Gloria Rosboch/ Caterina Abbattista: nei messaggi con il figlio Gabriele Defilippi la verità sul delitto?

- Emanuela Longo

Gloria Rosboch, in corso il processo a Caterina Abbattista: secondo l’accusa è lei la vera mente del delitto. Nei messaggi con il figlio Gabriele Defilippi la verità?

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Omicidio Rosboch: chiesti 16 anni a Caterina Abbattista

Uno dei casi che ha inaugurato la lunga pagina di cronaca nera del 2016 è quello di Gloria Rosboch, insegnante uccisa barbaramente il 13 gennaio dal suo ex allievo 24enne, Gabriele Defilippi con la complicità dell’amante 56enne Roberto Obert. Agli inquirenti quest’ultimo ha raccontato di essere stato tradito dal grande fascino che il giovane aveva su di lui al punto da riuscire a manipolarlo anche in occasione del delitto della Rosboch. Il 22 settembre scorso si è concluso il processo di primo grado con rito abbreviato che ha condannato l’ex studente Gabriele a 30 anni di carcere (il massimo della pena previsto dal rito alternativo) e il suo complice a 19 anni, pena decisamente inferiore in quanto, secondo i giudici, Obert ha dimostrato piena collaborazione con gli inquirenti, essendo stato lui ad indicare il luogo in cui cercare il cadavere di Gloria. I due, infatti, dopo l’omicidio si erano sbarazzati del corpo della povera donna in un’ex discarica di Rivara. Al settimanale Spy, la madre della vittima, Marisa Mores, ha commentato: “Una volta uccisa l’hanno denudata, non per nascondere gli abiti, ma per permettere agli acidi presenti in quella fossa di accelerare il processo di decomposizione del corpo e renderne praticamente impossibile l’identificazione”. Tornando alle persone coinvolte nel delitto della professoressa di Castellamonte, ricordiamo anche la 44enne Efisia Rossignoli, la quale avrebbe avuto un ruolo di telefonista nella truffa dei 180 mila euro messa a segno da Gabriele sempre ai danni di Gloria, prima del suo delitto. Per questo la Rossignoli ha patteggiato 23 mesi con la condizionale.

GLORIA ROSBOCH: PROCESSO A CATERINA ABBATTISTA, QUAL È IL SUO RUOLO?

La parola fine al giallo di Ivrea, in merito al delitto di Gloria Rosboch, a distanza di oltre due anni non è ancora stata scritta. C’è infatti ancora una quarta persona coinvolta nel caso. Si tratta di Caterina Abbattista, la mamma 47enne di Gabriele, imputata in questi giorni nel processo a suo carico. Secondo l’accusa, infatti, la donna sarebbe la “mentre ideatrice” non solo della maxi truffa a scapito della professoressa, ma addirittura del suo delitto. Inizialmente Caterina aveva raccontato che il giorno della scomparsa di Gloria il figlio Gabriele si trovava con il secondo figlio 13enne. Quest’ultimo in realtà si trovava a sua volta dalla madre del compagno. Ad incastrare la donna sarebbero poi state le celle telefoniche che l’avevano collocata a Montalenghe, nei pressi di Rivara, il luogo in cui è stato occultato il cadavere della Rosboch in un orario in cui sarebbe dovuta essere sul posto di lavoro, all’Ospedale di Ivrea. A confermare invece la versione di Caterina, secondo la sua difesa, sarebbe il badge strisciato alle 14:47 e alle 22.55 che confermerebbe la versione della donna.

Secondo alcune analisi effettuate, inoltre, nell’arco di un anno mentre si trovava al lavoro il suo cellulare avrebbe agganciato spesso quella cella a 17 chilometri di distanza. A smentirla è invece il gestore telefonico. A questo punto spuntano due ipotesi: qualcuno ha strisciato il badge al suo posto? Ed ancora, Caterina non era in possesso del suo cellulare? Certo è che il figlio minore quel giorno avrebbe tentato invano di chiamarla al telefono. Gli altri quesiti avrebbero a che fare con i soldi della truffa, mai trovati. Le risposte potrebbero essere nascoste nei messaggi tra madre e figlio scambiati via mail e Facebook e prontamente cancellati. Come spiega il settimanale Spy, la procura di Ivrea avrebbe chiesto una rogatoria internazionale agli Usa per recuperare questi dati e potrebbe giungere proprio in questi giorni, il prossimo 6 febbraio, in occasione della quarta udienza del processo nel corso del quale la Corte d’Assise avrà il compito di pronunciarsi sulle presunte responsabilità di Caterina Abbattista.

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