PAMELA MASTROPIETRO/ Macerata, domani l’interrogatorio di Innocent Oshegale (Quarto Grado)

- Morgan K. Barraco

Pamela Mastropietro, come è morta la donna? Si è trattato di overdose oppure è successo qualcos’altro. Su Rete 4 approfondimenti sulla morte della diciottenne di Macerata (Quarto Grado)

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Viero e Nuzzi, conduttori di Quarto Grado

Nella puntata in prima serata di Quarto Grado, viene ripercorso il caso di Pamela Mastropietro, uccisa a soli 18 anni e fatta a pezzi in una valigia dopo la fuga da una comunità di recupero in provincia di Macerata che stava frequentando. Lo spacciatorie nigeriano Innocent Oseghale è il sospettato numero uno per l’atroce fine fatta dalla ragazza, e domani svolgerà l’interrogatorio di garanzia, in cui però potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere. Nella puntata è stato anche intervistato il direttore della comunità terapeutica che Pamela stava frequentando, che ha spiegato come la ragazza avesse anche manifestato l’intenzione di voler studiare come criminologa, una volta riabilitatasi. Sicuramente, viene ricordato come Pamela non avesse ancora superato i suoi problemi, come dimostrato dalla fuga. In “Quarto Grado” si ipotizza però anche la possibilità che un complice possa aver aiutato Innocent al momento dei tragici fatti. (agg. di Fabio Belli)

“COME SBRANATA DA UN LEONE”

Con il passare delle ore continuano ad emergere dettagli inquietanti sulla morte di Pamela Mastropietro, la ragazza 18enne ridotta a pezzi e nascosta in una valigia in provincia di Macerata. Il nigeriano accusato del suo delitto, Innocente Oseghale, continua a proclamarsi innocente. A suo carico anche l’accusa di vilipendio di cadavere. Intanto, come spiega Gazzetta di Parma, all’interno dell’abitazione dell’uomo fermato sono stati trovati dai Ris vari coltelli di grosse dimensioni oltre che diverse macchie di sangue in vari punti dell’appartamento. Il legale della famiglia della vittima, come riporta Fanpage.it, nel parlare del delitto ha detto che “neanche la più feroce delle bestie avrebbe potuto compiere. A ridurre un corpo umano in quelle condizioni credo non sarebbe riuscito neanche il leone più affamato della terra”. Nelle ultime ore si è parlato dell’asportazione di alcuni organi, voce che “potrebbe corrispondere al vero”, spiega l’avvocato della famiglia di Pamela. Non è ancora chiaro se la ragazza sia deceduta per un malore o se invece è stata vittima di un barbaro omicidio. Intanto è stato ascoltato per oltre due ore anche il camerunense indicato dall’uomo fermato come il responsabile del delitto. Era stato proprio lui a spiegare ai carabinieri che Oseghale gli aveva chiesto di portarlo a Pollenza, la sera del 30 gennaio scorso, e che lui non sapeva cosa contenessero le valigie. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL CASO A QUARTO GRADO

Si sono infranti in modo brutale i sogni di Pamela Mastropietro, la ragazza di 18 anni della provincia di Macerata fatta a pezzi e ritrovata all’interno di due valige. In queste ore gli inquirenti hanno stretto il cerchio a diversi uomini, fra cui un nigeriano di 29 anni che secondo un connazionale potrebbe aver ucciso la ragazza. Innocent Oseghale è stato infatti avvistato con i due trolley, uno blu ed uno rosso, in cui è stato rinchiuso il corpo della povera Pamela. Sono pochi i dati per ora noti sull’omicidio, avvenuto all’inizio di questa settimana: maggiori informazioni sul motivo del suo decesso diventeranno più chiari con l’autopsia. Il caso di Pamela Mastropietro verrà approfondito anche all’interno della puntata di Quarto Grado di questa sera, venerdì 2 febbraio 2018, in cui verranno messi al vaglio i tratti della personalità della vittima. Uno dei particolari evidenti del delitto sembra riguardare il motivo che ha spinto la 18enne ad incontrare il suo assassino o i suoi assassini: una dose che l’ha spinta ad allontanarsi dalla comunità di recupero in cui era ospite da alcune settimane. Pamela infatti avrebbe raggiunto un appartamento di Corridonia, sottolinea La Repubblica, dove gli inquirenti hanno già rilevato le tracce di sangue e i vestiti della ragazza.

È MORTA DI OVERDOSE?

Pamela Mastropietro potrebbe essere morta per overdose: è questa una delle ipotesi che gli inquirenti stanno vagliando in queste ultime ore. Secondo la ricostruzione, la 18enne fatta a pezzi in provincia di Macerata avrebbe infatti contattato il nigeriano Innocent Oseghale per potersi procurare una dose, seguendolo fino ad un appartamento di via Spalato di Macerata, dove sarebbe avvenuto il decesso. Ed è proprio lì che Pamela potrebbe essere morta per overdose, evento che potrebbe aver impaurito Oseghale, fino a convincerlo a disfarsi del corpo in fretta e furia. Le valige in cui ha occultato i suoi resti sono stati infatti ritrovati in una strada vicino a Pollenza, dove sono state ritrovate da un passante che ha lanciato l’allarme. Secondo quanto riferisce La Repubblica, il sospettato tuttavia avrebbe negato di aver ucciso Pamela, ma sembra che un altro uomo abbia già fornito alle autorità elementi validi per collegare il delitto di Pamela al nigeriano. Il testimone infatti lo avrebbe visto nella tarda serata di martedì con i due trolley, nelle vicinanze del luogo in cui sono stati ritrovati. In attesa di capire l’esatta dinamica dei fatti, Oseghale è stato messo in stato di fermo con l’ipotesi di reato di omicidio e occultamento di cadavere, su richiesta del procuratore Stefania Ciccioli di Macerata. Il Tenente Colonnello Michele Roberti intanto ha riferito all’Ansa che non si esclude la possibilità che nella tragedia siano coinvolte anche altre persone.

DOVE È NATA LA PREOCCUPAZIONE DELLA FAMIGLIA

La preoccupazione della famiglia di Pamela Mastropietro è maturata in seguito al suo allontanamento dalla comunità di recupero Pars, avvenuto tre giorni prima del ritrovamento del suo corpo. La ragazza era diventata infatti ospite della struttura da alcune settimane, dove era stata sottoposta alle procedure di disintossicazione. Qualcosa tuttavia l’ha spinta ad andare via da quel luogo, armata solo del suo trolley rosso. Sarebbero queste le ultime azioni compiute dalla 18enne prima del macabro ritrovamento del suo corpo, avvenuto grazie ad un automobilista che percorrendo Pollenza si è reso conto della strana presenza di due trolley. Prima che l’identità di Pamela Mastropietro venisse confermata, i Carabinieri di Macerata hanno acquisito le immagini delle telecamere della zona, riuscendo a risalire al percorso fatto dalla giovane vittima fin dal momento in cui ha lasciato la struttura. La sorveglianza posta all’esterno della farmacia di Macerata ha permesso in seguito agli investigatori di individuare la ragazza subito dopo l’acquisto di una siringa, inseguita a breve distanza da Innocent Oseghale, su cui grava l’accusa di omicidio. L’identità di Pamela è stata inoltre confermata dalla madre nella mattina di ieri, diverse ore dopo la notizia emersa sui giornali. Alessandra Verni, la madre della 18enne, ha preferito non commentare quanto accaduto, lasciando che fosse un post su Facebook a manifestare il suo dolore. “Quello che le hanno fatto è indescrivibile”, sottolinea, “spero di vederli soffrire lentamente fino alla morte”.

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