Procida, picchia compagna incinta: lei perde il bambino/ Napoli, aggredita anche in passato: mai denunciato

- Davide Giancristofaro Alberti

Procida, picchia compagna incinta, donna perde bambino di 20 settimane: orrore nel napoletano. Una ragazza di 38 anni è stata malmenata dal proprio compagno di 45

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LaPresse

Ha usato una violenza inaudita contro la propria compagna, l’uomo 45enne di origini venezuelane, arrestato dopo quell’aggressione rivolta alla donna incinta e che avrebbe causato la perdita del bimbo che portava in grembo. Come riferisce Repubblica.it, è stata la stessa vittima a lanciare l’allarme ai carabinieri, nella serata di ieri. E così, al loro arrivo nell’appartamento a Procida, i militari hanno subito compreso la gravità del fatto e chiamato prontamente un’ambulanza. Dopo aver confermato l’interruzione della gravidanza, questa mattina la donna è stata trasferita in idroambulanza a Pozzuoli per essere sottoposta ad aborto terapeutico. Secondo le indiscrezioni, la donna, vittima anche in passato delle violenze del compagno, ora arrestato, non aveva mai sporto denuncia. L’uomo, accusato di maltrattamenti e interruzione di gravidanza, si trova attualmente nel penitenziario di Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria. La coppia conviveva dallo scorso agosto, lui gestiva una struttura sportiva, mentre lei lavorava nel settore alberghiero. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“NON È LA PRIMA AGGRESSIONE”

La conferma arriva dagli inquirenti che hanno riportato come quella povera donna 38enne non riceva per la prima volta le “attenzioni” del compagno. «In passato mi aveva picchiata altre volte», avrebbe detto la donna ai militari che hanno arrestato l’uomo di 45 anni che per l’ennesima volta l’aveva riempita di botte. I due si sono conosciuti proprio a Procida (lei è del Napoletano, lui è isolano) e hanno deciso di vivere insieme sull’Isola tra le più belle d’Italia. Ma la bellezza del Paese evidentemente non basta a limitare la furia e la follia di alcuni rapporti umani; «non l’ho voluto denunciare in passato ma questa volta non potevo non farlo», avrebbe poi aggiunto la donna ricoverata ad oggi nell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dopo il primo ricovero a Procida dove ha scoperto di aver perso il piccolo bimbo di 20 settimane che portava in grembo. Una tragedia nella tragedia e una famiglia spezzata per sempre; l’ultima aggressione è la più violenta e convince la donna a raggiungere il telefono e chiamare il 112 denunciando le ire del compagno. (agg. di Niccolò Magnani)

DONNA PERDE BIMBO DI 20 SETTIMANE

Un altro grave fatto di cronaca nera, un’altra violenza di un uomo nei confronti di una donna. A Procida, paese in provincia di Napoli, un uomo ha picchiato violentemente la propria compagna. Già questo basterebbe per fare scatenare l’indignazione, ma a rendere ancora più raccapricciante la storia, il fatto che la ragazza in questione fosse incinta. La donna, di 38 anni, era in dolce attesa da 20 settimane, e dopo le botte riportate, ha accusato dei gravi dolori al ventre che hanno poi portato all’interruzione della gravidanza, e alla perdita del bambino. Lui, 45 anni, è stato subito arrestato dai carabinieri e portato nel carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. E’ stata la stessa donna a chiamare il 112, e una volta giunti nell’appartamento in via Giovanni da Procida, hanno a loro volta chiamato i medici.

PRECEDENTI EPISODI DI MALTRATTAMENTO

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e interruzione di gravidanza, e stando alle prime ricostruzioni pare che non fosse la prima volta che picchiasse la propria compagna. Il fatto è avvenuto nella giornata di giovedì, attorno all’ora di cena, e la ragazza si trova attualmente ricoverata presso l’ospedale «Gaetanina Scotto di Perrotolo» di Procida, con varie contusioni sul corpo. Pare che l’aggressione sia giunta in seguito ad una lite per dei futili motivi, che ha appunto portato l’uomo ad alzare le mani sulla donna. Gli inquirenti e i sanitari stanno cercando di capire se l’interruzione di gravidanza sia giunta ieri, durante la lite, o già prima, visti i precedenti episodi di maltrattamento.

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