SANT’AGATA/ Santo del giorno, il 5 febbraio si celebra la patrona di Catania

- La Redazione

Il 5 febbraio si festeggia Sant’Agata, venerata come santa, vergine e martire. La santa è patrona di Catania. Morì nel 251, durante il proconsolato di Quinziano.

croce_pixabay_2017
Pixabay

Cenni storici su Sant’Agata

Il 5 febbraio ricade per la chiesa cattolica la ricorrenza di una delle martiri più antiche che la storia conosca: Sant’Agata. Questa donna, vissuta nel III secolo D.C., ha consacrato la sua vita alla religione cattolica e all’aiuto del prossimo tanto che viene adorata, oltre che nella cultura cattolica anche in quella ortodossa, oltre che come santa, come martire e vergine. Il martirio e la devozione di questa santa sono ampiamente documentati nella grande quantità di scritti e testi che ci sono stati tramandati subito dopo la sua morte avvenuta in prigione nell’anno 253. Il motivo della sua massa a morte è riconducibile al fatto che non volle mai tradire la sua fede cattolica, nonostante le pressioni, le minacce e le torture subite. Dal punto di vista storico, non esistono molti elementi sui dettagli della sua morte, pur se non si esclude che avvenne per martirio, mentre sussistono molte notizie sul suo martirio che vengono usualmente classificati in tre punti principali. Innanzitutto si ha certezza dell’inizio del martirio avvenuto a Catania durante un processo nel quale la santa professò e non rinnegò la professione della sua fede cattolica. Durante il processo, Agata consacrò la sua verginità a Dio e inizio a subire enormi torture, come ad esempio, quella che la portò all’amputazione dei seni per mezzo di pinze. 

Il martirio

È di questo periodo il suo forte contrasto con il proconsole Quintiniano che cercò di barattare con lei la sua condanna a morte chiedendola in sposa. L’ovvio rifiutò alla proposta di matrimonio decretò la sua condanna a morte sul rogo, non avvenuta a causa di un terremoto. Durante la successiva prigionia ebbe l’apparizione di San Pietro che guarì le sue ferite, prima della sua morte. Il secondo punto è relativo all’apparizione dell’angelo, durante la sepoltura del cadavere di Agata, che pone nella tomba una lapide di marmo su cui è inciso la scritta che afferma la santità della donna e che è liberazione della sua patria. A riprova di ciò, nel primo anniversario della sua morte, la lava che minaccia la città di Catania si arresta. Il terzo punto della sua storia, rilevato da scritti di origine greca attesta la sua appartenenza alla città di Catania. In virtù del tempo trascorso in martirio e prigionia, Catania ha adottato Sant’Agata come propria patrona dedicandogli, come detto, un apposito periodo di festa. Ma per il suo lungo martirio, la Santa è anche patrona delle donne vittime di violenza, di quelle che soffrono di tumore al seno, delle eruzioni vulcaniche e di chi ha subito danni dal fuoco. Ma molte altre città la considerano propria patrona come ad esempio Capua e Gallipoli



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori