Starbucks a Milano e il “metodo” don Rigoldi/ Giovani assunti in cambio della sua edicola sociale? (Le Iene)

- Silvana Palazzo

Starbucks a Milano e il “metodo” don Gino Rigoldi a Le Iene. 20 giovani assunti in cambio della sua edicola sociale? Il servizio di Gaetano Pecoraro sul piano del sacerdote

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Starbucks a Milano e il metodo don Rigoldi

Tra i servizi più attesi di oggi, domenica 11 marzo 2018, de Le Iene c’è sicuramente quello di Gaetano Pecoraro, che si è occupato di Starbucks. Il colosso americano aprirà il primo negozio a Milano, nell’ex palazzo della Posta di piazza Cordusio, ma non aveva fatto i conti con don Gino Rigoldi. Starbucks vuole potersi espandere con un debora, ma c’è un problema: lo spazio all’aperto è già occupato dall’edicola sociale del sacerdote. Lì lavorano tre dei suoi ragazzi scampati al carcere e a varie disgrazie. Don Gino ha già incontrato i responsabili dell’azienda ed è andato dritto al punto: è disposto a lasciare lo spazio per il dehors, a patto che vengano assunti venti dei suoi “protetti”. I manager della multinazionale avrebbero accettato senza fiatare, intanto don Gino aveva già ottenuto dal Comune di spostare altrove la sua edicola sociale. Una grande prova di pragmatismo quella di don Gino, che potrebbe essere davvero d’esempio.

STARBUCKS A MILANO E IL “METODO” DON RIGOLDI A LE IENE

Starbucks deve assumere trecento persone per l’apertura del suo primo negozio a Milano, ma venti arriveranno dalla Comunità Nuova di don Gino Rigoldi. Si tratta di persone in difficoltà da reinserire nel mondo del lavoro. Questo potrebbe essere un bell’esempio di collaborazione tra pubblico, privato e sociale, se la sovrintendenza dia il suo benestare. Don Gino non si è mai perso d’animo e, forte dell’appoggio che il Comune gli garantisce, visto che l’edicola sociale verrà trasferita in un altro spazio cittadino, ha incontrato i vertici di Starbucks. «Doveva essere un incontro di cinque minuti, siamo rimasti a parlare per due ore- Il presidente di Starbucks ci ha assicurato che assumerà una ventina di nostri ragazzi. Non ho esitato un minuto perché viene garantito uno stipendio e un futuro dignitoso a chi adesso vive un momento difficile. Il presidente ha anche aggiunto che ci metterà a disposizione il suo personale per dei corsi di formazione alle persone che seguiamo. C’è stata una bella disponibilità», ha dichiarato don Gino al Corriere della Sera. Per ora Starbucks non ha ancora presentato il progetto. Si attendono dunque nuovi sviluppi.



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