DELITTO CISON, ANZIANI MASSACRATI/ Arrestato Sergio Papa: “non sono stato io”, ma gli indizi sono gravi

- Niccolò Magnani

Delitto Cison, anziani presi a sprangate e uccisi a Treviso: arrestato 35enne Sergio Papa, che si difende “non sono stato io”. Gli indizi a suo carico però sono gravi

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Anziani uccisi a Cison (Foto: TgR)

Sabato la svolta nel delitto di Cison ha portato all’arresto del presunto assassino della coppia di anziani trucidata in Veneto due settimane fa: Sergio Papa avrebbe ucciso Loris Nicolasi e Anna Maria Niola principalmente per motivi economici. Per farlo però è stata usata una ferocia inaudita: presi a sprangate, coltellata, addirittura falciati e lasciati morenti sul prato dietro la loro casa a Rolle di Cison di Valmarino (Treviso). Non è chiaro ovviamente se sia stato lui o meno, anche perché il 35enne arrestato originario di Refrontolo si professa del tutto innocente: oggi il Corriere della Sera ha scritto che Papa «avrebbe avuto in passato molti guai con la giustizia per furti e rapine Sergio Papa. Viene indicato come l’autore di alcuni colpi violenti ai danni di pensionati, con il cui denaro si sarebbe pagato, si sussurra, le dosi di droga». Un uomo descritto come violento e con numerosi scheletri nel passato ma che non certifica che sia allora proprio l’assassino dei poveri anziani trucidati: lui continua a negare di averli uccisi, «Quel giorno non ero a Rolle – avrebbe detto – non li ho uccisi io», mentre intanto la procura prosegue le indagini dopo la svolta appunto di sabato scorso.

GLI INDIZI CHE LO INCASTRANO

Secondo la Tribuna di Treviso, sarebbero diversi gli indizi che incastrerebbero Papa come killer di Cison, seppure lui si professi continuamente innocente: in primo luogo le testimonianze dei parenti di Loris e Anna Maria, che avrebbero portato a riconoscere in quell’uomo proprio quel “balordo” che bazzicava le zone di Rolle e che spesso dormì in ripari di fortuna vicino al rustico dei Nicolasi. I vicini lo avrebbero visto nei giorni prima del delitto e anche il giorno stesso, bazzicare attorno alla tenuta in campagna: « Ci sono anche le celle telefoniche che avrebbero agganciato il suo telefonino nella zona di Cison. Altro elemento indiziario: da giorni i carabinieri, in borghese, lo stavano aspettando a Refrontolo, e lui, sentendo il loro fiato sul collo, se n’era andato. Lo hanno trovato sabato mattina, nella zona della stazione ferroviaria di Mestre, mentre cercava probabilmente, secondo gli inquirenti, di scappare», spiega la Tribuna di Treviso. Da ultimo, sempre secondo le fonti di stampa, ci sarebbero anche delle prime conferme con tanto di tracce biologiche e impronte digitali.



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