POLONIA/ Sempre meno gente alla Messa: frate domenicano denuncia i vertici della Chiesa polacca

- Paolo Vites

Sempre meno polacchi vanno a messa regolarmente secondo gli ultimi dati. Un frate domenicano denuncia i vescovi polacchi per aver abbracciato il nazionalismo di destra

rosario_confine_preghiera_chiesa_polonia_web_2017
La catena umana durante la recita del rosario ai confini polacchi

Un enigma la Polonia di questi ultimi anni. Con un governo di destra che è arrivato al punto di emanare una legge che cancella ogni responsabilità polacca nella Shoah (una falsità storica in quanto molti furono i polacchi coinvolti insieme ai nazisti nei campi di sterminio) aspramente criticata da Israele, il ruolo della Chiesa appare più ambiguo che mai. Come ad esempio il sostegno al “muro” umano di qualche mese fa giustificato come una recita del rosario per il bene della nazione, in realtà organizzato da gruppi di estrema destra contro i migranti. Arriva adesso un duro attacco di una personalità al di là di ogni sospetto fazioso, a lungo combattente contro il comunismo, il frate domenicano 81enne Ludwik Wisniewski. Un suo articolo è apparso su una delle riviste cattoliche più rispettate del paese, “Tygodnik Powszechny”, in occasione della pubblicazione dei dati relativi alla presenza alle messe dei polacchi. Dati che mostrano un declino impressionante: sempre meno polacchi vanno a messa, nonostante le dichiarazioni di “nazione più cattolica d’Europa”.

Con il titolo coraggioso “Io accuso”, il frate chiama in causa proprio i vertici della Chiesa polacca, sottolineando come mai prima d’ora si era registrato nella storia un così basso numero di partecipanti alle liturgie. Il frate accusa anche i tanti parlamentari che si dichiarano orgogliosamente cattolici mentre incitano alla paura verso i migranti e i rifugiati, e Radio Maria, una emittente radiofonica, che “per anni ha esaltato odio e divisione”. Ha anche attaccato Jaroslaw Kaczynski, che guida il partito governativo di Giustizia e Legge (PiS), che “promuove l’ostilità e il risentimento nel mondo religioso”, e sacerdoti senza nome che hanno trascorso il loro tempo “tollerando e lodando il nazionalismo”. Il cristianesimo sta morendo in Polonia, dice ancora, mentre i nostri vescovi stanno in silenzio. I dati a proposito della presenza nelle chiese dicono che solo il 36,7% dei polacchi va in chiesa regolarmente, mentre solo vent’anni fa erano più del 50%. Allo stesso modo sta crollando il numero dei seminaristi. Va detto che una percentuale del 36% di partecipanti, fa invidia al resto dei paesi europei che hanno cifre ancora più basse. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori