17ENNE SFREGIA LA PROF/ Educati a quella violenza “banale” che ci sta succhiando l’anima

- Monica Mondo

Nell’Istituto “Majorana” di S. Maria a Vico (Caserta) uno studente minorenne ha colpito al volto la docente di lettere. Una “stupidaggine” l’ha definita il padre del giovane. MONICA MONDO

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Carabinieri (LaPresse)

Non importa quel che guadagni, non importa se non sei nella scuola migliore, non importa se poco ascoltano e poco imparano, e quel che sai e vorresti insegnare non riesci a farlo amare, conoscere. A scuola insegni per passione, e ogni storia di quei ragazzi è come fosse la tua. Con alcuni, poi. Oggi decidi di reinterrogare quello che sembra perduto, che non studia mai e sbaglia ogni prova. Dài, un’altra occasione, vieni. Il diniego, poi la protesta, poi l’assalto, lo sfregio, con una coltellata in viso. A una donna dolce, dice la preside, premurosa e materna. 

Un momento di follia, diranno, “il ragazzo chiuso nel suo muto silenzio”, eccetera. Un’altra volta. Perché è usuale un giustificazionismo così spinto da negare ogni colpa, da sminuire ogni reato, ogni peccato. Tutti noi avremmo buoni motivi psicologici, familiari, ambientali, lavorativi per esplodere con atti inconsulti. Qualcuno di più, certo. Ma non tutti lo fanno, perché c’è in ogni uomo, anche a 17 anni, la coscienza del bene e del male, e si può scegliere. 

A 17 anni non si è più bambini: smettiamola con la difesa a oltranza di uomini cui mancano pochi mesi per la cosiddetta maturità, che permette di essere cittadini, e di pagare per i propri delitti. Un ragazzo non deve entrare in classe con un coltello in tasca. Se lo fa è un delinquente, punto. Poi, riflettiamo sulla violenza ammorbante che permea vieppiù la nostra società, il nostro quotidiano. Non la respirate, non la soffrite? Nei rapporti umani, nella politica, che è così respingente, esasperata nei toni, becera. Nell’homo homini lupus che condiziona e determina le questioni sociali. 

Si fanno a pezzi le ragazze, si taglia la gola a compagni di scuola, si sfascia la milza a ragazzini inermi. Dove si impara una violenza così efferata, che manco in guerra? La violenza prima o poi ti assorbe, ti succhia l’anima. Cancella ogni buona inclinazione, ogni tentativo di educazione, ogni sentimento di tenerezza e pietà. Offre solide basi alla follia o piuttosto all’azione pervasiva del Male, che si nutre di violenza e ben ingrassato la diffonde e la impone.

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