Ultime notizie/ Di oggi ultim’ora, a Firenze rapisce una bimba e minaccia di gettarla in un fiume (18 marzo)

- Dario D'Angelo

Ultime notizie di oggi, 18 marzo 2018: Afrin, guerra in Siria. Turchi annunciano la presa dell’enclave con Erdogan: curdi smentiscono; telefonata Salvini-Di Maio. 

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Di Maio e Salvini (Foto: LaPresse)

Quanto successo a Firenze ha davvero dell’incredibile perché con la vita dei bambini non si dovrebbe mai scherzare. Un nigeriano di 27 anni ha rapito una bimba di 2 anni da un centro di accoglienza per rifugiati nel Mugello. Ha poi minacciato di buttarla nel fiume Sieve portandola sul greto di questo. Pare infatti che dei connazionali lo avessero denunciato per violenze sessuali. Il ragazzo è stato arrestato dai Carabinieri di Borgo San Lorenzo e di Scarperia dopo che c’è stata una colluttazioni. Le accuse sono al momento di lesioni, minacce aggravate e anche resistenza a pubblico ufficiale. Il nigeriano è un richiedente protezione internazionale che vive nel centro di accoglienza di Borgo San Lorenzo Villaggio La Brocchi. Un fatto molto grave che potrebbe avere delle pesanti ripercussioni anche sulla bimba traumatizzata giustamente da questo terribile evento. (agg. di Matteo Fantozzi)

TELEFONATA TRA SALVINI E DI MAIO

Nel pomeriggio di oggi una telefonata tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio ha rotto il silenzio tra i due leader in vista dell’inizio della nuova legislatura. La conferma arriva dallo stesso segretario nazionale della Lega che, come spiega Corriere.it, ha ammesso: “Ho parlato oggi pomeriggio, per pochi minuti, con Luigi di Maio. Con lui ci siamo confrontati sulla questione delle presidenze delle Camere in vista del voto di venerdì prossimo”. Salvini ha però specificato come non siano stati avanzati nomi o ruoli, ma lo stesso si è detto contento come rappresentante del centrodestra, di sentire anche gli altri esponenti politici nei prossimi giorni con un unico obiettivo: “giungere quanto prima a rendere operativo il Parlamento con la designazione delle rispettive presidenze”. A parlare della telefonata anche Di Maio che ha definito ciò “il primo passo necessario per far partire questa legislatura e voglio che tutto avvenga nella massima trasparenza soprattutto nei confronti dei cittadini che attendono un Parlamento capace di dare risposte ai problemi reali del Paese”. L’obiettivo sembra essere il medesimo di Salvini. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SIRIA, NASCE IL PROTETTORATO TURCO IN SIRIA

Mentre la battaglia prosegue per le vie di Afrin, la Turchia di fatto annuncia (e impone) il proprio “protettorato” in Siria dopo una guerra durata almeno due mesi e mezzo. L’enclave curda ora viene spazzata via – o quantomeno è in via di “risoluzione” – per far spazio all’alleanza dei turchi con le forze alleate siriane. Dopo l’annuncio di Erdogan arrivano anche le conferme dei giornalisti di Afp presenti nel teatro di guerra di Afrin; «hanno visto i combattenti arabo-siriani e i soldati turchi in ogni quartiere di Afrin. Due blindati turchi sono stati piazzati all’esterno di un edificio governativo e spari di celebrazione sono stati esplosi in aria», si legge nel report qui in Italia di Huffington Post. I leader curdi fanno sapere intanto che d’ora in poi la battaglia cambierà e la guerra contro l’occupazione turca entra in una nuova e imprevedibile fase: «si passa dallo scontro diretto alla guerriglia, colpire e scappare» fino alla liberazione, spiega un alto funzionario curdo-siriano, Othman Sheikh Issa. La guerra non è finita e il rischio di nuovo sangue versato nel “neo-protettorato ottomano» nelle prossime settimane è purtroppo realmente molto alto. (agg. di Niccolò Magnani)

SIRIA, CURDI SMENTISCONO PRESA DI AFRIN

Dopo l’annuncio di Erdogan della presa di Afrin con tanto di bandiera turca issata nella città fantasma attaccata da settimane, arriva la smentita dei curdi che invece sostengono sia ancora sotto battaglia la città siriana enclave curda.  Un alto funzionario curdo-siriano ha detto che i combattimenti sono ancora in corso e ha accusato i turchi di massacrare i civili, si legge su Afp: in due mesi sono stati evacuati in un esodo ormai biblico circa 150mila civili con il bollettino di guerra che purtroppo prosegue giorno dopo giorno in un costante bagno di sangue e fuga dei curdi da Afrin. Pare però che la città ancora non si possa dire della Turchia, nonostante le sparate di Erdogan. Come spiega stamane il Messaggero, «l’artiglieria e i raid aerei turchi non smettono di colpire i loro obiettivi neanche durante la notte, secondo quanto hanno denunciato gli attivisti dell’Osservatorio Nazionale per i diritti umani. L’ong dell’opposizione basata a Londra tra l’altro ha accusato i turchi di aver colpito il principale ospedale della città, uccidendo almeno dieci persone tra cui due donne incinte. Ankara ha negato». (agg. di Niccolò Magnani)

SIRIA, TURCHI ENTRANO AD AFRIN

Arrivano notizie preoccupanti dalla Siria dove l’esercito Libero sostenuto dai turchi fa irruzione ad Afrin. Sono addirittura 150mila le persone che si sono date alla fuga tramite il corridoio umanitario che era stato predisposto dallo stesso esercito turco. Cnn Turk ha riportato come le difese curde siano state attaccate al sud-est della città. Al momento parte del centro della città, circa due chilometri all’interno di questa, sarebbero sotto controllo dei combattendi di Els. Il 20 gennaio era stata lanciata l’operazione “Ramoscello d’Ulivo” che aveva proprio l’obiettivo di entrare e mettere sotto assedio la provincia in questione con interventi atti a destabilizzare rapidamente la situazione. Ci sono poi le dichiarazioni di Receb Tayyip Erdogan presidente della Turchia che ha annunciato l’ingresso delle truppe turchie insieme agli alleati arabi dell’Esercito Libero Siriano, sottolineando come la città sia stata conquistata. (agg. di Matteo Fantozzi)

ELEZIONI RUSSIA, LA VITTORIA SCONTATA DI VLADIMIR PUTIN

Con le Elezioni Presidenziali oggi in Russia si celebra di fatto il trionfo, l’ennesimo, di Vladimir Putin che dal 1999 di fatto regna sovrano dopo essere stato un astuto ex agente del KGB. È dato nei sondaggi attorno al 70% cifra che lo mette al riparo da qualsiasi contestazione e da qualsiasi avversario politico che ne contesta le modalità dispotiche e le limitazioni delle libertà personali. Il suo più diretto avversario, il “comunista capitalista” Pavel Grudinin, non supera l’8 per cento: si vota dalle ore 20 di sabato sera, per vita dei ben 11 fusi orari diversi che la Russia possiede all’interno dei propri confini. Il dato da guardare non sarà tanto la vittoria, quella è scontata, bensì l’affluenza nel Paese dominato da Putin: nel 2016 alle ultime urne russe il 60% aveva segnato il punto più basso della storia del Paese ex sovietico (alle presidenziali del 2012 fu del 65,3 per cento) e ora Putin vuole dimostrare a tutti di poter rialzare la volontà della gente di andare alle urne convincendoli con la propria politica vincente e i risultati dell’ultimo quinquennio. Oggi seggi aperti dalle 8 fino alle 20 (ovvero fino alle 18 ore italiane), a quel punto si saprà con quanti voti e con quale affluenza avrà vinto l’ultimo degli Zar, Vladimir Putin. (agg. di Niccolò Magnani)

BARBARA BALZERANI (BR):”FARE LA VITTIMA E’ MESTIERE” 

L’ex brigatista Barbara Balzerani accende la polemica a 40 anni dalla strage di via Fani. La terrorista, mai pentita, ha dichiarato:”C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola“. Secca la risposta riservata da Maria Fida Moro, figlia dello statista Aldo, alla Balzerani, all’epoca tra i capi della colonna romana delle Brigate rosse. Queste le sue parole:”Negli ultimi quaranta anni mentre io mi arrampicavo sugli specchi per mantenere mio figlio, voi ve la siete ‘goduta’ senza fatica, senza dolore e senza merito. Io sono quella del perdono nei vostri confronti, che mi è costato un baule di parolacce e minacce di morte (compresa la carta igienica sporca inviata per posta). Altri hanno trasformato in mestiere ed in una lucrosa fonte di reddito il nostro dolore. Detesto anche solo l’idea del mestiere di vittima, che ho sempre rifiutato. Se c’è qualcuno che ha trasformato in mestiere una morte totalmente ingiusta siete voi, portati in palma di mano, da gente vile e meschina”. “È paradossale – prosegue Maria Fida Moro – che viviate da allora a braccetto con il sistema che dicevate di voler combattere. Sarà molto triste per lei sentire nel cuore il dolore che ha provocato, cosa che prima o poi succederà. Non le chiedo nemmeno più di fare silenzio. Parli ancora e ancora così tutti si renderanno finalmente conto di chi siate realmente”.

RAGAZZA ITALIANA PICCHIATA E UCCISA A NOTTINGHAM

È morta dopo 12 giorni di coma una giovane studentessa italiana di origini egiziana, picchiata da una “baby gang” inglese. L’aggressione avvenuta al centro di Nottingham ha interessato Mariam Moustafa una giovane donna nata a Ostia e trasferitasi nel regno di sua maestà alcuni anni fà. Immediata l’apertura di un fascicolo per omicidio volontario da parte della procura di Roma, con il pubblico ministero Sergio Colaiocco che ha già chiesto l’invio degli atti. L’episodio che ha sollevato critiche sulla gestione dell’indagine da parte degli investigatori inglesi ha avuto un prologo drammatico, quando Mariam è stata dimessa dall’ospedale inglese salvo poi essere nuovamente ricoverata dopo quella che è definita “un’importante emorragia celebrale”.

ARRESTATI 3 MINORI PER MORTE GUARDIA GIURATA A NAPOLI

Sono stati arrestati dagli uomini della squadra mobile 3 minorenni per la morte di una guardia giurata, avvenuta due giorni fa a Napoli. I 3 la sera del 3 marzo scorso attesero un vigilante, Francesco Della Corte, e lo aggredirono a colpi di bastone. L’aggressione motivata dalla volontà di rubare la pistola di Della Corte portò dei gravissimi danni celebrali all’uomo, egli operato d’urgenza al Cardarelli di Napoli spirò due giorni fa. Nella conferenza stampa che ha seguito il fermo il questore di Napoli ha sottolineato la brutalità dell’efferato gesto criminale, aggiungendo che il furto era stato programmato in maniera tale da racimolare qualche centinaio di euro. Ai tre giovani gli uomini delle forze dell’ordine sono arrivati tramite la visione delle telecamere di sorveglianza della zona.

MOSCA ESPELLE 23 DIPLOMATICI BRITANNICI

Ha seguito una “misura simmetrica” a quella subita, e oggi la Russia ha di fatto allontanato 23 diplomatici inglesi. La misura segue quella presa dal governo May in risposta al mistero dell’ex spia russa avvelenata con il gas nervino a Salisbury. Mosca in tale contesto ha deciso inoltre di vietare le azioni del British Council e ha revocato il consenso per l’apertura di una legazione diplomatica inglese a San Pietroburgo. Nella conferenza stampa con cui venivano rese note le ritorsioni, la portavoce del ministro degli esteri Maria Zakharova ha affermato che sono allo studio altre “azioni ostili” nei confronti del governo britannico. Alla conoscenza delle misure prese dai russi alcune fonti inglesi hanno affermato che esse non cambiano i termini della questione, mentre in un comunicato stampa il Foreign Office ha sottolineato che presto saranno intraprese nuove misure restrittive nei confronti degli oligarchi russi residenti in Inghilterra.

IL CURRICULUM DI ROCCO CASALINO

Una vera e propria bufera quella che si è abbattuta sul responsabile della comunicazione del M5S, l’ex partecipante al Grande Fratello, Rocco Casalino. Casalino aveva infatti postato sul suo profilo una laurea presa in una prestigiosa università americana, quella di Shenandoah in Virginia, ma dopo alcuni controlli si è scoperto che l’università non era al corrente di quel titolo. Interrogato dai giornalisti Casalino ha affermato di non essere al corrente della redazione del suo profilo social e ha sottolineato di aver immediatamente dato incarico di bloccare la pubblicazione del curriculum fasullo.

JUVENTUS BLOCCATA DALLA SPAL

Passo falso inaspettato quello della Juventus contro la Spal nella 29esima giornata di Serie A. La squada di Massimiliano Allegri gioca una partita sottotono rispetto al solito e non riesce ad infrangere il muro difensivo innalzato dai ragazzi di Semplici. Finisce 0 a 0 dunque, nonostante l’assedio finale portato dai bianconeri, mai realmente pericolosi se non in occasione di un calcio di punizione di Dybala terminato di poco fuori e con un colpo di testa di Mandzukic finito a lato del palo. Infuriato Max Allegri, che ha lasciato la panchina prima del triplice fischio. Con questo pareggio la Juve sale a quota 75 punti: ora il Napoli vincendo contro il Genoa può riportarsi a -2. Lotta Scudetto più appassionante che mai

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