Donna muore di aneurisma all’aorta addominale/ Roma, Daniela Sabbatini: Ordine dei Medici chiede una relazione

- Matteo Fantozzi

Donna muore di aneurisma all’aorta addominale, Roma: una 49enne perde la vita per un tragico errore dei medici che le avevano diagnosticato una lombosciatalgia dimettendola.

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Donna muore di aneurisma all'aorta addominale

La tragica vicenda che ha portato a Roma una donna di 49 anni a morire per un aneurisma all’aorta addominale, scambiato in precedenza dai medici per un semplice mal di schiena, sta facendo discutere e, in attesa di capire come sono andate effettivamente le cose, ha sollecitato l’intervento dell’Ordine dei Medici di Roma. In relazione alla morte di Daniela Sabbatini, deceduta dopo essere arrivata al Pronto Soccorso del Policlinico Casilino, l’ODG capitolino ha chiesto in brevi tempi un rapporto dettagliato dei fatti, al fine di accertare eventuali responsabilità ma anche per “evitare di mettere sul banco degli imputati i medici”. Infatti, nella nota dell’Ordine si legge come sia stato chiesto tale rapporto alla Direzione dell’ospedale al fine di evitare di stigmatizzare medici e professionisti “magari senza alcune ragione e comunque prima dell’accertamento puntuale delle cause che hanno provocato il decesso” conclude la suddetta nota. (agg. R. G. Flore)

PARTE UNA CAMPAGNA DI PREVENZIONE SUL TEMA

La storia di Daniela Sabbatini non può lasciare che senza parole, soprattutto per la noncuranza di chi ha scambiato un aneurisma all’aorta addominale con una lombosciatalgia. A Vasto intanto è stata presentata una campagna per la prevenzione dell’aneurisma dell’aorta addominale. Questa si svolgerà tra maggio e giugno su iniziativa del Rotary Club Vasto che promuove ancora una volta una sensibilizzazione non da poco. Questo evento porterà alla possibilità di un’ecografia addominale gratuita finanziata proprio dal club ed eseguita dal Centro di terapia del dolore del Dottor Antonino D’Ercole che si trova in via Martiri della violenza. Il presidente del club Christian Lalla ha sottolineato: “Voglio ringraziare tutti coloro che durante questi mesi hanno donato anche piccole somme di denaro per realizzare questa bellissima campagna di prevenzione dedicata a mio padre. Vogliamo informare il maggior numero possibile di persone sulle insidie di questa malattia piuttosto sviluppata, ma molto sottovalutata”. (agg. di Matteo Fantozzi)

IL RACCONTO DELLA SORELLA

Un tragico errore che non doveva accadere e che non è concepibile ai giorni nostri quello che è costato la vita a Daniela Sabbatini. La sorella della donna, Annamaria, ha parlato al Corriere della Sera, sottolineando: “Verso mezzanotte aspettava ancora la visita con dolori terribili e l’ago della flebo fuori vena. Si è alzata per chiedere quanto mancasse alla visita ed è quasi svenuta. Verso le cinque mi hanno chiamato per chiedermi se aveva dei problemi psichiatrici. Ho risposto di no, ma quando l’ho vista mi sono spaventata. Era a letto col braccio blu e gonfio, una flebo nel piede e continuava a lamentarsi”. Il racconto prosegue poi col peggioramento delle condizioni delle donne: “La dottoressa che l’avva visitata la prima sera mi ha detto di andarla a salutarla prima che la portarssero in reparto. Lì l’ho vista l’ultima volta. Ci hanno dato pochissime speranze. Aveva un aneurisma addominale con un inizio di ischemia cerebrale. Le avevano trovato una neoplasia ai polmoni, ma dissero che era l’ultimo dei problemi”. Terribili poi le conclusioni: “Ci hanno detto che c’era solo d’aspettare la fine, mia madre era scioccata e ha chiesto se doveva morire e il Primario le ha risposto che prima o poi sarebbe toccato a tutti“.

UN TRAGICO ERRORE

La storia di Daniela Sabbatini è veramente incredibile e sicuramente chi ha sbagliato sarà processato. La donna infatti è morta a 49 anni per un aneurisma sull’aorta addominale. Il padre aveva chiamato un’ambulanza che l’aveva portata al Policlinico Casilino di Roma dove le era stata diagnosticata, in seguito ai dolori a reni e alla gamba sinistra, una lombosciatalgia e cioè un semplice mal di schiena. Dopo questa diagnosi errata era stata poi dimessa con le condizioni che erano peggiorate fino alla morte due giorni dopo con il principio di un’ischemia cerebrale e sangue presente nei polmoni. La donna inizialmente non si era preoccupata più di tanto perché era stata operata anni precedenti all’ernia del disco e spesso le capitava di avere dolori del genere. Nonostante questo il perdurare dei sintomi l’avevano portata dal medico di famiglia che le aveva consigliato di prendere una semplice tachipirina.

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