Verona, prete si fa crocifiggere: “Per migranti e disoccupati”/ Don Castagna: “Provoco sui problemi di oggi”

- Paolo Vites

Ha voluto a tutti i costi assomigliare a Gesù, facendosi crocifiggere alla fine della Via Crucis un parroco di una località in provincia di Verona, ecco di cosa si tratta

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Gesù crocifisso

Imitatio Christi, un testo di fine medio evo scritto nel corso degli anni da fonti ignote, anche se si protende per alcuni Padri Certosini. Dopo la Bibbia, il testo più letto e popolare della cristianità occidentale. Un testo che proponeva la totale imitazione del Signore Gesù come metodo per vivere la fede, secondo molti critici oggi considerato superato, ideologico e molto individualista, basato sull’ascetismo per arrivare alla perfezione evangelica. Un cristianesimo vissuto dal singolo, che si sforza in tutti modi nell’imitazione del Cristo, cosa peraltro impossibile agli uomini e che rifugge invece il cristianesimo come vita comunitaria. L’Imitatio Christi è quella che cita don Diego Castagna, 41 anni, parroco di Arcole in provincia di Verona, intervistato dal Corriere del Veneto dopo l’eclatante gesto con cui ha concluso domenica scorsa la Via Crucis della domenica delle Palme. Una sceneggiatura pensata da lui, ha spiegato, e recitata anche da lui che si è messo nei panni di Cristo facendosi infine crocifiggere seminudo in una ambientazione che ha suscitato molto scalpore fra i fedeli che assistevano, su una croce a quattro metrici altezza: “E’ una provocazione, contiene molti elementi di contemporaneità: il tema dei profughi, quello del femminicidio e della violenza contro le donne, la perdita del lavoro. Se Cristo oggi fosse tra noi, si occuperebbe di questo, sarebbe in prima linea tra i profughi, tra le donne e accanto a chi ha perso il lavoro” ha detto.

VERONA, PRETE SI FA CROCIFIGGERE: “PER MIGRANTI E DISOCCUPATI”

Secondo i testimoni, più una recitazione degna del famoso film Jesus Christ Superstar che un momento di raccoglimento spirituale. Il parroco peraltro non manca di modestia: “Assomiglio a Gesù nell’aspetto, non per essere adorato come lui ma per provocare e fare riflettere sulle emergenze di oggi, su quello che ognuno di noi può fare per aiutare il prossimo”. In cima alla croce ha detto solo di aver sentito freddo ma non paura, il padre aveva sistemato le corde e sorvegliava il tutto. “Voglio stare vicino alla persone con empatia” ha detto ancora: “I preti non sono tutti santi. Nemmeno io lo sono. C’è bisogno di fare luce anche su queste parti ferite della Chiesa. Puntare il dito non serve, il disagio va prevenuto. Magari può essere un tema interessante per la prossima Via Crucis…dove c’è la croce c’è la sofferenza, anche di chi vive in quel modo”. E sta pensando al male della pedofilia nella Chiesa per la prossima Via Crucis…



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