Messico, italiani scomparsi/ Ultime notizie: arrestati 4 agenti, “venduti a una banda criminale per 43 euro”

- Emanuela Longo

Messico, italiani scomparsi: svolta nel giallo, arrestati 4 agenti della polizia locale accusati di aver venduto i tre napoletani ad una banda criminale del posto.

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Messico, italiani scomparsi

Svolta importante nel corso delle indagini sulla sparizione misteriosa dei tre italiani in Messico. Secondo le ultime notizie, quattro agenti della polizia locale di Tecalitlan sono stati arrestati in quanto legati in qualche modo alla scomparsa di Raffaele Russo, del figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino, dei quali si sono perse ufficialmente le tracce dalla fine del mese di gennaio. A confermarlo, come spiega TgCom24, è stato il procuratore statale Raul Sanchez Jimenez, rivolgendosi ai media messicani. Gli stessi agenti arrestati avrebbero consegnato i tre napoletani ad un gruppo della criminalità organizzata locale. I poliziotti sarebbero tre uomini ed una donna, accusati ora di “sparizione forzata” e, nel dettaglio di aver “venduto gli italiani a una banda di criminali”. Ora rischiano tutti una condanna pesantissima tra 40 e 60 anni di reclusione. Nonostante la notizia, però, le autorità messicane hanno fatto sapere di essere intenzionati a proseguire nella loro ricerca dei tre italiani in merito ai quali, il giudice ha assicurato che non sarebbero stati ancora localizzati ma che nessuno di loro sarebbe neppure passato per il carcere locale.

MESSICO, ITALIANI SCOMPARSI: LE PAROLE DEL FIGLIO DI RAFFAELE RUSSO

Intanto Francesco, il figlio di Raffaele Russo e fratello di Antonio Russo, due dei tre italiani scomparsi, nelle passate ore è intervenuto al Giornale di Radio Rai commentando: “Per 43 euro hanno venduto i tre napoletani alla banda armata, è una cosa vergognosa”. Nei giorni scorsi, secondo quanto riferito da fonti dell’Ufficio del procuratore di Jalisco, Raffaele Russo si sarebbe registrato con un falso nome in alcuni hotel messicani facendosi chiamare Carlos Lopez. L’uomo, secondo le autorità messicane aveva precedenti in Italia per frode. Alcuni quotidiani locali, citando fonti vicine alle indagini, avrebbero riferito che alla fine dello scorso anno Russo sarebbe stato coinvolto in affari nello stato di Michoacan e proprio cinque giorni prima della sparizione, insieme al figlio Antonio ed al nipote Vincenzo si sarebbero riuniti in un hotel. Il figlio Francesco, dopo le ultime notizie ha commentato ancora, come riporta Napolitoday: “Ora questi poliziotti devono parlare, devono dire chi sono i criminali che hanno preso mio fratello, mio padre e mio cugino. Per 43 euro di m…. li hanno venduti!”.



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