Genova, donna uccisa a Certosa: fermato il marito/ La confessione: “Ho preso un coltello e l’ho uccisa”

- Silvana Palazzo

Genova, donna uccisa a Certosa: fermato il marito. La confessione: “Ho preso un coltello e l’ho uccisa”. Le ultime notizie sull’omicidio di Jenny Angela Reyes Coello

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Carabinieri (LaPresse)

La caccia al marito di Jenny Angela Reyes Coello, la 46enne trovata morta ieri a Certosa, quartiere di Genova, è finita: è stato riconosciuto e fermato. La donna è stata uccisa con una coltellata al cuore e Javier Napoleon Pareva Gamboa era ricercato dai carabinieri e i parenti della vittima. Questi ultimi avevano pubblicato nella notte una specie di “appello” su Facebook: «Stiamo cercando questo assassino, chi lo identifica per favore chiami la polizia in Spagna o in Italia, non è uno scherzo, grazie per la collaborazione». Il 52enne, rientrato nei giorni scorsi a Genova dall’Ecuador, da ieri era irreperibile: i suoi due telefonini sono spenti, nessuno lo aveva visto in giro e le valigie che aveva portato a casa della moglie non era state disfatte. All’interno c’erano passaporto e documenti di identità. Poco prima delle 3 di oggi la latitanza è finita: stava vagando per le vie di Voltri ubriaco, con gli abiti ancora sporchi di sangue e l’aria distrutta, quando è stato individuato e bloccato.

GENOVA, DONNA UCCISA A CERTOSA: FERMATO IL MARITO

Con il passare delle ore non si escludeva la possibilità che il marito di Jenny Angela Reyes Coello si fosse ucciso. Invece è stato bloccato dagli uomini dell’Ufficio Prevenzione Crimine e del reparto Prevenzione Crimine della questura di Genova, che lo hanno notato per via delle Fabbriche. Stando a quanto riportato da Genova Today, il 52enne operaio edile avrebbe provato ad allontanarsi alla vista delle volanti. Inoltre, la confessione sarebbe arrivata subito: pare che l’abbia uccisa durante l’ennesima lite per gelosia. «Mi tradiva, abbiamo litigato e non ci ho visto più: ho preso un coltello e l’ho uccisa», ha farfugliato Gamboa ai poliziotti. Stamattina è stato portato in tribunale per l’interrogatorio del pm Gabriella Marino, degli investigatori della Squadra Mobile della polizia e dai carabinieri che hanno raccolto prove e indizi a suo carico. È stato necessario chiamare un interprete per raccogliere le sue dichiarazioni, rilasciate in un misto di spagnolo e italiano. Nel primo pomeriggio è arrivata la convalida del fermo, mentre in mattinata veniva affidato al medico legale Francesco Ventura l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo della vittima.



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