KATY PERRY/ Suora muore in tribunale durante l’udienza: la battaglia per l’ex convento

- Paolo Vites

Due suore novantenni hanno cercato di contrapporsi alla decisione dell’arcivescovado di Los Angeles di vendere il convento dove avevano vissuto per anni

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Katy Perry

Una storia complicata, quella che ha visto contrapporsi in tribunale le ultime due suore ancora viventi dell’ex convento Los Feliz a Los Angeles, appartenuto sin dal 1978 al loro ordine, quello delle Suore del Santo e Immacolato Cuore della Beata Vergine Maria, l’arcivescovado della città californiana e la cantante pop Katy Perry. Il convento, un compound costruito nel 1927 dotato anche di una piccola piscina,  non era più abitato da alcuni anni, e le due suore orami novantenni avevano deciso di venderlo a una donna loro conoscente che voleva farne una boutique e un ristorante, per soli 44mila dollari, sostenendo che il Vaticano aveva certificato la proprietà del convento all’ordine di suore. Si è poi fatta avanti Katy Perry, che ha offerto un totale di 14 milioni di dollari per acquistare la struttura, cifra che l’arcivescovado ha calcolato ben più interessante dei 44mila dollari già offerti. Ma le due suore non hanno accettato quella che considerano una intrusione, in particolare Suor Catherine Rose Holzman. Ufficialmente la religiosa ha sostenuto che la cantante, per via dei suoi espliciti riferimenti sessuali nelle canzoni e nei video e per il suo stile di vita, non fosse degna di acquistare una struttura appartenuta per tanto tempo a un ordine religioso per usarla, una volta trasformata in abitazione, per chissà quale scopi blasfemi.

Ma sembra anche che dietro l’ostinatezza delle suore ci sia una lunga storia di controversie con l’arcivescovado, tanto che anni fa un gruppo di suore dichiarò di non voler più obbedire all’arcivescovo di Los Angeles. Inoltre l’arcivescovo aveva mandato via nel 2011 le suore dal convento, pensando già allora di metterlo in vendita. Poi il dramma: suor Holzman è morta di infarto un paio di giorni fa proprio mentre si teneva l’ennesima udienza in tribunale. Il giorno prima era apparsa in televisione per chieder alla cantante di ritirarsi dalla contesa: “Kety Perry, per favore fermati. Non stai facendo nulla di buono a nessuno eccetto far soffrire molte persone” aveva detto. Era intervenuta anche l’altra religiosa, suor Rita Callannan rivolgendosi all’arcivescovo: “Lei ha rubato la proprietà delle suore del Cuore Immacolato, la preghiamo si fermi. Faccia quello che è giusto nel suo cuore”. Lo scorso dicembre una giuria di Los Angeles aveva sentenziato che la signora Hollister, la donna che aveva offerto 44mila dollari, dovesse pagare dieci milioni di dollari di danni a Katy Perry e all’arcivescovado per aver interferito nelle trattative di acquisto. La sorte del convento sembra ormai decisa.



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