Ndrangheta, arrestato Antonino Pesce/ Ultime notizie, catturato il latitante: cos’è la ‘ndrina dei Pesce

Ndrangheta, arrestato Antonino Pesce: il latitante della nota cosca, scovato dalla polizia di Rosarno. Finisce in manette, braccato dalle forze dell’ordine, dopo essere ricercato…

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Cinisello Balsamo, assalta passanti con coltello (LaPresse)

E’ stato arrestato nelle scorse ore Antonino Pesce, 26enne boss del clan dei Pesce, ultimo elemento di spicco della nota cosca mafiosa. Il classe 1992 era divenuto negli ultimi anni il leader supremo del clan dei Pesce, dopo che gli altri boss erano finiti dietro le sbarre. La ‘ndrina dei Pesce è senza dubbio fra le più potenti cosce dell’ndrangheta esistenti in Italia, con interessi che non si concentrano solo nel sud dell’Italia, ma che spaziano da Reggio Calabria a Milano. La base operativa è a Rosarno, dove tra l’altro è stato arrestato proprio Antonino Pesce, e i loro traffici riguardano la droga, il controllo del porto, le estorsioni, e i mercati agricoli, soprattutto quello degli agrumi. Nel nord agiscono in particolare in quel di Milano, nel noto quartiere periferico di Quarto Oggiaro, noto spesso e volentieri per i fatti di cronaca nera. Ma non finisce qui perché la presenza del clan dei Pesce si è registrata anche ad Aosta, nonché all’estero, con collegamenti con Austria, Albania, Grecia, Germania e Francia. Un sistema diffuso a macchia d’olio che forse ha subito la decapitazione della sua ultima testa. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ARRESTATO ANTONINO PESCE

Colpo importante della Polizia, che nelle scorse ore ha arrestato Antonino Pesce. Si tratta di un esponente dell’omonima cosca della ‘Ndrangheta, latitante da più di un anno. Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, il 26enne era infatti ricercato per associazione mafiosa. Gli uomini della squadra mobile di Rosarno e del Servizio centrale operativo, l’hanno scovato in un appartamento della stessa cittadina, e quindi subito arrestato. Antonino Pesce era riuscito a schivare le manette un anno fa, durante un’operazione della Polizia e della Dda di Reggio Calabria, che aveva permesso di arrestare diversi esponenti della cosca Pesce. Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, Antonino era il responsabile del trasporto su gomma dei prodotti agrumicoli dalla Piana di Gioia Tauro al resto della nostra penisola. Una volta braccato, si è arreso senza opporre resistenza, alzando le mani.

L’ULTIMO BOSS DEL CLAN PESCE

Un grandioso lavoro quello svolto dalle forze dell’ordine, visto che il 26enne di cui sopra, era l’ultimo latitante del clan Pesce. La dritta sul possibile luogo in cui si nascondeva il mafioso è arrivata dopo circa un anno di indagini guidate dal procuratore di Reggio Calabria Gaetano Paci. Una volta individuato il condominio, la polizia ha circondato e isolato l’edificio, per poi fare irruzione al suo interno. Nell’appartamento non è stato trovato solo Pesce, e di conseguenza gli agenti stanno cercando di capire i ruoli delle altre persone coinvolte. Antonino era un boss a tutti gli effetti visto che tutti gli altri esponenti di picco del clan sono attualmente dietro le sbarre. Come detto sopra, il 26enne era sfuggito all’operazione Recherche risalente allo scorso aprile, in cui venne sgominata un’importante rete di personaggi che avevano protetto negli scorsi anni il boss Marcello Pesce, arrestato nel 2016 dopo essere riuscito per ben 6 anni a sfuggire alle forze dell’ordine.

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