JAN KUCIAK, UCCISO DALLA ‘NDRANGHETA?/ Giornalista slovacco trucidato con la fidanzata: la pista calabrese

- Dario D'Angelo

Jan Kuciak: il giornalista slovacco è stato trovato senza vita nella sua abitazione insieme alla fidanzata. Sono stati uccisi, ma da chi? Gli investigatori, “legame con le sue inchieste”.

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Jan Kuciak e la fidanzata Martina Kusnirova (foto da Facebook)

Jan Kuciak, giornalista investigativo slovacco di 27 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione di Velka Maca, a 65 km da Bratislava, insieme alla fidanzata Martina Kusnirova. Un duplice delitto, come riferisce Rai News, se è vero che il giovane è stato trafitto da un colpo di pistola al petto, mentre la donna è stata raggiunta da un proiettile alla testa. A ritrovare i cadaveri è stata la polizia, messa in allerta dai genitori del giornalista, preoccupati perché da tempo non riuscivano a mettersi in contatto con lui. Ma l’aspetto oscuro di questa vicenda riguarda soprattutto il movente che si celerebbe dietro il duplice omicidio, secondo quanto riferito dalle autorità “molto probabilmente riconducibile al lavoro investigativo del giornalista”. Ma su cosa indagava Jan Kuciak? Ultimamente era impegnato in un’inchiesta riguardante una presunta truffa sui fondi strutturali dell’Ue. Il suo ultimo pezzo era incentrato sulla figura di Marian Kocner, imprenditore accusato di frode ed evasione fiscale, il cui caso era stato archiviato dalla magistratura. Ma c’è anche un altro sospetto e porta in Italia, precisamente in Calabria: c’è lo zampino della ‘ndrangheta?

LA PISTA CALABRESE

Tra coloro che pensano che Kuciak sia stato ucciso su esplicito ordine della ‘ndrangheta c’è un collega del giornalista slovacco, Tom Nicholson, che su Politico scrive come Jan “fece progressi importanti su un’altra storia che aveva impegnato entrambi: il trasferimento illegale di fondi strutturali europei a italiani residenti in Slovacchia, i cui legami con la ‘Ndrangheta erano provati”. Kuciak, scrive Nicholson, aveva investito molto impegno in questa inchiesta, al punto da mettere in piedi “una collaborazione con giornalisti investigativi italiani, che potrebbero confermare le identità e i legami criminali degli italiani attivi in Slovacchia”, soprattutto “nell’est della Slvacchia, dove io viaggiai nel 2015 e nel 2016 sulle loro tracce…ho ancora gli screenshot delle pagine Facebook in cui il loro capo esortava al voto per il partito Smer” (il partito al governo, ndr). A convincere Nicholson che in questa storia vi sia lo zampino della ‘ndrangheta sono soprattutto i precedenti:”La criminalita’ organizzata slovacca non ha mai ucciso giornalisti, laddove le bande mafiose italiane non si sono mai fatte scrupoli in questo senso”.



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