Chernobyl, 32 anni fa il più grande incidente nucleare di sempre/ 4000 casi di tumore, vittime incalcolabili

Chernobyl, 32 anni fa il più grande incidente nucleare della storia: 4.000 casi di tumore, numero di vittime incalcolabili. Il 26 aprile del 1986, scoppiava il reattore 4 della centrale

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L'annuncio del disastro di Chernobyl del Tg1 - Youtube

Il 26 aprile del 1986, esattamente 32 anni fa, si verificava il più grande incidente nucleare della storia dell’umanità. Nella città ucraina di Chernobyl, precisamente a Prypiat, esplose il reattore numero 4 della centrale Lenin, provocando una fuoriuscita di materiale radioattivo senza precedenti. Quello di Chernobyl è l’unico incidente classificato come catastrofico, insieme alla centrale di Fukushima, in Giappone, avvenuto nel 2001. «Chernobyl rimarrà sempre una ferita aperta nel cuore del nostro paese, nel cuore di milioni di persone», ha ricordato in queste ore, attraverso la pagina personale di Facebook, il presidente ucraino Petro Poroshenko. Un avvenimento che la maggior parte di coloro che sono vissuti in quegli anni ricordano alla perfezione, anche perché in Europa si diffuse un allarmismo generale. La nube radioattiva fuoriuscita dal reattore della centrale, arrivò infatti a contaminare praticamente tutto il Vecchio Continente, giungendo anche in Italia. Fu un errore umano a provocare l’incidente, dovuto anche alle pressioni del vecchio sistema comunista.

IL SILENZIO DELL’UNIONE SOVIETICA

Il governo voleva infatti risultati sempre più importanti e concreti, per stare al passo con gli armamenti nucleari degli Stati Uniti, nel periodo conclusivo della Guerra Fredda. Il reattore bruciò per 10 giorni prima di essere messo in sicurezza, rilasciando nell’atmosfera tonnellate di materiale profondamente dannoso per l’uomo. Il fatto ancor più grave, è che le autorità dell’Unione Sovietica tentarono di tener nascosto l’accaduto, e solamente due giorni dopo lo scoppio del reattore, il 28 aprile 1986, venne dato l’allarme. A farlo fu la vicina Svezia, dopo che i loro scienziati avevano rivelato un picco di livello di radiazioni. Prypiat, che dista 3 km dal reattore, fu evacuata completamente, e ancora oggi è una città fantasma, famosa per i suoi luoghi abbandonati, a cominciare dalla spettrale ruota panoramica, o dalla piscina vuota, o dalle maschere anti-radiazioni gettate a centinaia per terra. In totale vennero evacuate circa 350 mila persone abitanti nel raggio di 30 chilometri dall’incidente, mentre circa 600 mila lavoratori, noti come “liquidatori”, vennero inviati a Chernobyl.

LE STIME SULLE VITTIME

L’obiettivo, era aiutare a ripulire i residui nucleari e a costruire un sarcofago in cemento sopra il reattore, ma essendo sprovvisti di protezioni adeguate, la maggior parte di essi venne praticamente condannato a morte. Ancora oggi il numero di morti provocati dallo scoppio del reattore 4 è argomento di dibattito. C’è chi parla, di 30, chi di 10.000, ma anche chi utilizza cifre ben più alte, a sei zeri. Del resto, gli effetti dell’esplosione si verificarono sia immediatamente, ma anche a distanza di molti anni, causando moltissimi tumori alla tiroide, fra coloro che avevano fra gli 0 e i 18 anni ai tempi del disastro. Il reattore è praticamente rimasto scoperto per 30 anni esatti, precisamente fino al 2016, quando venne chiuso da una massiccia cupola metallica alta 92 metri e con un raggio di 270 metri, costata più di due miliardi di dollari e iniziata nel 1997. Dopo l’installazione la fuoriuscita di nube tossica è diminuita del 90%, a conferma della tenuta della stessa cupola. Una tragedia immane, simbolo degli anni della corsa agli armamenti, dell’esagerazione russa, e di una politica che fortunatamente non esiste più.

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