Alessandro Neri/ Omicidio Pescara, la mamma sicura:”Per ucciderlo servivano due persone”

- Silvana Palazzo

Alessandro Neri, omicidio Pescara: Laura Lamaletto, la mamma della vittima, è certa che per ucciderlo non bastasse una sola persona. Le ultime notizie sulle indagini

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Alessandro Neri

Si continua ad indagare per cercare di ricostruire le ultime ore di vita di Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore ucciso con due colpi d’arma da fuoco e trovato morto giovedì scorso alla periferia sud di Pescara, nei pressi del torrente di via Vallelunga. Importanti, secondo gli inquirenti che stanno indagando sul caso, le parole della mamma di Alessandro, ascoltata ieri per circa 3 ore, grazie alla quale si proverà a ricostruire eventuali lati oscuri nella vita di Alessandro. E proprio la donna, Laura Lamaletto, nelle ultime ore ha professato una certa fiducia nei confronti del lavoro degli inquirenti:”So che gli investigatori stanno lavorando bene”. La mamma di Alessandro, intervistata da Pomeriggio 5, ha aggiunto:”Sono sicura che gli assassini erano due, mio figlio era molto forte di costituzione, credo che fosse impossibile ucciderlo, per una persona, e portarlo da solo nel fiume”. (agg. di Dario D’Angelo)

ALESSANDRO NERI, L’ESITO DELL’AUTOPSIA

Secondo quanto emerso dall’esame autoptico, quella di Alessandro Neri sarebbe stata una vera e propria esecuzione, anche se il movente resta ancora misterioso. Di sicuro, il ragazzo è stato ucciso da due colpi e dall’autopsia è emerso che uno di essi lo ha colpito alla testa, c’era dunque la volontà di uccidere e anche nella maniera più fredda, spietata ed efficace possibile. Il colonnello dei carabinieri Mario Riscaldati ha escluso le tensioni con la famiglia Lamaletto, su esplicita richiesta della famiglia Neri che aveva chiesto di fare chiarezza sulle indiscrezioni che erano circolate. Per ora si è chiarito che Alessandro Neri è stato ucciso da due colpi di pistola di piccolo calibro: il primo al petto, esploso da distanza ravvicinata, il secondo alla testa. Dunque, nessuna lite improvvia o gesto impulsivo, ma un’esecuzione premeditata sulla quale bisognerà far chiarezza e per la quale ancora non è stato iscritto nessuno al registro degli indagati. (agg. di Fabio Belli)

NESSUNA IPOTESI ESCLUSA PER IL MOVENTE

Proseguono le indagini sull’omicidio di Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore ucciso con un colpo d’arma da fuoco e trovato morto giovedì scorso alla periferia sud di Pescara, in un canale. Si sta provando a individuare un possibile movente, per ora nessuna ipotesi è esclusa. I carabinieri hanno ascoltato nuovamente la madre, che oggi sarà intervistata da Barbara d’Urso a Pomeriggio 5. Una «normale audizione», precisano i militari, durata comunque circa tre ore. Dall’autopsia sono emersi degli elementi importanti per ricostruire i fatti. Sul caso vige il massimo riserbo, ma l’esame autoptico avrebbe chiarito diversi aspetti. I militari vogliono sapere, oltre ai tempi della morte, anche da quale distanza è stato esploso l’unico colpo che avrebbe ucciso Alessandro Neri. Dalla distanza potrebbe rivelare il tipo di luogo in cui c’è stato il delitto, magari un’automobile o un ambiente piccolo. Dalla Procura di Pescara è arrivato comunque il nulla osta per la riconsegna ai familiari della salma del ragazzo.

OMICIDIO PESCARA, ALESSANDRO NERI UCCISO PER UN’EREDITÀ?

I funerali di Alessandro Neri dovrebbero essere celebrati nei prossimi giorni. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita del 29enne: importanti anche i tabulati telefonici per capire chi siano le persone con cui è entrato in contatto. Indicazioni utili alle indagini sono arrivate anche dai familiari del ragazzo, ascoltati più volte dai carabinieri, che stanno sentendo anche amici e conoscenti. Sui social, stando a quanto emerso da alcune testati locali, è circolata una lettera anonima, tutta da verificare, in cui si faceva riferimento alle cattive amicizie che la famiglia ha lasciato in Venezuela e che Alessandro sia stato ucciso da sicari incaricati proprio da qualcuno del Sud America. Stando a quanto riportato da Il Messaggero, sta prendendo corpo l’ipotesi della faida familiare dietro l’omicidio. Ad ipotizzare il clamoroso retroscena sono fonti della stessa famiglia, alla ricerca di un movente credibile per questo delitto. Una persona molto vicina ai Neri e ai Lamaletto ha dichiarato:  «Sì, ci sono contrasti per le proprietà».

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