Marco Boni, cadavere ritrovato nel Lago di Garda/ L’insegnante:”Entrare in aula non sarà più lo stesso”

- Emanuela Longo

Marco Boni, è suo il cadavere ritrovato oggi in fondo al lago di Garda dopo quasi un mese dalla scomparsa misteriosa da Riva: il ritrovamento grazie all’uso di robot.

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Marco Boni, 16enne scomparso (Facebook)

Il ritrovamento del cadavere di Marco Boni, il 16enne scomparso il 16 febbraio scorso da Riva del Garda, ha inevitabilmente sconvolto l’ambiente scolastico dove il giovane si era affermato grazie alla sua innata brillantezza. In questo senso sono state significative le parole della dirigente scolastica, Antonia Zamboni, che nel dare la notizia ai compagni di Marco ha ricordato come “purtroppo, nel corso degli anni, il nostro Liceo si è rialzato più volte a seguito della perdita di alcuni suoi studenti. Siamo vicini ai genitori e al fratello minore di Marco”. Commosse e commoventi anche le parole di una delle insegnanti di Marco, che ha detto:”La vostra apprensione per Marco ha dimostrato la forza del vostro legame. Non sarà lo stesso entrare in quest’aula, non sentire le sue domande quotidiane oppure le risate che scatenava durante la lezione”. (agg. di Dario D’Angelo)

LE PAROLE DEL MIGLIORE AMICO

Speravano di rivederlo, ma quando sono cominciate le ricerche di Marco Boni nelle acque del lago di Garda hanno cominciato a temere il peggio. La notizia del ritrovamento del corpo senza vita del ragazzo ha scosso i compagni di classe del liceo classico. I ragazzi si sono chiusi nel loro silenzio, alternando singhiozzi e lacrime ad abbracci. Difficile trovare le parole giuste in questi casi, anche per le insegnanti di Marco. «È una tragedia che tocca tutti noi nel profondo come mai prima d’ora vi chiedo di essere uniti, sostenervi l’uno con l’altro, rispettando il dolore e i tempi di chiunque. È difficile comprendere ciò che è accaduto ma sapere di non essere soli vi aiuterà ad entrare in classe al mattino e sopportare il peso di questo banco vuoto», ha detto la dirigente scolastica Antonia Zamboni ai compagni di Marco Boni, come riportato da “l’Adige”. Il migliore amico e compagno di classe Pietro fatica a comprendere come sia potuto accadere: «Non riesco a dire nulla, è stato un fulmine a ciel sereno anche se, date le recenti notizie, lo immaginavo». (agg. di Silvana Palazzo)

DETERMINANTE IL RUOLO DELLE CELLE TELEFONICHE

Nonostante il maltempo, le ricerche non si sono mai interrotte. Oggi la conferma: il cadavere ritrovato nel lago di Garda è quello di Marco Boni. Commissariato e Squadra nautica hanno operato congiuntamente. Importante il contributo di motovedette e sommozzatori, oltre a quello di unità cinofile specializzate nella ricerca di resti umani immersi in acqua. Boni è stato avvistato per l’ultima volta a Ponale, dove risaliva il tratto iniziale della strada panoramica. Il suo cellulare si è spento qualche minuto dopo le 3 del 16 febbraio, rimanendo agganciato alla cella locale. Determinante il ruolo delle celle telefoniche, che hanno permesso agli inquirenti di concentrarsi su una zona più circoscritta. Esclusa, per ora, l’ipotesi suicidio: resta in campo quella incidente, date le evidenti tracce di caduta rinvenute nei pressi del lago. [agg. di Rossella Pastore]

L’IPOTESI INCIDENTE

Marco Boni è stato trovato nelle acque del lago di Garda, a 25 metri di profondità, in un canalone fra le rocce. La prima ipotesi è che il 16enne sia stato vittima di «una caduta accidentale da un tratto del Belvedere dove non ci sono limitazioni». Stando ad una prima ricostruzione, riportata da Il Dolomiti, il ragazzo potrebbe essersi diretto verso il sentiero panoramico della Ponale: pur trovando la via sbarrata per alcuni lavori, sarebbe riuscito a passare, ma dopo pochi metri potrebbero essere scivolato finendo in fondo al lago. Le attività di subacquea sono risultate particolarmente difficoltose a causa delle proibitive condizioni meteo e la scarsa visibilità dei fondali, quindi è stato necessario l’ausilio di apparecchiature elettroniche con la scansione dei fondali. Decine di uomini all’opera: non si sono mai fermati, purtroppo non hanno trovato il corpo in vita. Ora attraverso indagini sanitarie e verifiche delle forze dell’ordine bisognerà capire cosa è davvero accaduto a Marco Boni. (agg. di Silvana Palazzo)

MARCO BONI SCOMPARSO A FEBBRAIO, FUGA VOLONTARIA?

Marco Boni, il suo cadavere nel Lago di Garda: stop alle speranze della famiglia e dei conoscenti per il ragazzo sedicenne di Tione. Scomparso dallo scorso 16 febbraio 2018, il giovane è stato ritrovato questa mattina nelle acque del ramo trentino del Lago di Garda: i sommozzatori hanno rinvenuto Marco Boni privo di vita dopo due settimane di ricerche no-stop, con i disperati appelli della famiglia tra televisione e social network. Il 16 febbraio 2018, quando si sono perse le sue tracce, le ultime immagini del sedicenne riprese dalle telecamere dell’Apm mentre stava percorrendo il tratto iniziale della strada panoramica di Ponale. Le prime ipotesi degli inquirenti portano a pensare a un incidente, con la fuga volontaria avvalorata come motivo della sua scomparsa. Attesi aggiornamenti nelle prossime ore sulle cause del decesso. (Agg. Massimo Balsamo)

E’ STATO UN INCIDENTE?

Naufragano definitivamente le speranze di ritrovare in vita Marco Boni, il ragazzo di 16 anni di Tione (Trento) scomparso il 16 febbraio scorso da Riva del Garda. Il corpo senza vita del giovane è stato localizzato dai sommozzatori della polizia a più di 20 metri di profondità fra le rocce del fondale del lago di Garda, sotto la strada della vecchia Gardesana. Come riportato da La Repubblica, dal giorno della sua scomparsa si era pensato che il giovane si fosse allontanato volontariamente. Gli stessi compagni di classe, che Marco lo conoscevano bene, nei giorni scorsi erano apparsi fiduciosi rispetto ad una soluzione positiva della vicenda, con le ricerche che ormai da settimane si stavano concentrando nella zona del ritrovamento. Oggi l’amara scoperta: il corpo del giovane ritrovato nel fondale è quello di Marco Boni: si è trattato di un incidente? (agg. di Dario D’Angelo)

IL RITROVAMENTO

Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Marco Boni, lo studente 16enne scomparso lo scorso 16 febbraio da Riva del Garda. Le speranze di poterlo rivedere vivo si sono spente questa mattina, in seguito al ritrovamento di un cadavere sul fondale del lago di Garda da parte dei robot dei sub della polizia impegnati nelle operazioni di ricerca che andavano ormai avanti da settimane senza alcun esito. Inizialmente si era parlato del cadavere di un giovane rinvenuto nelle acque del lago, sul versante trentino. E la mente era andata immediatamente a Marco, del quale non si avevano ormai notizia da 17 lunghi giorni. La speranza negli ultimi tempi si era andando sempre più affievolendosi fino ad oggi, quando si è del tutto spenta dopo il ritrovamento del corpo. A darne conferma è stata l’agenzia di stampa Ansa che cita la questura di Trento che ha coordinato le ricerche. Il corpo senza vita è stato individuato dai sommozzatori 50 metri a sud della storica “Casa della Trota” di Riva del Garda, in zona Sperone, a 24 metri di profondità. Marco, spiega L’Adige, era incastrato in un canalone tra le rocce del fondale. La polizia ha terminato le operazioni di recupero intorno alle 12:30.

LE OPERAZIONI DI RICERCA

In base alla posizione, tutto lascerebbe pensare che Marco Boni si sia avventurato lungo la vecchia Gardesana per circa un chilometro prima di finire nelle acque del lago Garda. Si conclude nel peggiore dei modi una vicenda che ha tenuto per lunghi giorni con il fiato sospeso l’intero Trentino. Era il 16 febbraio scorso quando, dopo essere uscito dal liceo Maffei, Marco aveva chiamato la madre avvertendola dell’intenzione di fare una passeggiata. Da allora però non aveva più fatto avere sue notizie ed il cellulare era rimasto spento facendo prontamente allertare le forze dell’ordine che avevano così avviato le ricerche. Dallo scorso venerdì, spiega IlDolomiti.it, alle operazioni con i sommozzatori, i droni, i cani molecolari, si erano aggiunti anche alcuni volontari che avevano messo a disposizione un balletto sonar capace di analizzare in profondità il fondale alla ricerca di oggetti e corpi. Nella mattinata odierna la terribile scoperta. Sul posto si è recato anche il vicequestore di Trento. Non è escluso che siano state proprio le correnti e la profondità a contribuire a nascondere per giorni interi il corpo del ragazzo sul fondale.

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