Roma, 78enne operato per tumore/ Morto dissanguato, accusati 6 medici: il caso è riaperto

- Paolo Vites

Un uomo di 78 anni sottoposto ad asportazione della vescica causa un tumore, è morto dissanguato durante l’operazione. Un anno dopo si fa luce sul caso

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Lapresse

Una semplice asportazione di un tumore alla vescica, una operazione assai diffusa specialmente quando si tratta di persone anziane. E anziano, 78 anni, era Giulio De Cicco, che dopo una certa attesa era stato ricoverato presso la clinica Villa Betania a Roma per l’intervento di asportazione dell’intera vescica. L’uomo uscirà dalla sala operatoria morto. Scattano subito le domande su cosa possa essere successo per causare la morte del paziente durante una operazione che, sulla carta, non presenta particolari rischi. Il De Cicco invece è morto dissanguato, ma inizialmente i medici impegnati nell’operazione sostengono si sia trattato di un problema che può accadere, loro non hanno colpe. Ma i parenti giustamente vogliono vederci chiaro, soprattutto la moglie rimasta vedova. Si mette ad analizzare con attenzione la cartella clinica e qualcosa non torna così decide di denunciare il caso. Anche la pm a cui viene affidato l’incarico trova che la cartella clinica ha qualcosa che non va: c’è la possibilità, viene comunicato, che l’uomo sia morto a causa di un errore dei chirurghi.

CASO RIAPERTO DOPO UN ANNO

Il fatto risale a un anno fa ma solo adesso se ne conoscono i retroscena grazie a un articolo pubblicato dal Messaggero in cui si legge l’accusa rivolta ai medici: uno di loro avrebbe danneggiato maldestramente una vena e l’intervento di sutura eseguito in modo sbagliato. Ecco spiegata l’enorme perdita di sangue del paziente morto dissanguato. L’indagine è ancora in corso, sotto accusa sei tra medici e personale di sala, mentre si continuano a scoprire i retroscena: gli anestesisti non avrebbero eseguito un monitoraggio adeguato ai parametri vitali del paziente, la vittima, infatti, stava andando in arresto cardiaco e in quel momento avrebbero dovuto prendere provvedimenti per salvargli la vita. Infine, secondo gli inquirenti, i medici avrebbero persino falsificato la cartella clinica del paziente per omettere l’errore medico. E’ quest’ultimo punto quello più grave: un errore anche mortale può capitare in qualunque operazione, ma arrivare a falsificare i dati per nascondere le proprie colpe è inaccettabile. Si spera nella radiazione dall’ordine dei medici.



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