“Giudizio Universale” Cappella Sistina/ I segreti di Michelangelo: Sting canta il “Dies irae”

- Paolo Vites

“Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina”, spettacolo che racconterà la storia e i particolari artistici dei dipinti di Michelangelo nella Cappella Sistina 

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Il volto di Michelangelo nella pelle scuoiata di San Bartolomeo

Sting è l’autore del tema musicale del live show “Giudizio universale” che debutterà a Roma il 15 marzo. L’artista inglese non ha potuto essere presente al debutto dello spettacolo di Marco Balich e ha quindi registrato un video messaggio, pubblicato sul sito di Repubblica: “Sarebbe stato un piacere essere a Roma oggi ed essere presente a questo magnifico show che accende una nuova luce su un capolavoro prezioso e unico: la Cappella Sistina. Ho visitato i Musei Vaticani in più occasioni, ma non avrei mai imaginato che un giorno sarei stato coinvolto in un progetto come Giudizio Universale e che avrei collaborato con così tanti straordinari talenti per renderlo possibile”, dice il cantante inglese. L’ex leader dei Police esprime la sua gratitudine per essere stato coinvolto in un progetto così importante che lo ha riavvicinato alla musica sacra: “Sono grato di essere stato coinvolto in questa visione creativa e collettiva. Sono stato immerso e formato alla musica sacra da bambino e questa è stata un importante opportunità per familiarizzare di nuovo con questa musica che ha avuto un’influenza così potente sulla mia vita, il mio lavoro di musicista”. Per lo spettacolo Sting ha adattato il testo originale il Dies irae del XIII secolo, che interpreta lui stesso cantando in latino: “Insieme al mio arrangiatore Rob Mathieson abbiamo creato un nuovo chorus setting per orchestra da camera e un coro di 80 elementi che abbiamo registrato a Londra”, spiega Sting. Infine l’artista non nasconde il suo orgoglio: “Siamo così onorati di essere parte di questo progetto e non avremmo mai immaginato che il nostro lavoro sarebbe stato all’apice del finale dello spettacolo”. Sting si dice certo che Giudizio Universale sarà spettacolare. (agg. Elisa Porcelluzzi)

I SEGRETI DI MICHELANGELO

Autoritratti nascosti, come quello citato prima sulla pelle scuoiata di San Bartolomeo, firme seminascoste, sigle indecifrabili. Ritratti di personaggi che stavano antipatici a Michelangelo come Biagio da Cesena, cerimoniere di Paolo III immortalato nella parte bassa del Giudizio universale, l’inferno perché aveva definito l’affresco con i suoi corpi originariamente nudi “degno di un gabinetto”. Il cerimoniere provò a protestare con il papa quando se ne accorse, ma lui sagacemente rispose oche “non aveva giurisdizione sull’inferno”. Messaggi cifrati. Ecco altri segreti nascosti nell’immenso affresco che Michelangelo dipinse per la cappella privata di Papa Sisto IV. E poi i pittori collaboratori come il Perugino che lasciò il suo autoritratto nel Viaggio di Mosè in Efgitto, un tizio con cappuccio vestito di rosso, mentre la sua firma appare nel Battesimo di Cristo. Si ritrae anche un altro dei pittori, il Ghirlandaio come un giovane biondo con una corona di ghirlande de La vocazione dei primi apostoli. Insomma, grandissima arte ma anche divertimento, tutti i segreti della Cappella Sistina che Pierfrancesco Favino racconterà nel grande spettacolo di cui si terrà la prima il prossimo 15 marzo all’Auditorium Conciliazione.

FAVINO E STING NELLA CAPPELLA SISTINA

Un progetto sicuramente innovativo quello messo in piedi dai Musei Vaticani, uno spettacolo multimediale “Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina” che vuole illustrare la storia e i “segreti” del più affascinante affresco del mondo, quello che adorna la Cappella Sistina richiamando ogni anno milioni di visitatori da tutte le parti del mondo. In scena dal 15 marzo presso l’Auditorium Conciliazione, è diretto da Marco Balich e avrà come voce narrante quella del noto attore e doppiatore Pierfrancesco Favino, mentre il cantante Sting, non pago della scarsa figura fatta al festival di Sanreno cantando in italiano, si cimenterà addirittura in latino cantando il Dies Irae. Si intitola Giudizio Universale lo spettacolo, proprio come il noto dipinto di Michelangelo, con una durata di 60 minuti, spiega Balich, l’autore del criticato Albero della vita esposto all’Expo, costituito da proiezioni, raggi laser a 270 gradi, che unirà storia e arte. Dall’estero sono già arrivate 40mila richieste di biglietti, è già un successo ancora prima di cominciare, le repliche previste dureranno un anno, non è escluso che poi venga portato in giro per il mondo. Favino, che darà voce a Michelangelo, ricorda quando “da bambino, venni condotto nella Cappella Sistina: non conoscevo il significato, ma qualcosa mi arrivava dentro. Non so che voce avesse Michelangelo, mi sono concentrato sulla centralità del corpo, il dare forma alla materia nascosta dell’essere umano che esprimeva nelle sue opere”. Ma quali sono i segreti che verranno illustrati?

I “SEGRETI” DELLA CAPPELLA SISTINA CHE IN MOLTI IGNORANO

Non lo sappiamo, ma molte sono le curiosità che ignoriamo, ad esempio che nasce come cappella privata di papa Sisto IV, da cui Sistina, è stato costruito cercando di ripetere la stessa dimensione del Tempio di Salomone, dal 1870 è sede del conclave. Pochi poi sanno che Michelangelo non accettò volentieri il lavoro richiestogli perché più che un pittore si considerava uno scultore, mentre furono diversi i pittori che si cimentarono nell’opera: Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino. Nonostante dovesse affrescare un soffitto, Michelangelo lavorò sempre in piedi: ideò  la prima riproduzione di Dio raffigurato con un corpo muscoloso e con il viso incorniciato da una lunga barba bianca, simile al dio greco Giove. Secondo uno studioso americano, Frank Lynn Meshberger, le ombre e le nuvole dietro le vesti di Dio rappresentano un cervello umano. Infine il Cristo giudice che appare giovane e muscoloso e dallo sguardo punitivo: anche qui una novità, scompare la bontà sempre raffigurata in Lui e diventa solo un Cristo giustiziere. Invece la pelle strappata durante il martirio a San Bartolomeo ai piedi di Cristo raffigura il volto di Michelangelo. Originariamente Michelangelo aveva rappresentato nude tutte le figure, ma i cardinali ordinarono che fossero ricoperte da foglie di fico. 

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