PESCARA, OMICIDIO ALESSANDRO NERI/ Gli inquirenti scavano nella sua vita: legami con la mala locale?

- Niccolò Magnani

Pescara, omicidio Alessandro Neri: gli inquirenti continuano a scavare nella vita del 28enne di Spoltore trovato morto. SPuntano frequentazioni con componenti della mala locale “pericolose”.

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Alessandro Neri

Gli inquirenti continuano a scavare nella vita di Alessandro Neri, il 28enne di Spoltore ucciso con due colpi di pistola e trovato senza vita tra gli arbusti nei pressi di un torrente nella periferia di Pescara. Il sospetto è che il giovane, descritto unanimemente come un bravissimo ragazzo, avesse anche delle frequentazioni “pericolose”. A lanciare l’indiscrezione è il portale Rete8, secondo cui Neri aveva rapporti con i fratelli Luca e Enzo Gargivolo, due pentiti coinvolti in una maxi-inchiesta che ha portato alla luce un importantissimo giro di droga proveniente dai Balcani. Il legame con i fratelli Gargivolo, a detta di Rete8, sarebbe da ritrovare nella parentela con gli Insolia, una famiglia che a quanto pare anche Alessandro era solito frequentare. Neri pare conoscesse anche il cognato dei Gargivolo, Roberto Martelli, già protagonista nel 2013 di una gambizzazione ad opera della banda Battistini. Il movente della sua uccisione va rinvenuto all’interno dei delicati equilibri della mala locale? (agg. di Dario D’Angelo)

L’OMICIDIO ALESSANDRO NERI: INDAGINI SULL’AUTO BRUCIATA

Secondo quanto riporta Rete8, emittente locale abruzzese, il caso di omicidio di Alessandro Neri non ha purtroppo grandi o significative novità sul fronte indiziario: proprio per questo motivo le indagini si stanno concentrando sull’auto ritrovata bruciata sui colli di Pescara giorni fa e che i carabinieri ipotizzano possa davvero rientrare come prova nel caso Neri. L’auto appartiene ad un pescarese noto alle forze dell’ordine; intanto, con le immagini della videosorveglianza al vaglio degli inquirenti, sarebbero spuntati alcuni indizi importanti relativi agli ultimi momenti di vita del povero 29enne di Spoltore. «Nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza, già passate al vaglio degli inquirenti, comparirebbe la 500 rossa di Alessandro, in transito nelle vie del centro di Pescara, probabilmente seguita o scortata da una macchina grigia. Tra le altre cose, si sta anche cercando di capire se la persona a bordo dell’auto grigia stesse per incontrare Alessandro, ammesso che il giovane fosse alla guida dell’auto rossa, o se qualcuno stesse riportando l’auto in centro dopo che il giovane era già stato ucciso»: gli indizi riportati da Rete8 sarebbero frutto degli ultimi riscontri dei carabinieri nel giorno in cui i Ris stanno analizzando di nuovo sulle auto sequestrate e che sarebbero all’interno delle proprietà di Alessandro e della sua famiglia.

IL CASO ANCORA IRRISOLTO

Verranno cercate ulteriori tracce all’interno delle vetture che possano confermare la presenza o peggio il trascinamento del corpo di Alessandro, come sangue, dna se non addirittura i proiettili che hanno ucciso il ragazzo trucidato (finora ancora non ritrovati). Le ipotesi e piste principali rimangono legate a vicende locali: o un contesto familiare legato all’eredità oppure per questioni personali di Alessandro Neri che ancora però non sono emerse all’opinione pubblica. Viveva a Spoltore con la famiglia il povero ragazzo che lo scorso 5 marzo si è allontanato di casa – si pensa per incontrare il suo futuro killer – e non è stato trovato prima di tre giorni, quando fu rinvenuto tra gli arbusti di un canale in una zona periferica di Pescara, senza vita. Al momento però, dopo settimane, ancora nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati: «Gli inquirenti seguono diverse piste e, in particolare, indagano su una possibile faida familiare. Ma il caso rimane ancora aperto», spiegava venerdì scorso Quarto Grado Files, la rubrica che riassumeva il caso di Pescara davanti alle prime informazioni emerse dalle indagini.

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