ANTICO TESTAMENTO/ Scoperto in alcuni scavi a Gerusalemme un sigillo con il nome del profeta Isaia

- Paolo Vites

Trovato a Gerusalemme in alcuni scavi un sigillo risalente a 2700 anni fa che proverebbe l’esistenza del profeta biblico Isaia, il primo ritorvamento del genere

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Gerusalemme, foto Pixabay

Gerusalemme ancora fonte di scoperte archeologiche che confermano la veridicità di quanto scritto nella Bibbia, antico e nuovo Testamento. Un pezzo di argilla risalente a circa 2700 anni fa è stato rinvenuto durante uno scavo: circa 2.700 anni fa, qualcuno ha premuto un sigillo con il nome di Isaia in un morbido pezzo di argilla, che si è indurito nel tempo. Se questo sigillo indica il profeta Isaia, sarebbe la prima prova archeologica del profeta ebreo, a cui nella Bibbia ebraica è dedicato un intero libro.

Isaia, secondo la Bibbia ebraica, incoraggiò Ezechia, re di Giuda, a combattere contro l’esercito assiro che pose l’assedio a Gerusalemme nel 701 a.C. Isaia consigliò a Ezechia di ignorare le offerte assire di arrendersi e disse che Dio avrebbe impedito a Gerusalemme di essere catturata. Secondo la Bibbia ebraica, un “angelo del signore” distrusse l’esercito assiro, mentre gli antichi documenti assiri affermano che l’esercito se ne andò solo dopo che Ezechia accettò di pagare un vasto tributo. Gli archeologi hanno scoperto l’impronta del sigillo durante gli scavi nel 2009 presso l’Ophel, un’area a Gerusalemme est situata tra il sito archeologico “Città di David” e il Monte del Tempio (un sito noto anche come al-?aram al-Šarif).

E’ stata poi trovata l’impressione di un sigillo del re Ezechia a circa 3 metri di profondità da quello di Isaia, hanno detto gli archeologi, che sono guidati da Eilat Mazar, un professore di archeologia presso l’Istituto di archeologia dell’Università ebraica di Gerusalemme. La vicinanza dei due sigilli confermerebbe che i due vissero nello stesso periodo storico e che siano stati conservati in un posto vicino a testimonianza di quegli eventi storici. Il nome Isaia significa “YHWH è il salvatore” dove YHWH è Jahvè il Dio del popolo ebraico. In alto nel sigillo purtroppo danneggiato l’immagine di un pascolo che per gli antichi ebrei significava benedizione. Ci sono poi altre lettere: “nvy” che se includessero alla fine le lettere “aleph” significherebbe profeta. Ma anche così potrebbe essere uguale il significato: l’archeologista ha fatto notare come nella Bibbia talvolta la parola profeta è pronunciata “nvy” senza la parte finale “aleph”.

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