SPOTIFY, ACCOUNT ILLEGALI CHIUSI/ Bloccate le app “crackate” dell’app: si avvicina la quotazione in Borsa

- Emanuela Longo

Spotify, account illegali chiusi: bloccate le app “crackate” dell’app. Si avvicina la quotazione in Borsa. Le ultime notizie sul popolare servizio di streaming musicale.

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Spotify

Il down di Spotify è uno psicodramma collettivo sui social. Il servizio di streaming musicale ieri non è stato raggiungibile, quindi molti utenti che usavano la versione web hanno segnalato l’impossibilità di accedere alla popolare piattaforma. C’è stato un esodo di massa sui device mobili, ma a sorpresa coloro che hanno usato illegalmente l’app hanno trovato l’account bloccato. Secondo il portale Tecnoandroid, non si sarebbe trattato di un problema legato alle recenti misure anti-pirateria, ma di un big non meglio specificato. Questo incidente è arrivato comunque alla vigilia dello sbarco della società svedese a Wall Street. Per l’occasione Spotify ha organizzato un investor day in cui il prezzo delle azioni sarà determinato attraverso un meccanismo inusuale: quello della quotazione diretta. Così l’azienda svedese democratizza l’accesso in Borsa, rendendolo più trasparente. L’evento sarà online e il prezzo di esordio sarà fissato dal mercato in base a domanda e offerta. Quella pubblica avanzata alla Sec è di un miliardo di dollari. Una valutazione forte, del resto Spotify negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio boom. (agg. di Silvana Palazzo)

SPOTIFY DOWN: ACCOUNT BLOCCATI PER CHI USAVA L’APP ILLEGALMENTE

Gli amanti della musica e grandi fruitori di Spotify, il servizio che offre musica in streaming on demand, avranno certamente notato negli ultimi minuti qualcosa che non va nella propria app o tramite il sito ufficiale. Quest’ultimo, infatti, risultava essere non raggiungibile e molti utenti che utilizzavano la versione web hanno segnalato l’impossibilità di poter accedere alla piattaforma. Il malfunzionamento non coinvolgerebbe però tutti gli utenti anche se sono in tanti ad essersi ritrovati di fronte al messaggio “503 Service Unavailable”, accedendo alla pagina ufficiale del sito, nella versione italiana. In merito all’app ufficiale di Spotify, come segnala il sito HDBlog, pare non ci siano problematiche similari. Per tale ragione, fino a quando non sarà ripristinato il problema nella versione web del servizio, il consiglio è quello di utilizzare i dispositivi mobili con a bordo Android, iOS o Windows Mobile per proseguire l’ascolto della propria musica preferita, in attesa di un comunicato ufficiale da parte di Spotify che quasi certamente farà chiarezza sul down in corso e ancora segnalato da molti utenti.

PANICO SUI SOCIAL

Panico in rete in seguito a Spotify down che ha mandato in crisi i numerosi fruitori del servizio di streaming musicale. Se molti utenti della piattaforma web, in seguito al problema segnalato, hanno deciso di spostarsi sui propri dispositivi mobili, in tanti si saranno trovati di fronte ad una brutta sorpresa per via del blocco in corso di tutti gli account che fino ad oggi hanno usufruito dell’app in modo illegale. Ebbene, Spotify è corso ai ripari mettendo in atto, di recente, delle contromisure anti-pirateria. Già nei giorni scorsi, infatti, Spotify avrebbe iniziato a inviare una serie di mail di avvertimento contro gli utenti che utilizzavano app non ufficiali per poter usare il popolare servizio di streaming musicale, minacciando la chiusura o la sospensione dell’account utente. E proprio in occasione del down, in tanti si sono riversati sui social dopo essersi accorti dell’attuata soluzione. “Il mio account craccato di Spotify è stato bloccato. Come faccio a vivere ora?”, si legge su Twitter, ed ancora, “Sono davvero in lutto. Potevano anche tagliarmi un arto ma io senza Spotify non vivrò da ora in poi”. “Ah quindi voi mi bloccate spotify craccato? E io torno a scaricare la musica da youtube e a mettermela sul telefono perché la vostra pubblicità non la voglio sentire e 10€ per la versione premium”, rilancia un altro utente arrabbiato. E tra ironie e minacce, è sui social che si rincorrono i consigli, come un utente che rilancia: “Provate con la versione di Deezer crackato, a me funziona. È tipo Spotify ma migliore”.

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