FOGGIA, UCCIDE LA MOGLIE E TENTA SUICIDO/ Troia, ultime notizie: Federica Ventura accoltellata dopo litigio

- Niccolò Magnani

Foggia, Ferdinando Carella uccide la moglie e tenta il suicidio: delitto a Troia, ultime notizie sulle indagini. Ignoto il movente, forse litigio: accoltellata la 40enne Federica Ventura

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Carabinieri (LaPresse)

Lo chiamano “femminicidio”: personalmente preferisco rimanere alla “vecchia” dicitura. Strage, tragedia, disastro: insomma, come si può definire quando un marito uccide la propria moglie, con per di più in bambini in casa che assistono all’onore e ne rimarranno segnati per tutta la vita? È avvenuto a Troia (nella provincia di Foggia), dove un 47enne ha accoltellato a morte la moglie 40enne, prima di tentare il suicidio (ma non riuscito): non è che non vi siano gli estremi per descrivere questo atto come l’ennesima violenza di “uomini contro le donne”, ma si rischia di banalizzare un tema che è invece è nettamente più ampio. Una tragedia familiare e una famiglia che di disgrega fino al punto di presentare l’ennesimo conto con “saldo negativo”: una madre uccisa, un padre ricoverato in gravissime condizioni dopo essersi più volte puntato il coltello nel petto e dei figli che ancora non si sa come e in che modo riusciranno a “uscire” da questo inspiegabile delitto. Ferdinando Carella è ora ricoverato agli Ospedali Riuniti di Foggia e a breve sarà sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico.

I FIGLI ERANO IN CASA

Federica Ventura invece non ce l’ha fatta, uccisa dalle troppe coltellate e dalla furia di un marito con il quale, pare, avesse appena litigato pesantemente. Sono stati i parenti delle vittime, che abitano nello stesso stabile, a lanciare l’allarme: secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, le urla dei due coniugi hanno svegliato i due figli che immediatamente sono scappati di casa e sono andati ad avvertire la vicina di casa. È lei ad avere chiamato il 118 e i militari, quando sono arrivati, hanno visto l’orrore in quelle mura: sangue dovunque, donna riversa per terra nel soggiorno e l’uomo con un coltello ancora conficcato nello sterno. Non sembrano esserci dubbi, dopo il raptus omicida l’uomo ha cercato di suicidarsi: secondo quanto riporta Repubblica Bari, «Non risultano denunce a carico dell’uomo per episodi di maltrattamenti tantomeno richieste di intervento da parte delle forze dell’ordine per sedare litigi». Ignoto resta il movente come ignoto (a mente umana) è il motivo di tutto quel dolore per quei poveri figli che hanno dovuto assistere alla rottura in sangue della propria famiglia.



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