Papa Francesco: “Migranti non sono nemici”/ Ai cristiani: “Paura dello straniero è una malattia contagiosa”

- Silvana Palazzo

Papa Francesco: “Migranti non sono nemici”. Messaggio ai cristiani: “Paura dello straniero è una malattia contagiosa”. Le ultime notizie sul discorso del Santo Padre

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Papa Francesco (LaPresse)

La rabbia è “sorella” della paura, che spesso si concentra su chi è straniero, diverso e povero, come se fosse un nemico. La lamentela arriva da Papa Francesco, che è intervenuto nella basilica romana di Santa Maria in Trastevere, in occasione dei 50 anni della Comunità di Sant’Egidio. «Se siamo soli, siamo presi facilmente dalla paura», avverte il Santo Padre, secondo cui «l’atmosfera di paura può contagiare anche i cristiani». Non c’è da meravigliarsi: il nostro tempo ha a che fare con grandi paura di fronte alle vaste dimensioni della globalizzazione, ma «ci si difende credendo di preservare quello che abbiamo o quello che siamo». Papa Francesco, come riportato da Repubblica, ha dunque esortato «a stare accanto ai bambini delle periferie» e agli anziani. «A volte sono scartati, ma per voi sono amici». Inoltre, bisogna continuare ad aprire nuovi corridoi umanitari per chi scappa dalla guerra e dalla fame: «I poveri sono il vostro tesoro». Il pontefice chiede responsabilizzazione, soprattutto ai cristiani, perché il mondo è pieno di conflitti e disparità. «Il cristiano, per sua vocazione, è fratello di ogni uomo, specie se povero, e anche se nemico».

PAPA FRANCESCO: “MIGRANTI NON SONO NEMICI”

Mai dire: “Io che c’centro?”. Con questa espressione ci si lava le mani, ma i cristiani sono fratelli di tutti, profeti di un mondo nuovo, come ha spiegato Papa Francesco. «Uno sguardo misericordioso ci impegna all’audacia creativa dell’amore, ce n’è tanto bisogno!». E la Chiesa deve essere per il Santo Padre segno «di unità del genere umano, tra popoli, famiglie, culture». Il mondo è diventato globale, ma la globalizzazione ha anche innalzato nuovi muri «per tanta gente, specialmente i poveri». Per Papa Francesco, come riportato da Repubblica, va dunque costruita «una globalizzazione della solidarietà e dello spirito», mentre ora «le diversità sono occasione di ostilità e di conflitto». Il futuro del mondo globale invece è un’altro: vivere insieme. Per questo bisogna impegnarsi costruendo ponti, tenendo aperto il dialogo e continuando a incontrarsi. La questione per il Santo Padre non è solo politica: «Ciascuno è chiamato a cambiare il proprio cuore assumendo uno sguardo misericordioso verso l’altro, per diventare artigiano di pace e profeta di misericordia».



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