Caso Zucca, G8 Genova e Regeni/ “Vertici polizia torturatori”: il colpo di grazia dei genitori di Giulio

- Niccolò Magnani

Pm Enrico Zucca, bufera dopo le frasi sul caso Regeni e il G8 di Genova: “chi coprì i torturatori ora guida la polizia”. La Cassazione apre fascicolo contro magistrato: “frasi estrapolate”

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Caso Regeni e G8 Genova: bufera su pm Zucca (LaPresse)

Un completo vespaio: ma a chi si riferiva precisamente il pm di Genova durante il convegno per Giulio Regeni? Nel recente passato, a qualche anno dal G8 che devastò la città ligure, il sostituto procuratore Zucca critica duramente l’operato della Polizia e in particolare gli ultimi avvicendamenti a cavallo tra il 2017 e il 2018. Lo scorso 24 dicembre, ad esempio, Gilberto Caldarozzi fu nominato vicedirettore della Direzione Investigativa Antimafia: all’epoca del G8, fu condannato per i fatti orrendi della scuola Diaz a tre anni e otto mesi in via definitiva. In particolare, l’accusa era quella di falso visto che «mise nei verbali che attestavano l’esistenza di prove fasulle usate per accusare ingiustamente le persone picchiate all’interno della scuola di Genova, durante il G8 del 2001» riporta l’Agi questa mattina nell’affrontare il complicato caso Zucca. A tutto questo, si sono aggiunte le parole dei genitori di Giulio Regeni che hanno dato il “colpo di grazia” alle invettive contro lo Stato, dopo le bordate del pm Enrico Zucca: «Ho fiducia nella legge, negli avvocati bravi e nella stampa buona e abbiamo tanta solidarietà dai social, ma ci aspettavamo di più da chi ci governa: dal 14 agosto quando il premier Gentiloni ci ha annunciato che l’ambasciatore tornava in Egitto, siamo stati abbandonati».

IL COMMENTO DI CASINI

Pierferdinando Casini, Civica Popolare, le frasi di Zucca hanno dimostrato «una distanza siderale dal comune sentire e dallo stato d’animo del popolo italiano»: c’è però chi lo difende, e non da oggi, ovvero il gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea che fin dai fatti del G8 Genova hanno sempre attaccato la polizia e difeso le azioni dei No-Global. «A Zucca va la nostra solidarietà e il ringraziamento per il coraggio civile dimostrato»; intanto però, oltre alla politica, anche la comunità civile si confronta con le dichiarazioni non certo “tenere” del sostituto procuratore di Genova. Il Presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone attenua la posizione di Zucca e spiega, «oggettivamente un’esagerazione. Ma, comunque, Zucca, evidenzia qualche problema reale, non sta inventando niente». Intanto è lo stesso procuratore di Genova a tornare sull’argomento dopo le tantissime polemiche e i procedimenti in itinere della magistratura, spiegando che le frasi che hanno rilanciato i giornali sono estrapolate e “camuffate”: «torturatori e chi ha coperto i torturatori sono sfumature diverse. Non vanno stravolte parole e messaggi. La frase incriminata è stata riportata in modo impreciso, estrapolata da un contesto più ampio. Parlo con la parola dei giudici, di più non so cosa fare», spiega ancora Zucca che non attenua per nulla il suo attacco. «La rimozione del funzionario condannato è un obbligo convenzionale, non una scelta politica e queste cose le ho dette e scritte anche in passato». 

LA CASSAZIONE INDAGA SUL PM ZUCCA

La Cassazione ha aperto un fascicolo di accertamento sulle frasi dette dal pm di Genova Enrico Zucca che ha paragonato nell’ormai celebre convegno sulla morte di Giulio Regeni (qui tutte le informazioni dettagliate, ndr) i torturatori dei servizi segreti egiziani agli attuali vertici della Polizia, “complici di torture durante il G8 di Genova”. Quanto detto da Zucca – già più volte in passato critico nei confronti dello Stato e delle forze dell’ordine sul caso di Genova – non ha lasciato indifferente, ovviamente, anche il mondo della politica che pure impegnato sulla formazione del prossimo Parlamento non ha lesinato critiche forti praticamente bipartisan sulle dichiarazioni del sostituto procuratore ligure. «Quella del pm Zucca non è stata una semplice provocazione. È stata una gravissima e intollerabile accusa ai vertici della polizia e una offesa infamante verso tutti coloro che si adoperano per la nostra sicurezza pagando spesso un prezzo altissimo», spiega Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. Sul fronte del caso Regeni, continua ancora il parlamento azzurro in odore di Presidenza Senato, «Ci sono indagini in corso indispensabili per capire soprattutto chi e perché abbia mandato in maniera irresponsabile Giulio Regeni in Egitto. Ma accostare questo drammatico caso a quanto accaduto al G8 di Genova è una follia, oltre che irrispettoso nei confronti di un giovane italiano brutalmente ucciso per cause ancora tutte da chiarire, e sulle quali vogliamo la verità, ed un oltraggio ai tantissimi agenti di polizia che hanno dato la vita per la nostra sicurezza. Bene ha fatto il pg della Cassazione ad avviare accertamenti sulle dichiarazioni di Zucca. I nostri uomini e le nostre donne in divisa meritano rispetto, non parole disonorevoli che ci auguriamo vengano condannate da tutti», conclude nella nota riportata da Askanews.

GABRIELLI, “ACCUSI INFAMANTI”

Il Ministero ha aperto un fascicolo e anche il Csm ha chiesto le carte con il Procuratore generale della Cassazione che ha addirittura avviato accertamenti sul pm Enrico Zucca. Dopo il violento attacco alla Polizia – da molti giudicato “a sproposito” per i tanti temi tirati in ballo (G8, Regeni, 11 settembre 2001) – il capo Franco Gabrielli ha commentato «Arditi parallelismi e infamanti accuse che qualificano soltanto chi li proferisce». Intervenendo ad Agrigento in ricordo di Beppe Montana (il capo della Catturandi di Palermo ucciso dalla mafia nel 1985), è ancora il capo della Polizia a spiegare come «In nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita chiediamo rispetto». Il Csm, nelle parole del vice Giovanni Legnini, ha detto sapere che le parole di Zucca sono una «dichiarazione impegnativa con qualche parola inapproprita», confermando la stima per la polizia e i vertici delle forze dell’ordine. Intanto nel medesimo incontro in cui Enrico Zucca ha espresso i gravissimi parallelismi tra G8, torturatori egiziani e 11 settembre 2001, aveva parlato ovviamente anche il padre di Giulio Regeni che ricordava come da anni «Combattiamo per Giulio ma anche per tutti quelli che possono trovarsi in situazioni simili a quelle che lui ha vissuto». 

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