BOATI LOMBARDIA, JET ROMPONO MURO DEL SUONO/ Video, psicosi terrorismo per aereo francese blocca una regione

- Niccolò Magnani

Boati in Lombardia, uditi a Milano, Bergamo, Como e Varese. Cosa è successo? Ultime notizie, panico social ma sono due caccia che hanno rotto barriera del suono. Il video

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Jet da guerra (LaPresse)
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In queste ore circola una battuta simpatica che fa capire come quanto sia successo dopo i “boati” in Lombardia non sia da derubricare come una “inezia”: operai bergamaschi, «è stato abbattuto il muro del suono? Organizziamo un Transit di compagni e andiamo subito a rimetterlo in piedi» (immaginate il tutto con l’immancabile accento orobico, ndr). Ebbene, quanto avvenuto in Lombardia per un aereo francese di linea che aveva solo temporaneamente perso i contatti radio ha fatto scattare la psicosi per nulla ritirata di un attacco terrorismo in Italia; gli ultimi attentati su larga scala si sono tenuto ormai mesi fa a Barcellona, ma questo non toglie come un’intera popolazione, seppur laboriosa e indaffarata come quella lombarda, si sia letteralmente paralizzata per qualche ora dopo quei “botti” avvertiti. A questa psicosi si aggiunge la “psicosi del nuovo millennio”, ovvero l’essere completamente dipendenti o quasi dai social e da tutto quello che vi circola dentro. «Sulle ali dei cinguettii, piombano subito in picchiata stormi di fake news, una dopo l’altra: “terremoto a Parma”, “attentato a Bergamo”, “disastro aereo in Svizzera”, “sentiti boati anche nella bassa Germania, dove vive mia nipote che mi ha mandato il messaggio…”. A questo punto, ci manca solo un messaggio del tipo: “Tremendo boato in Svezia: in uno store Ikea di Stoccolma sono crollati tutti i mobili”…», scriveva oggi in un editoriale per le nostre pagine il collega Marco Tedesco. E ha ragione anche quando ci spiega che il “botto supersonico” dei due jet di ieri ha ancora molto da insegnarci: «Forse ieri, con i boati di Lombardia, non si è infranto solo il muro del suono. Diceva Alexis Carrel: “Molto ragionamento e poca osservazione, conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”»…

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IL VIDEO DEGLI OPERAI DI BERGAMO

Circola da ore in rete il video pubblicato sulla pagina Facebook di un’azienda edile di Bergamo fatto quasi per caso da alcuni operai che stavano lavorando a trenta metri di altezza in un cantiere nella bergamasca. La città lombarda è stata quella in cui i boati dei due Eurofighter si sono uditi con maggior densità: questo perché i caccia hanno per pochi secondi attraversato i cieli della Lombardia, e proprio in quel momento gli operai bergamaschi sono riusciti a filmare il passaggio delle scie lasciate dai due caccia in operazione di “scramble” verso il velivolo di AirFrance che aveva perso i contatti radio. «A trenta metri di altezza durante delle riprese in cantiere registrato il boato sentito a Bergamo causato dai due caccia militari Eurofighter», scrivono gli operai su Facebook e YouTube della azienda Techind, documentando uno dei pochi contribuiti video dello strano caso avvenuto stamane in Lombardia. Gli operai nel video si domandano cosa diavolo abbia provocato quegli intensi boati avvertiti distintamente, mentre intanto sui social impazzavano le teorie più strampalate e “fantasiose”. 

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AIFRANCE CONFERMA: “PERSO CONTATTO RADIO”

Arriva ora anche la conferma da AirFrance riguardo allo strano caso – definitivamente risolto dopo l’intervento ufficiale dell’Aeronautica Militare – dei due jet in “scorta” per alcuni chilometri nei cieli sopra la Lombardia per l’aereo di linea AF671A. «Confermiamo il problema di comunicazione radio del Boeing», mentre stava sorvolando la Valle d’Aosta, «e l’intervento dei due caccia italiani», con una manovra a cerchio come ha definito ancora la compagnia francese, «è una normale manovra di verifica di sicurezza richiesta dalle autorità italiane». Secondo la Procura di Bergamo non vi sono gli elementi per un reato e così anche per le altre città dove i boati sono stati avvertiti dopo lo sfondamento della barriera del suono per i due caccia militari: stando alle informazioni raccolte dai pm, i due piloti avrebbero infatti agito in condizioni di emergenza e con ordine preciso e ufficiale dell’Aeronautica. L’AF671A ha perso il segnale di aggancio alle torri di controllo e per questo ha modificato la rotta compiendo un giro di 360° su Aosta: ricordiamo che il volo partito dall’Isola di Reunion (dipartimento francese nell’Oceano Indiano, vicino a Madagascar) è successivamente atterrato alle 12:17 senza conseguenze allo scalo Parigi Orly con quasi un’ora di ritardo. 

CASO SIMILE NEL 2015

Sono stati vissuti attimi di tensione in Lombardia e in gran parte del Nord Italia a causa di due esplosioni. I due boati sono stati uditi a causa della rottura del muro del suono da parte di due caccia Eurofighter dell’Aeronautica Militare, alzatisi in volo per intercettare un Boeing 777 dell’Air France. In servizio di sorveglianza dello spazio aereo nazionale, i due jet hanno raggiunto e identificato l’aereo francese assicurandosi che fossero stati ripristinati i contatti radio, quindi che non si trattasse di una minaccia per la sicurezza nazionale. Qualcosa di simile accadde tre anni fa: a Terranuova, in provincia di Arezzo, fu udita distintamente un’esplosione così forte che nelle scuole del posto scattarono le procedure d’emergenza. Anche in quel caso due aerei militari si erano alzati in volo per intercettare un velivolo entrato nello spazio aereo italiano senza identificarsi. L’aereo proveniva dalla Turchia ed era diretto in Svizzera. Qui spieghiamo nel dettaglio l’operazione anti-dirottamento scattata questa mattina (agg. di Silvana Palazzo)

CACCIA ROMPONO MURO SUONO: ECCO PERCHÉ

Un volo supersonico reale e una corsa supersonica delle tantissime fake news corredate: la singolare situazione avvenuta questa mattina in Lombardia ha portato nel giro di poche ore le più disparate spiegazioni a quelle “esplosioni” udite attorno alle ore 11. Da un terremoto a Parma, passando per un disastro aereo in Svizzera fino ad un attentato nelle zone di Bergamo: la “fantasia” dei fake utenti ha spopolato e la marea social ha purtroppo dato di nuovo pessimo sfoggio della propria ignoranza. Sta di fatto che ora anche le conferme delle autorità militari mettono fine ad ogni tipo di “bufala”: l’allarme dirottamento è scattato quando appunto il volo di Air France ha perso i contatti radio ed è a quel punto che l’Aeronautica Militare italiana ha dato il via all’operazione di scrumbe con volo supersonico dei caccia. «I velivoli d’allarme sono decollati a seguito dell’ordine di scramble ricevuto dal Caoc (Combined Air Operation Center) di Torrejon, ente Nato responsabile d’area del servizio di sorveglianza dello spazio aereo. Per ridurre al minimo i tempi d’intervento, legati alla particolare situazione di necessità, i due velivoli militari hanno superato la barriera del suono; ancorché la quota fosse elevata, le condizioni meteorologiche di vento e temperature hanno amplificato la propagazione dell’onda d’urto rendendola particolarmente udibile al suolo», spiega l’Aeronautica Militare. Gli Eurofighter dunque non hanno svolto alcuna manovra sbagliata o presunto incidente aereo: per questo motivo, come spiega il pm di Bergamo Walter Mapelli, «non si ravvisano reati a carico dei due piloti perché hanno agito in condizioni di emergenza» e soprattutto su ordini militari ben precisi. 

L’ALLARME DIROTTAMENTO È TERMINATO

Sempre secondo l’utile account Ermes – il primo progetto dedicato all’analisi delle minacce globali su terrorismo e simili – si ricostruisce al meglio quanto stia succedendo in Lombardia in questa mattinata dalle folli fake news e dalle psicosi generate a Milano, Bergamo, Como e Varese sul fronte “esplosioni”. Si tratta di una operazione cosiddetta di “scrumble” che l’Aeronautica Militare ha fatto condurre a due jet eurofighter: la missione era semplice, verificare se un’aereo di linea francese (e non un volo sospetto come alcuni giornali hanno scritto in questi minuti, ndr) avesse cambiato la rotta per motivi di normali malfunzionamenti radio o se invece fossimo davanti ad un possibile dirottamento. Il volo è l’ AF671A dal Madagascar a Parigi Orly ed è stato affiancato mentre volava sui cieli della Lombardia e della Valle d’Aosta – e non in Svizzera come invece detto in precedenza –  dai jet Eurofighter per le verifiche di rito: per la potenziale pericolosità della situazione, ai jet è stato dato ordine Mach 1, ovvero di sfondare la barriera del suono e da qui si sarebbero udite le esplosioni che tanta psicosi ha generato in Lombardia. La conferma arriva anche dai carabinieri: « Eurofighter dell’aeronautica militare hanno superato il muro del suono a Mach 1 per accertamenti nei confronti di un aereo civile». Nessun rischio occorso, solo molta paura da parte della popolazione anche per le tantissime e indegne fake news circolate per qualche ora subito dopo l’udito boato. Come conferma Ermes e la stessa Aeronautica, «I 2 Eurofighter dell’aeronautica militare sono appena tornati alla base. Conferma: nessun pericolo. Fine dell’operezione». Il volo di Air France è atterrato a Parigi, anche se con ritardo, e pare che davvero avesse perso i contatti radio generando così la carambola imprevista che ha portato fino all’operazione di scrumble. 

UDITE ESPLOSIONI IN LOMBARDIA: ECCO COSA È SUCCESSO

Tra le 10.30 e le 11 si sono udite distintamente due esplosioni a distanza molto ravvicinata nella zona che va da Milano a Monza, passando per Bergamo e Como ma fino alla Svizzera: sono infatti queste tutte le zone che stanno segnalando in questi minuti sui social di aver udito in forme e maniere alquanto diverse tra loro i due boati molto forti uditi stamattina. Social impazziti, persone terrorizzate e tutti che pensano ad un terremoto o peggio ad un attentato, o ancora ad uno scontro tra aerei con relativo incidente tragico. Ebbene, dalle prime informazioni raccolte, non si tratterebbe di nulla di tutto questo: secondo quanto spiegano dalla Svizzera su Ticino Online ma anche su altri canali del Canton Ticino e del Mendrisotto, sarebbero stati due caccia a rompere la barriera del suono e provocare un rumore molto simile ad una fortissima esplosione udita a centinaia di chilometri di distanza. I boati uditi in gran parte della Lombardia – ripetiamo da Milano a Monza, fino a Bergamo, Varese, Como e Lecco – sarebbero dunque da ricondurre all’operazione di due jet che per motivi ancora non ben chiari avrebbe sfondato il muro del suono. Pare, dalle prime segnalazioni, che abbiano intercettato un aereo di linea diretto verso la Francia che con manovra sospetta stava leggermente cambiando la rotta sui cieli della Lombardia: a quel punto l’Aeronautica Militare ha fatto scattare in fretta i due jet per verificare che fosse tutto nella norma ed evitare problemi reali. Nei prossimi aggiornamenti tutti i dettagli più precisi.

SVARIATE SEGNALAZIONI SUI SOCIAL

Alcuni testimoni, citati da Tio.Ch, hanno visto i due caccia librarsi in cielo e provocare il rumore fortissimo proprio per aver rotto il muro del suono all’improssivo: un boom sonico prodotto dal cono di Mach generato dalle onde d’urto create da un oggetto (ad esempio un aereo) che si muove con velocità superiore alla velocità del suono. Vetri che hanno tremato, strutture che hanno oscillato e pensiero subito andato a possibili terremoti e peggio ancora attentati su larga scala in Lombardia: ma nulla di tutto questo, sarebbero due eurofighter che hanno provocato l’allarme pandemico che sta circolando ad esempio sui social e non solo. Monza, Bergamo, Como, gente finita per strada per cercare di capire cosa possa essere successo. Ebbene, nulla di grave se non appunto la ormai certa prova di due jet che durante un’esercitazione tra la Svizzera e il nord della Lombardia hanno provocato tutto questo disordine “social-e”. Come è noto dagli studi scientifici, la resistenza dell’aria aumenta sempre di più con l’aumentare della velocità dell’aereo, e diventa molto elevata (quasi una barriera fisica) quando la velocità si approssima a Mach 1 (circa 1200 km/h al livello del mare, 1050 km/h a 1100 metri di quota): a quel punto le molecole d’aria non fanno più in tempo a spostarsi per lasciare spazio all’aereo e vengono urtate, provocando il famoso fenomeno del “bang” sonico.

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