San Cirillo di Gerusalemme/ Santo del giorno, il 18 marzo si celebra il vescovo e dottore della Chiesa

- La Redazione

Il 18 marzo si celebra la memoria del San Cirillo di Gerusalemme, fu teologo e vescovo. Papa Leone XIII il 28 luglio 1882 lo proclamò dottore della Chiesa.

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San Cirillo di Gerusalemme, la storia 

Secondo le fonti storiche, San Cirillo nacque a Gerusalemme intorno al 315 e morì nella stessa città nel 387. Della sua gioventù si sa molto poco ed è tutto tramandato dagli scritti di Epifanio, Geronimo e Rufino che furono suo contemporanei. Alcune notizie, però, giungono anche da storici del V secolo come Teodoro e Socrate. La sua infanzia trascorse serena a Gerusalemme in una famiglia cristiana. Nel 335 divennee sacerdote, ordinato dal vescovo di Gerusalemme, Macario. Sotto il successore di quest’ultimo, il vescovo Massimo III, San Cirillo fu sacerdote nella diocesi della città e si impegnò sempre per la diffusione della fede cristiana. La sua grande passione per la teologia lo portò in breve tempo a essere una delle più autorevoli voci nel campo, in particolare per quanto riguarda la disputa cristologica. Proprio per il suo impegno della teologia, nel 1882 San Cirillo fu proclamato dottore della Chiesa (doctor Incarnationis) per volontà di Papa Leone XIII, nel giorno del 28 luglio. 

L’esilio

Cirillo operò la sua missione nella città di Gerusalemme che negli ultimi anni aveva acquistato importanza dopo molti anni di abbandono. Nel 347 venne nominato vescovo per volere di Acacio, che era il primate di Cesarea. Tuttavia la diversa opinione su come amministrare il vescovado portò ben presto a violenti litigi fra San Cirillo e il vescovo Acacio. Per questo motivo nel 358 Acacio indisse un concilio durante il quale fu deciso l’esilio di Cirillo, con l’accusa di aver venduto i beni della Chiesa per sfamare i poveri della città. Tuttavia nel 359, durante il concilio di Seleucia, Acacio fu deposto e per questo motivo Cirillo poté tornare a fare il vescovo di Gerusalemme. Ma un anno dopo divenne imperatore Costanzo, filo-ariano e contrario alla dottrina di Cirillo, che decretò per il santo un nuovo esilio. Negli anni seguenti, in base ai cambiamenti al vertice dei poteri, Cirillo fu esiliato e riammesso in città diverse volte. Fu definitivamente riabilitato nel 381 quando, durante il concilio di Costantinopoli, il credo niceno divenne quello ufficialmente adottato dalla chiesa cattolica. Dopo gli ultimi anni di relativa serenità e professione della fede, San Cirillo morì nel 387 a Gerusalemme proprio nel giorno del 18 marzo, data nella quale la chiesa lo celebra.  Per la sua guida sicura e l’incrollabile fede, San Cirillo viene rappresentato nell’iconografia cristiana con il bastone pastorale fra le mani. 



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