MESSINA, TRUFFA GENITORI DI VITTIMA DELLA LUPARA BIANCA/ Carabinieri: “Coppia annullata psicologicamente”

Messina, truffa per anni genitori di vittima della lupara bianca: arrestato dopo aver estorto 200mila euro. Il malvivente è Francesco Simone. Carabinieri: “Coppia annullata psicologicamente”

donna_pezzi_verona_parco_campagna_carabinieri_omicidio_twitter_2018
Brescia, uomo sequestrato e nascosto a Gavardo

Per dieci anni ha truffato un’anziana coppia facendo credere loro di essere in contatto con il figlio, che in realtà era morto 25 anni fa, vittima della “lupara bianca” della mafia di Barcellona. Per questo Francesco Simone è accusato di truffa aggravata. La storia che gli investigatori hanno ricostruito ha dell’incredibile. L’uomo diceva alle sue due vittime di essere in contatto con il figlio, Domenico Pelleriti, spiegando che fosse fuggito nel Nord Italia per non farsi trovare dalla mafia. Per convincere la coppia della veridicità dei suoi racconti, Simone chiamava al telefono i genitori facendo loro credere di essere proprio il figlio, esortandoli poi a consegnare il denaro all’amico fidato. A volte per paura di finire sotto inchiesta si faceva lasciare le somme nelle cassette della posta di una casa cantoniera. Francesco Simone aveva «di fatto annullato psicologicamente la coppia – dicono i carabinieri – facendo loro vivere, con una cattiveria inusitata, un clima di paura, intimidazione e sofferenza». I genitori di Domenico Pelleriti temevano che interrompendo i rapporti con lui avrebbero provocato l’interruzione del rapporto con il figlio, che per loro era molto malato e in fuga dalla vendetta della mafia. (agg. di Silvana Palazzo)

MESSINA, TRUFFA PER ANNI GENITORI DI VITTIMA DELLA LUPARA BIANCA

Una truffa ai danni di due anziani, che è costata loro più di 200mila euro. Il protagonista in negativo di questa storia è Francesco Simone, 44enne operaio che vive in provincia di Messina, che si è finto per anni il figlio dei due di cui sopra. Quest’ultimo, Domenico Pelleriti è stato ucciso dalla mafia di Barcellona Pozzo di Gotto nel 1993, con il metodo della lupara bianca, che consiste nell’assassino appunto con la lupara, con successivo occultamento di cadavere. Il problema è che il corpo di Domenico non è mai stato ritrovato e di conseguenza è stato creduto vivo per 25 anni dai suoi genitori, due braccianti agricoli. Il truffatore ha approfittato dei due per oltre 10 anni e il metodo utilizzato è stato semplice: si è finto il figlio, continuando a chieder loro denaro per sopravvivere.

LA SUA EX FIDANZATA L’HA TRADITO

Diceva che il figlio era in fuga dalla mafia e che viveva nel nord Italia, ed inoltre, per impietosire ancora di più la coppia, aveva spiegato che era gravemente malato. Con questo metodo Simone ha estorto più di duecento mila euro ai due, che per soddisfare le continue richieste (anche sotto minacce) dell’amico del “figlio” erano arrivati addirittura a vendere la casa e a pensare di usare i risparmi della nipote, figlia tra l’altro della vittima della lupara bianca. Ma c’è un ulteriore dettaglio ancora più raccapricciante: il fatto che Francesco Simone, il truffatore, fosse il fratello dell’ex fidanzata di Domenico Pelleriti ai tempi del suo assassinio. A tradire il truffatore è stata l’ex compagna di Simone, a conoscenza dei fatti, che non se l’è sentita più di custodire questo orribile segreto, e che negli scorsi giorni si è presentata ai carabinieri, denunciando il tutto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori