ABORTO & METODI CHOC/ Medico senza pietà: “i bambini non possono piangere perché taglio loro le corde vocali”

- Paolo Vites

Una dottoressa abortista spiega nel dettaglio i suoi metodi crudeli di interruzione della gravidanza, tagliando le corde vocali del feto per non sentirlo piangere

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Foto Pixabay

Una descrizione senza pietà di alcuni metodi abortivi arriva da una dottoressa di una clinica per le interruzioni di gravidanza americana, le cui parole sono state riportate dal sito LifeSiteNews. L’orribile dichiarazione è stata pubblicata dalla donna stessa, Leah Torres, su twitter e lascia senza fiato per la totale mancanza di umanità della donna. In risposta a chi le chiedeva se i bambini abortiti piangevano o urlavano durante l’estrazione, lei ha scritto: “No, dovrebbe saperlo che i feti non possono urlare e in caso per sicurezza la prima cosa che faccio è tagliare loro le corde vocali anche se fossero così avanti nel loro sviluppo da avere una laringe”. Al che la persona che la interrogava ha risposto: “Ma il battito del cuore riesce a sentirlo vero?”. In America si può abortire fino alla 23esima settimana, quando un feto è ormai già un bambino completo, come dimostrano i casi di nascite premature alla 23esima settimana.

LA DOTTORESSA E LA CLINICA ABORTISTA

In realtà non è chiaro nel post originale se la donna facesse riferimento alla “corda spinale”, ombelicale o a quella vocale. L’aborto tramite il taglio del cordone ombelicale è uno dei tanti metodi di interruzione gravidanza. Usando l’ecografia come guida, il medico fora la membrana amniotica, inserisce uno strumento nell’utero, afferra il cordone con un altro strumento e lo taglia. Quindi il medico deve attendere la cessazione dell’attività cardiaca fetale che di solito si verifica dopo dieci minuti, lasso di tempo che si pensa procuri immensa sofferenza nel bambino. La dottoressa che lavora per una clinica abortista nello stato dello Utah ha poi cancellato il suo post, dice, perché glielo ha chiesto un amico che sostiene il tentativo di dialogo fra abortisti e pro life, mentre la discussione su twitter faceva riferimento a un noto documentario, The silent scream, che mostra un aborto con ultrasuoni in cui un feto di 11 settimane piange disperatamente.



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