Lecce-Melendugno scontri su Gasdotto Tap/ Monsignor Seccia: “No alla violenza, abbassiamo i toni”

- Matteo Fantozzi

Tap, scontri al cantiere e feriti con la Polizia: ultime notizie, disordini sulla provinciale 145 che collega Legge a Melendugno sulla strada che porta i mezzi Tap al cantiere di gasdotto.

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Tap, scontri al cantiere e feriti con la Polizia - La Presse

Il “fronte” relativo alle proteste contro la realizzazione del gasdotto Tap ha vissuto oggi una delle sue giornate più calde, non solo da punto di vista degli scontri tra attivisti e polizia (una sassaiola e altri incidenti hanno portato al ferimento di quattro persone e all’arresto di un manifestante) ma anche a livello istituzionale col governatore della regione Puglia, Michele Emiliano, duramente contestato nel corso di una kermesse in quel di Lecce. Anche per questo motivo, nelle ultime ore, va registrato l’intervento dell’arcivescovo del centro salentino che ha inviato tutte le parti in causa ad abbassare i toni. Monsignor Michele Seccia ha commentato i tafferugli andati in scena la scorsa notte e ha esortato a evitare “qualsiasi forma di violenza” ma ha colto l’occasione per bacchettare anche coloro che “hanno autorizzato quest’opera e ora devono spiegare alla popolazione quali sono i benefici per il nostro territorio”. L’arcivescovo, nel corso di una breve intervista telefonica, ha anche ribadito che la priorità deve essere la tutela del territorio salentino: “Non voglio essere disfattista o una Cassandra ma sono problemi da porci perché il mar Adriatico è una bacinella e qualsiasi disastro ambientale avrebbe conseguenze catastrofiche” ha concluso, evitando invece di dare valutazioni di carattere tecnico sul progetto del Tap in sé. (agg. di R. G. Flore)

LECCE, PROTESTE DAVANTI ALLA QUESTURA PER ATTIVISTA ARRESTATO

È una giornata particolarmente calda in Puglia sul fronte del gasdotto Tap, tra proteste, scontri con la Polizia, sit-in, il ferimento di quattro persone e la dura contestazione rivolta nella serata di ieri al governatore della Regione, Michele Emiliano, mentre presenziava alla tradizionale kermesse del Festival del Cinema Europeo. E nelle ultime ore, paiono essersi esacerbati gli animi degli attivisti No Tap che, a seguito dell’arresto di un uomo che manifestava assieme a loro, si sono riuniti davanti alla Questura di Lecce per protestate contro il suo fermo. Stando a quanto si apprende dalle cronache locali, una cinquantina di attivisti si sarebbe trovata davanti al palazzo inscenando un sit-in con striscioni e slogan per chiedere il rilasciano del 52enne Savino Pellegrino, messo in stato di fermo dalla Polizia a seguito dei tafferugli avvenuti nella notte scorsa. I manifestanti No Tap, al grido di “Fuori i nostri compagni”, hanno anche bloccato il traffico in una delle strade adiacenti alla Questura del centro salentino dato che l’arresto di Pellegrino (accusato di incendio aggravato e resistenza a pubblico ufficiale) ha per loro un valore simbolico: l’uomo è infatti il primo attivista arrestato da quando le proteste sono esplose. (agg. di R. G. Flore)

TAP, ANCORA CONTESTAZIONI AL GOVERNATORE EMILIANO

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è stato contestato durante il Festival del Cinema Europeo di Lecce dove ieri sera era giunto per assistere ad un breve documentario: alcuni abitanti delle zone dove passerà il gasdotto Tap hanno ad un certo punto iniziato a contestare pesantemente con urla e insulti il politico Pd che presa parola si è difeso, «”Non posso venirvi a dire cose diverse da quelle che sono nel programma di governo della Regione Puglia. La regione quel gasdotto lo vuole, come ho detto anche oggi, a Taranto lo aspettano, serve per la decarbonizzazione dell’Ilva, ma non lo vuole a Melendugno. Si può quindi realizzare una comunità d’intenti, perché salvare Melendugno e San Foca è uno scopo primario per noi, anche per consentire alle popolazioni residenti di decidere il destino del proprio territorio», sottolinea Emiliano mentre i fischi e le urla di parte della platea continuano. È stata solo la “premessa” di una notte di scontri che ha visto sassi e oggetti lanciati contro gli agenti della Polizia accorsi per salvaguarda il cantiere dove nascerà il gasdotto adriatico. «Un’alleanza su chi pensa che il gas sia utile e chi pensa sia inutile è possibile. Viceversa la posizione estrema fa un piacere non solo a chi quel gasdotto lo vuole fare, ma soprattutto a chi lo vuole fare su una delle più belle spiagge della nostra regione. Continuerò comunque la mia lotta, in solitudine e impopolare, sapendo che è l’unica strada per trovare una soluzione», ha concluso poi il Governatore di Puglia. (agg. di Niccolò Magnani)

4 AGENTI FERITI E UN ARRESTO

Salgono a 4 gli agenti feriti negli scontri al cantiere del gasdotto Tap, nell’ennesima giornata di follia in Puglia: la notte scorsa vicino al cantiere di San Basilio e San Foca di Melendugno (Lecce) i manifestanti hanno lanciato l’attacco contro quello che viene considerato un “mostro ambientale” che rovinerà la vita dei cittadini pugliesi. In realtà, si tratta di uno dei progetti più interessanti e convenienti che l’Italia possa mai aver firmato negli ultimi anni, ma lo scontro al momento non vede alcuna intenzione di diminuire con addirittura un arresto tra i manifestanti per quanto avvenuto nel giro di poche ore. «Il lancio di grosse pietre in cemento ha colpito e ferito 4 poliziotti del Reparto Mobile di Reggio Calabria», ha spiegato la Questura leccese questa mattina. Di contro, gli altri manifestanti hanno condotto una dimostrazione fuori dalla questura per chiedere la liberazione degli arrestati di oggi e delle scorse settimane; «Fuori i nostri compagni», c’è scritto su uno degli striscioni. Gli attivisti hanno bloccato il traffico in viale Otranto, proprio davanti alla questura di Lecce. Il 51enne però arrestato qualche ora prima è stato trovato, al momento della perquisizione, con in tasca grosse pietre in cemento nascoste nelle tasche esterne del giubbotto. Non proprio il modo migliore per far rimostranze e critiche al progetto della Trans Adriatic Pipeline.. (agg. di Niccolò Magnani)

NUOVI SCONTRI NO-TAP A MELENDUGNO

I tafferugli nella notte che si sono verificate sulla Provinciale 145 che collega Lecce a Melendugno hanno portato all’arresto di un attivista. Questi è stato colto dagli agenti di Polizia in flagrante mentre stavano incendiando un cassonetto dei rifiuti. Si chiama Saverio Pellegrino e ha 52 anni, residente ad Andrano in provincia di Lecce è stato destinatario di foglio di via con il divieto assoluto di ritorno a Melendugno emesso dal Questore di Lecce. L’accusa è quella di incendio aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Al momento però non pare che sia stato accusato della sassaiola con due agenti della Polizia che sono rimasti feriti. Per fortuna però i poliziotti in questione non sono rimasti feriti gravemente e probabilmente se la caveranno con qualche piccola complicazione medica. L’uomo fermato dagli agenti vedremo poi quanto tempo sarà costretto all’arresto.

DUE AGENTI FERITI NEGLI SCONTRI

Negli scontri sulla Provinciale 145 sono rimasti due agenti di Polizia, per fortuna solo in maniera lieve. Nella notte si sono verificati infatti gli ennesimi disordini sulla strada che porta al cantiere di gasdotto che collega Lecce a Melendugno. La via in questione è quella che percorrono i mezzi Tap. Gli attivisti hanno provato nuovamente a fermarli nella notte e da qui sono scaturiti i disordini che sono diventati addirittura eccessivi nei pressi del cantiere di Melendugno. Il movimento ”No Tap” continua la sua missione creando danni e preoccupazione, nel modo peggiore per esprimere un’idea giusta o sbagliata che sia. Gli attivisti in questione erano circa venti e con dei blocchi di tufo ha creato un muro provvisorio per complicare il tragitto dei camion. Dopo aver bruciato un secchio dell’immondizia si è verificata una vera e propria sassaiola contro la Polizia che era arrivata per sfollare l’area in questione.

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