AMICA 13ENNE NUDA IN CHAT/ Foto osé e liceali sospesi, ma di chi è la vera immaturità?

- Monica Mondo

12 studenti di un liceo scientifico di Milano hanno messo in chat la foto di una studentessa all’epoca tredicenne. Sospesi per 10 giorni, con punizione esemplare. MONICA MONDO

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I ragazzini che hanno messo in rete la foto di una loro coetanea nuda non sono dei delinquenti. Sono stupidi, più stupidi ancora di come si è di base a 14 anni. Ma la stupidità può essere delinquenziale, se non è illuminata, se reiterata senza argini. Ricapitoliamo in breve: lei, un paio d’anni fa, appena tredicenne, manda una foto senza veli al fidanzatino, che fa il grosso e la condivide con gli amici. Passa il tempo, i fidanzatini si lasciano, prendono la licenza media, cambiano scuola, ma la foto resta e qualche buontempone in branco decide di renderla pubblica. Il preside lo viene a sapere e commina una punizione adeguata: 12 giorno di sospensione e lavori “socialmente utili”, commisurati all’età. Ovvero, ripulire bagni cortili scritte sui muri della scuola. 

Che c’è di strano? Tutto. Cosa determina una notizia da prima pagina? Il castigo troppo severo, per alcuni, la pericolosità della rete, per altri. Sbagliato bersaglio e non credo per distrazione e buonafede. La prima stranezza è una ragazzina che invece dei cuoricini manda al ragazzetto una foto o un video di sé nuda. La seconda stranezza è questa abitudine e commercio della sessualità, la totale mancanza di senso del pudore, l’immaturità intellettuale, morale e affettiva a fronte di una presunta e iniziale maturità sessuale. La terza stranezza è l’assenza di adulti “di famiglia”, che abbiano confidenza e dialogo coi propri figli. E dunque appare come quarta stranezza la comparsa di un adulto che svolge il suo ruolo e si assume come autorevolezza la doverosa responsabilità, il preside. 

Aspettiamo genitori in assetto di protesta. Perché se dei bambini scimmiottano le perversioni dei grandi, se dei bambini alla parola esperienza non sanno che abbinare l’aggettivo sessuale; se non hanno rispetto “sacrale”, a quell’età, per l’amicizia, sarà anche colpa della pubblicità e della televisione. Ma prima ancora è colpa di adulti inesistenti, distratti, insicuri, fragili di senso e certezze. Sono gli adulti che prendono a pugni i professori, se troppo intransigenti a loro parere coi pargoli, o si ritrovano figli appena più grandicelli che umiliano gli insegnanti, intimando di mettersi in ginocchio e comminare  un sei “politico”. Chi semina vento…

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