Strage Cisterna di Latina/ Le bambine potevano essere salvate? (Quarto Grado)

- Morgan K. Barraco

Strage di Cisterna di Latina: continuano le indagini sull’omicidio-suicidio di Luigi Capasso. Antonietta Gargiulo “doveva” sopravvivere? Il caso a Quarto Grado. 

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Strage di Cisterna di Latina, parla Antonietta Gargiulo

Continuano le polemiche sulla strage di Cisterna di Latina, mentre Antonietta Gargiulo è in via di miglioramento, anche se le sue condizioni di salute continuano ad essere sotto controllo. In particolare in queste ultime ore si è discusso a lungo riguardo ad un dubbio agghiacciante che riconduce a quel giorno in cui Luigi Capasso ha aperto il fuoco contro l’ex moglie e le due figlie. Martina e Alessia erano ancora vive quando i Carabinieri e il GIS sono intervenuti sul posto? Un’ipotesi drammatica che non fa che alimentare alcuni punti oscuri dell’intera vicenda e che va ad aggiungersi alle tante contestazioni sollevate in questi giorni dall’opinione pubblica. Quarto Grado approfondirà il caso sulla strage di Cisterna di Latina nella sua puntata di questa sera, venerdì 16 marzo 2018, in cui si analizzerà in particolare questo dettaglio. Quel 28 febbraio, Luigi Capasso si rinchiude in casa e trattiene importanti trattative con Carabinieri e forze speciali per diverse ore. Non si sa tuttavia con certezza se in quei momenti una o entrambe le sorelline potessero essere gravemente ferite e quindi ancora vive. La certezza sulla morte di Martina e Alessia arriva infatti solo attorno alle 13.15, quando i Carabinieri fanno irruzione in casa, subito dopo il suicidio di Luigi Capasso. 

L’IPOTESI DELLA VENDETTA

Troppi punti oscuri nel caso della strage di Cisterna di Latina, dal possesso dell’arma di ordinanza di Luigi Capasso, fino al nulla di fatto registrato dagli esposti fatti da Antonietta Gargiulo. L’appuntato dei Carabinieri non avrebbe dovuto avere la pistola con sé, questo è certo, per via della drammatica situazione familiare di cui i superiori erano stati messi al corrente e che lo aveva spinto a sostenere una seduta con un terapeuta dell’Arma. Eppure quel giorno aveva con sé la pistola ed ha messo la parola fine alla vita delle due figlie. Alcune domande tuttavia rimarranno senza risposta, come se in realtà le intenzioni di Capasso fossero di lasciare in vita Antonietta ed uccidere solo le due bambine. Una vicina di casa ha sottolineato infatti a Chi l’ha visto che l’Appuntato ha agito sapendo che l’ex moglie sarebbe sopravvissuta alla tragedia: la sua volontà era di vendicarsi in eterno? A dimostrarlo secondo la visione della donna ci sarebbe il fatto che Capasso spara per tre volte ad Antonietta Gargiulo senza terminarla con un colpo di pistola finale. Anzi, la donna è ancora cosciente quando l’ex marito prende le chiavi dell’appartamento dalla sua borsa ed entra in casa. In quei momenti infatti l’ex moglie avrebbe ripetuto più volte ai vicini che accorrono sul posto “le mie bambine, le mie bambine”. 

IL MISTERO DEL BIGLIETTO

“Non dovevi farlo”. Sono queste le ultime parole che Luigi Capasso lascia scritte nell’appartamento prima di uccidere le due figlie Martina e Alessia ed infine se stesso. Sullo stesso tavolo verranno ritrovati 10 mila euro, di cui 5 mila destinati all’amante e le istruzioni per sfruttare l’altra parte per i propri funerali, quelli delle bambine e dell’ex moglie Antonietta Gargiulo. Quella particolare frase tuttavia desta dei sospetti: che cosa indica? In base alla ricostruzione di Chi l’ha visto sembra che tutto sia collegato alla continua volontà di Capasso di denigrare la moglie agli occhi degli altri, di scaricare su di lei ogni responsabilità, persino delle proprie azioni. Un particolare riconducibile anche al fatto che l’Appuntato avesse accusato la donna di averlo tradito più volte, nascondendo al tempo stesso la sua relazione con un’altra persona. Quella frase, emblematica e significativa al tempo stesso dimostra la volontà del suicida di fare del male, ancora una volta, ad Antonietta Gargiulo?

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