Un uomo può allattare/ Trans, primo caso al mondo grazie a quei medici travestiti da Frankenstein

- Paolo Vites

Per la prima volta un uomo diventato donna ha potuto allattare il figlio avuto dalla compagna, grazie a una speciale terapia ormonale, ecco di cosa si tratta

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Coppia trans con figlio

Adesso la trasformazione è completa, e non stiamo parlando di un film di fantascienza anche se i contorni potrebbero farlo sembrare. La rivista americana Transgender Health nel suo numero annuncia quello che, per la medicina, è il primo caso al mondo: quello di un trans, un uomo diventato donna, adesso in grado anche di allattare la figlia avuta dalla compagna. Il tutto grazie a una terapia ormonale femminilizzante a cui l’uomo/donna si sottopone da anni. Il caso  nasce dal fatto che la compagna (la donna vera, biologicamente) si rifiutava di allattare il figlio appena avuto.

Presentatosi in ospedale, il trans è stato presto accontentato anche se si trattava di un esperimento: i medici hanno applicato il protocollo ormonale per la ‘lattazione indotta non puerperale’, che si usa anche per le donne per stimolare la produzione di latte. Successone: uno specifico regime ormonale insieme alla stimolazione con un semplice tiralatte, e dopo tre mesi il trans è stato in grado di produrre latte per i primi sei mesi di vita del bimbo. Un caso opposto si è verificato nel 2016: una donna che si stava “trasformando” in uomo è riuscita ad allattare regolarmente ben due figli.

Entusiasmo all’ospedale: “Noi vogliamo offrire ai nostri pazienti tutte le opzioni possibili – spiegano gli autori dello studio in un’intervista Al Washington Post – e questo caso è un passo in avanti”. E’ curioso come questi medici siano pronti a tutto pur di soddisfare i desideri egoistici di persone che vogliono ottenere qualunque cosa passi loro per la mente, quella che una volta si chiamava dittatura del desiderio, mentre al mondo i bambini muoiono di malattie definite incurabili: forse i soldi spesi per far allattare un uomo si potrebbero spendere per salvare vite umane. Ma quale coscienza è oggi nel cuore di chi, come medico, dovrebbe occuparsi principalmente di salvare vite umane invece di giocare al Frankenstein?

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