e ieri in tardo pomeriggio Innocent Oseghale viene arrestato. Solo dopo il rinvenimento di tutti gli indizi e le tracce di Pamela nella casa del sospettato che al momento nega tutto e fa nomi di altri connazionali (ecco perché le nuove perquisizioni tra ieri notte e questa mattina). 

SCONTRO TRA SALVINI E BOLDRINI

L’omicidio di Pamela Mastropietro si è trasformato in un caso politico. Mentre l’Italia piange la morte della 18enne fatta a pezzi, rinchiusa in due valigie e gettata per strada, la politica si infiamma sull’emergenza immigrazione. Agli arresti è finito un nigeriano, Innocent Oseghale, irregolare e con precedenti per spaccio. «La sinistra ha le mani sporche di sangue, altra morte di Stato», sbotta Matteo Salvini, leader della Lega. A stretto giro replica Laura Boldrini: «Invece di rispettare il dolore, coglie l’occasione per diffondere odio e pensa a lucrare voti con cinico sciacallaggio». Il leader del Carroccio ha usato toni forti per commentare la drammatica vicenda della morte di Pamela Mastropietro: «Cosa ci faceva ancora in Italia questo verme? Non scappava dalla guerra, la guerra ce l’ha portata in Italia. La Boldrini mi accuserà di razzismo, ma la razzista, con gli italiani, è lei». Queste parole hanno scatenato l’immediata reazione della presidente della Camera, che prima si è detta vicina alla famiglia della vittima e poi ha attaccato Salvini. «Il criminale dovrà pagare caro il suo infame gesto. Purtroppo c’è chi, come Salvini, invece di rispettare il dolore che provoca una notizia del genere coglie l’occasione per diffondere odio». (agg. di Silvana Palazzo)

MAMMA: “SPERO DI VEDERLI SOFFRIRE”

Ha affidato a Facebook il primo e unico commento ragionato sulla vicenda che nel giro di pochi giorni ha visto prima la scomparsa e poi la morte orrenda della propria figlia: parla la mamma di Pamela, Alessandra Verni, e lo fa con un rancore e una rabbia in cuore comprensibili. «Spero e prego che giustizia sia fatta!», scrive la donna che questa mattina ha dovuto tristemente confermare l’identità del cadavere trovato in pezzi in due valigie nel Maceratese. «Quello che le hanno fatto è indescrivibile e così crudele che spero di vederli soffrire lentamente fino alla morte! Ti amo, la tua mamma». I Ris questa mattina ancora sono a casa del nigeriano per carpire tutti i dettagli e gli indizi che potrebbero far raggiungere una completa ricostruzione degli ultimi giorni di Pamela Mastropietro: in particolare, si cerca di capire se il nigeriano arrestato sia l’unico coinvolto o se non vi siano altri individui presunti colpevoli a piede libero. I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Macerata hanno spiegato che «proprio in quella casa la ragazza sia morta, forse per overdose oppure uccisa, e soprattutto che lì sarebbe stata fatta a pezzi con strumenti da taglio o meccanici, ma non elettrici, dato che nessuno avrebbe sentito rumori provenienti dall’abitazione».

OMICIDIO VOLONTARIO O MORTE PER OVERDOSE?

Gli indizi e le tracce emerse in queste ore sembrano ormai condannare con piena responsabilità il nigeriano arrestato, Innocent Oseghale: secondo quanto ha riportato la Procura di Macerata, l’autopsia stabilità la reale causa della morte di Pamela Mastropietro. Lì avverrà forse l’ultimo tassello del macabro caso di cronaca, visto che si scoprirà se la 18enne sia morta per un fatto traumatico – e allora il nigeriano verrebbe incriminato per omicidio volontario – o se per conseguenza di una overdose (il ragazzo sarebbe infatti uno spacciatore, secondo alcune testimonianze raccolte dai quotidiani locali e dagli stessi Carabinieri). In questo caso, Oseghale sarebbe incriminato per grave reato di vilipendio e occultamento di cadavere. Intanto anche la Questura di Macerata ha confermato l’importante testimonianza che inchioda il sospettato: il nigeriano sarebbe stato visto con le valigie (poi ritrovate nel fosso) proprio in prossimità di Pollenza dove poi sono stati rinvenuti i pezzi del a cadavere di Pamela. 

VESTITI INSANGUINATI NELLA CASA DELL’ARRESTATO

Possibile svolta nel caso di Pamela: secondo quanto raccontato dai carabinieri del Comando Provinciale di Macerata, nella casa del nigeriano arrestato sono stati ritrovati i vestiti insanguinati della povera Pamela Mastropietro, con anche altre numerose tracce ematiche oltre ad uno scontrino della farmacia (poco distante da lì) dove la 18enne aveva acquistato dopo la sua fuga da Roma una siringa. Le novità svelate dalle prime indagini portano ad un punto nuovo e danno seguito al motivo del fermo di questo nigeriano 29enne, la cui identità è stata rivelata dai carabinieri: si chiama Innocent Oseghale ed è stato fermato mentre era in possesso di un permesso di soggiorno scaduti e con vari precedenti per stupefacenti. L’abitazione perquisita ha poi fatto scoprire tutti quei reperti che rendono la posizione del ragazzo fermato assai rischiosa: non solo, ci sarebbe anche un testimone che ai carabinieri ha reso racconto spontaneo e che sostiene come nella tarda serata del 30 gennaio scorso avrebbe visto Oseghale con in mano le valigie contenenti i resti della vittima in prossimità del luogo dove poi è stata ritrovata, nelle campagne di Polenta. 

FERMATO UN NIGERIANO SOSPETTATO

Il nigeriano fermato ieri sera è stato trattenuto tutta la notte per cercare di capire se ha reali attinenze con il caso d’omicidio di Pamela Mastropietro: la povera ragazza 18enne uccisa e fatta a pezzi in due valigie ha lasciato la sua comunità, la famiglia e gli amici sotto choc per un caso di rilevanza nazionale anche grazie alle telecamere di Chi l’ha visto che fin dalla scomparsa tre giorni fa dalla Comunità di Corredonia (Roma) aveva lanciato l’allarme in tutta Italia. Il ritrovamento ieri in due valigie con diversi “pezzi sparsi” del suo cadavere a Macerata ha confermato purtroppo la morte della ragazza, sparita dalla comunità per allontanamento volontario. Come riporta Il Secolo XIX stamattina, «In nottata gli investigatori hanno effettuato varie perquisizioni, una in un condominio in via Spalato, dove probabilmente abita il fermato e dove sono stati sentiti alcuni inquilini: ad un appartamento sono stati apposti i sigilli e vi saranno effettuati ulteriori rilievi».

OGGI LA MAMMA RICONOSCERÀ IL CORPO

«Spero tanto che non sia lei», aveva detto Alessandra Verni, la mamma di Pamela, prima che il corpo fosse identificato. «Non ho idea perché si sia allontanata dalla comunità, vorrei che qualcuno mi spiegasse come ha fatto. Possibile che debba saperlo dai media?», aveva accusato ieri sera sia la stampa che la stessa comunità romana dalla quale è scappata la 18enne ormai tre giorni fa. Purtroppo Pamela Mastropietro da tempo soffriva di forte dipendenza dalle droghe e per questo era stata mandata nella comunità “Pars” per disintossicarsi e seguire un programma di riabilitazione. «Tutti dipendiamo da qualcosa che ci fa dimenticare il dolore», scriveva su Facebook spesso Pamela. La mamma oggi dovrà riconoscere il corpo, elemento formale ormai visto che non ci sono dubbi o quasi sulla morte in quel modo orrendo della 18enne fuggita da Roma. Secondo quanto riporta il Messaggero, l’arrestato ha ammesso di aver seguito la 18enne ma di non averla uccisa né fatta a pezzi; secondo quanto appreso però, avrebbe indicato altri individui che potrebbero essere coinvolti nella vicenda.

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