BACIO DI MAIO-SALVINI/ Giù le mani dai murales, a volte l’ironia è più preziosa dell’arte…

- Giuseppe Frangi

Con quanta solerzia ieri a Roma si è provveduto a cancellare due murales apparsi in un vicoletto non lontano da Montecitorio. Andavano premiati. GIUSEPPE FRANGI

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Amor Populi, il bacio fra Di Maio e Salvini realizzato da TvBoy (Foto da Facebook)
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Con quanta solerzia ieri a Roma si è provveduto a cancellare due murales apparsi il giorno prima in un vicoletto non lontano da Montecitorio. Li aveva realizzati e firmati Tvboy, al secolo Salvatore Benintende, street writer palermitano di 38 anni, attivo in mezza Europa. I due murales non avevano nulla di scandaloso: in uno si vedevano due uomini che si baciavano, nell’altra una donna bionda che teneva in braccio un bambino nero. Il problema è che i due uomini erano Salvini e Di Maio, mentre la signora bionda era Giorgia Meloni. Immagini simpatiche, realizzate senza particolari ambizioni espressive. Tvboy è uno street artist che si pone un po’ nella linea corsara aperta da quel geniaccio di Banksy. Non ne ha obiettivamente l’estro né l’imprevedibilità. Ha voluto accompagnare l’apertura della legislatura con questi suoi due editorialini fatti per immagini, tutto sommato innocenti. Di Maio e Salvini che si baciano come Erich Honecker e Leonid Brezhnev durante i festeggiamenti del 30esimo anniversario della Repubblica democratica tedesca della Germania Est nel 1979, sono l’ennesima replica di quel celebre prototipo: quello sì, davvero spregiudicato…

Giorgia Meloni che “apre le braccia” per accogliere un bambino immigrato, con i bolli di Save The Children e di Welcome Refugee sulla borsa, in fondo è meno scontata e più divertente. 

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Ora si sprecherà il sarcasmo perché in una città dove per vedere coperta una buca si devono aspettare mesi, in poche ore si è provveduto a cancellare quei murales un po’ indiscreti. Siccome non amiamo sparare sulla Croce Rossa (cioè la giunta di Virginia Raggi), vogliamo provare a difendere questa efficienza un po’ surreale. A Londra in questi giorni, in Noel Street, è apparso un murales ben più indiscreto di questi romani. Vi si vede Theresa May nuda di spalle, mentre scappa coprendosi il fondoschiena con una bandiera europea. Sempre a Londra, ad Islington, in un altro murales che ha fatto il giro del mondo, la stessa May balla uno scatenato tango con Donald Trump: sopra di loro campeggia una gigantesca scritta “Lie lie land”. 

Nessuno li ha coperti, naturalmente. Ma se li hanno lasciati non è perché gli inglesi sono meno moralisti della giunta capitolina. Non li hanno toccati perché sono oggettivamente creativi: e se prendi possesso di un muro non tuo, devi davvero dimostrare di meritarlo. Inventarti qualcosa che faccia voltar la testa. I due murales capitolini erano un po’ minestrine riscaldate, realizzati su muri meravigliosi (non i muracci londinesi…) impregnati di vita, di storia e di autentica e geniale ironia. Quell’ironia inarrivabile di cui solo i romani sono capaci. Sono stati dunque cancellati perché nella loro ovvietà sono colpevoli di “lesa ironia”.

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