Abusata dal maestro di karate/ Il racconto di Simona a CartaBianca: l’uomo condannato a 9 anni e mezzo

- Emanuela Longo

Abusata dal maestro di karate: il racconto di Simona, una delle vittime, intervistata a CartaBianca. L’uomo, Carmelo Cipriano, condannato a 9 anni e mezzo.

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Immagine di repertorio (Pixabay)

La trasmissione #Cartabianca, condotta su RaiTre da Bianca Berlinguer torna anche stasera con una nuova puntata in onda a partire dalle ore 18:25. Tra gli argomenti affrontati, anche un caso di cronaca che vede al centro un maestro di karate di Lonato, in provincia di Brescia, condannato lo scorso marzo a 9 anni e mezzo di carcere con l’accusa di violenza sessuale a scapito delle sue allieve. La Berlinguer accoglierà in studio una delle giovani vittime, Simona, la quale racconterà la sua versione e ripercorrerà quanto subito da parte di un uomo che abusò di lei (così come di altre minorenni) all’interno della sua palestra. Carmelo Cipriano, questo il nome del maestro di karate, fu arrestato lo scorso ottobre con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con allieve minorenni all’interno della sua palestra, dove le stesse trascorrevano diverso tempo nel corso della giornata. Lo scorso gennaio il Gip del tribunale di Brescia lo rinviò a giudizio e in quell’occasione Cipriano scelse di essere giudicato con rito abbreviato. Una sola udienza, quella dello scorso 28 marzo, conclusasi con l’attesa sentenza di condanna a 9 anni e sei mesi di reclusione. Ad accusare il maestro era stata la famiglia di una sua allieva che aveva così permesso l’avvio delle indagini al termine delle quali fu appurato che l’uomo per anni aveva avuto rapporti sessuali con minorenni. Una delle sue vittime, come rammenta Consumatrici.it, all’epoca dei primi approcci aveva addirittura solo 12 anni.

LE SETTE MINORENNI CHE LO ACCUSANO

Considerato dagli inquirenti “un soggetto dalla totale assenza di freni inibitori”, grazie alla sua posizione di maestro ed anche alla luce dello sport come il karate che lo stesso era chiamato ad insegnare e che prevede rigide regole, era riuscito a farsi rispettare dalle sue allieve al punto tale da infondere in loro totale fiducia. Nell’inchiesta furono coinvolti anche altri due adulti che in diverse circostanze presero parte agli abusi ai danni di giovani allieve minorenni. “Avevo 16 anni, all’inizio era normalissimo, quindi mi fidavo, ero sicura come qualsiasi altra ragazza che pratica uno sport ed ha a che fare con un maestro, quindi non avevo niente di cui temere”, aveva confidato una delle sette minorenni intervistata dalla trasmissione La vita in diretta. Dopo le prime denunce l’inchiesta si era estesa a macchia d’olio e alla fine erano state in sette le ragazzine, oggi poco più che maggiorenni, a decidere di rompere il silenzio denunciando finalmente le violenze costrette a subire per anni. La settima a denunciare, nell’ottobre scorso, oggi ha 22 anni ed ha ammesso di aver avuto rapporti con il maestro 43enne quando era appena sedicenne.



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