Antonietta Gargiulo lascia l’ospedale, Strage Cisterna di Latina/ Al via la riabilitazione in una casa di cura

- Silvana Palazzo

Antonietta Gargiulo dimessa, strage di Cisterna di Latina. Le ultime notizie: può parlare e muoversi. Massimo riserbo sulla destinazione post ospedaliera della donna sopravvisuta

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Strage di Cisterna di Latina, parla Antonietta Gargiulo

Tre colpi di pistola, quasi un mese di ricovero al San Camillo di Roma e la scoperta che le sue due bambine sono state uccise dal marito, lo stesso che poi si è suicidato sparandosi un colpo di pistola. Con un peso così grande nel cuore e sulle spalle, Antonietta Gargiulo lascia l’ospedale nel tentativo di poter, seppur lentamente, voltare pagina. Un’impresa certamente ardua ed un percorso che inizia proprio da questo momento e che richiederà un contributo importante dal punto di vista psicologico. Dopo essere sopravvissuta alla furia del marito Luigi Capasso, Antonietta si accinge ad affrontare con maggiore consapevolezza la perdita delle sue due figlie, Alessia e Martina di 8 e 14 anni. Stando a quanto riporta l’agenzia di stampa Ansa, le sue condizioni sono in via di miglioramento ed ora potrà iniziare ufficialmente la riabilitazione. Ad accompagnarla sono stati durante le dimissioni sono stati i parenti più stretti, gli stessi che alla vigilia dei funerali delle sue bambine le avevano comunicato della loro morte, fino a quel momento tenuta nascosta anche per via del coma farmacologico al quale era stata sottoposta. Per la donna 39enne, dunque, il percorso di riabilitazione prenderà il via in una casa di cura e prevedrà non solo cure fisiche ma anche l’affiancamento di esperti psicologi, come già avvenuto nei precedenti 21 giorni di ricovero in ospedale. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SARÀ TRASFERITA IN UN’ALTRA STRUTTURA?

Antonietta Gargiulo lascia l’ospedale dove è finita il giorno della strage di Cisterna di Latina. Non si può parlare di ritorno a casa per la donna sopravvissuta all’agguato del marito Luigi Capasso, perché lì ha perso le sue figlie, uccise dal padre. La donna ha lasciato il nosocomio romano, ma non sta ancora perfettamente bene. E come potrebbe essere altrimenti, visto che è stata ferita da tre colpi di pistola. Le ferite fisiche si rimarginano però più velocemente di quelle psicologiche. E infatti Antonietta Gargiulo dovrà lavorare anche su quell’ultimo aspetto. Stando a quanto riportato da LatinaQuotidiano.it, sembra che possa di nuovo parlare, con molta fatica, e riuscirebbe anche a muoversi lentamente. Per questo potrebbe essere trasferita in un’altra struttura, forse in Campania, secondo il portale. Lì vive la sua famiglia, lì potrebbe intraprendere il percorso riabilitativo fisico e psicologico, con la sua famiglia al suo fianco. (agg. di Silvana Palazzo)

STRAGE CISTERNA DI LATINA, ANTONIETTA GARGIULO DIMESSA 

Antonietta Gargiulo è uscita dal San Camillo di Roma. La donna ferita a Cisterna di Latina dal marito Luigi Capasso – che ha poi ucciso le due figlie e si è suicidato – è stata dimessa dall’ospedale, stando a quanto riportato da Tgcom24. La 39enne fu ferita a colpi di pistola dal carabinieri la mattina del 28 febbraio fuori dalla sua abitazione, mentre stava andando a lavoro. L’uomo le aveva preso le chiavi per entrare in casa, dove aveva ucciso le sue bambine. Dopo una lunga trattativa con i carabinieri, Luigi Capasso si era suicidato. Portata subito in ospedale, Antonella Gargiulo era rimasta lì per giorni senza sapere nulla sulla sorte delle sue figlie. Solo quando le sue condizioni erano migliore ha appreso la terribile notizia. La donna è stata infatti sottoposta ad un intervento chirurgico alla mascella sinistra, ferita da uno dei colpi di pistola sparati dal marito. I medici hanno ritenuto che non avesse più bisogno di cure dell’ospedale romano.  

ANTONIETTA GARGIULO PUÒ PARLARE E MUOVERSI

Stando a quanto reso noto dall’ospedale San Camillo di Roma, Antonietta Gargiulo, unica sopravvissuta alla strage di Cisterna di Latina, può parlare e muoversi. Non è stata però resa nota la sua destinazione. C’è massimo riserbo sulla destinazione post ospedaliera della donna. Finita in coma farmacologico per le ferite riportate, la donna aveva riaperto gli occhi i primi di marzo. Le procedure per una lenta uscita dalla sedazione erano iniziate gradualmente da quando la donna era stata operata al San Camillo di Roma. In ospedale aveva subito un delicato intervento maxillo facciale perché uno dei tre proiettili esplosi da Luigi Capasso l’aveva colpita alla mandibola, quindi per lungo tempo è stata impossibilitata a parlare. Antonietta verrà seguita da un team psicologi e medici, oltre che dall’affetto dei suoi familiari. Inoltre, dovrà seguire un lungo percorso riabilitativo. 

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