Alfie è morto: “Il nostro guerriero è volato via”/ L’ospedale: “Attacchi senza precedenti ai nostri medici”

Alfie Evans è morto, l’annuncio dei genitori del piccolo su Facebook: “Gli sono spuntate le ali”. Alle ore 2:30 di questa notte, se ne andato il bimbo inglese di 23 mesi

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L'annuncio su Facebook della morte di Alfie Evans

«Devastata dal dolore», così si definisce la famiglia di Alfie Evans dopo la morte del piccolo di 23 mesi. Fiori, bigliettini e giocattoli sono stati lasciati all’esterno dell’ospedale per rendere omaggio al bambino. «Ci siamo innamorati di un bambino che non abbiamo mai conosciuto», recita uno dei biglietti. Un portavoce dell’Alder Hey Hospital di Liverpool ha espresso le condoglianze ai genitori di Alfie, ma ha fatto anche sapere – come riporta l’Evening Times – che il personale ha subito «un abuso senza precedenti» e si è trovato suo malgrado al centro di «una tempesta social». E infatti la polizia è rimasta all’esterno dell’ospedale dopo il tentativo di alcuni manifestanti di entrare all’interno lunedì scorso. Alla commemorazione di oggi pomeriggio non hanno partecipato i genitori di Alfie, ma la zia: «Il nostro piccolo guerriero è morto. Abbiamo il cuore a pezzi. La nostra famiglia è devastata. Thomas vuole ringraziarvi per il sostegno. C’è un solo Alfie Evans», ha dichiarato ai presenti. (agg. di Silvana Palazzo)

LA ZIA DI ALFIE: “GRAZIE ITALIA PER IL TUO SUPPORTO”

Più di duemila persone hanno risposto all’appello di Alfie’s Army, l’esercito di Alfie, armandosi di palloncini colorati di blu e viola. Sono stati liberati in una manifestazione pacifica oggi pomeriggio, proprio accanto all’Alder Hey Hospital di Liverpool, dove il piccolo è morto nella notte. Centinaia di palloncini volano in cielo tra le grida “Alfie, Alfie”. Un’amica dei genitori al termine della manifestazione legge una poesia: “Dio adesso ti dice che sei libero di volare”. Sorrisi, abbracci e lacrime si intrecciano quando in coro familiari e sostenitori intonano “You will never walk alone”, l’inno reso celebre dai tifosi del Liverpool, seguito poi da “A thousand years” della popstar Cristine Perry. La zia di Alfie, Sarah, parla alla folla: «Siamo distrutti, ma vi ringraziamo tutti per quello che avete fatto». Poi all’Avvenire chiede una cortesia: «Mi raccomando, ringrazia tutti gli italiani e i tuoi lettori da parte della nostra famiglia per il supporto». Mamme e nonne più impegnate invocano una “Alfie’s law”, una legge che tuteli i diritti dei genitori, perché l’esercito di Alfie di sicuro non si ferma qui. (agg. di Silvana Palazzo)

MARIELLA ENOC: “MORTO CON DIGNITÀ, MA È UNA SCONFITTA”

Non sono stati forniti dettagli o informazioni aggiuntive sulle dinamiche della morte di Alfie Evans. Ad annunciarla i suoi genitori sulla pagina Facebook “Alfie’s Army” che in questi mesi ha monitorato e fornito aggiornamenti sulle condizioni del bambino inglese di 23 mesi affetto da una patologia neurodegenerativa. Mariella Enoc, presidente del Bambin Gesù, è tornata a parlare a Vatican Insider della vicenda, lei che l’ha seguita da vicino. «Quando un bimbo muore c’è solo un profondo dolore. Questa vicenda mi ha coinvolta in prima persona, non voglio dare giudizi di tipo sanitario, negli ultimi giorni i genitori mi sembra che si fossero anche rappacificati coi medici… Rimane solo il dolore umano di fronte alla morte», il commento a La Stampa mentre è in viaggio verso la Siria, ad Aleppo, per un progetto che vede coinvolto l’ospedale. «Ogni morte è una sconfitta, specialmente di un bambino. Una volta ad una mamma alla quale era morta la bimba in braccio, dissi: “Il nostro ospedale è stato sconfitto”. “No – mi ha risposto – perché è stato amato e ha avuto dignità”. Credo che lo stesso sia avvenuto per Alfie: è stato circondato dall’amore, soprattutto della sua mamma e del suo papà che ho avuto la fortuna di conoscere, ed è morto con dignità». Ora però serve una riflessione globale perché non si ripetano più scontri e battaglie ideologiche. (agg. di Silvana Palazzo)

BAMBIN GESÙ: “CASO DEVE FAR RIFLETTERE”

«Un viaggio devastante». Così l’ospedale Alder Hey di Liverpool ha definito la vicenda di Alfie Evans. L’istituto sanitario ha espresso le sue condoglianze alla famiglia del bambino di 23 mesi affetto da una grave malattia neurodegenerativa a cui i medici avevano staccato le macchine lo scorso 23 aprile. Inoltre, ha chiesto di rispettare la privacy dei genitori e dello staff medico. Dopo la morte del bambino parla Mariella Enoc, presidente dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, dove i genitori di Alfie volevano trasferire il piccolo. «Bisogna iniziare una vera riflessione internazionale e mettere insieme scienziati, clinici, famiglie e istituzioni perché non si ripetano più questi scontri e battaglie ideologiche ma si possano trovare percorsi condivisi che sappiano integrare la dimensione scientifica e quella umana». Enoc ha espresso tutto il suo dolore per la morte di Alfie: «È stato tanto amato da due giovani genitori molto coraggiosi, che sono contenta di aver conosciuto». (agg. di Silvana Palazzo)

PAPA: “PER UNA PERSONA MALATA SERVE UN GRANDE SFORZO”

E’ morto Alfie Evans, il piccolo bimbo inglese di 23 mesi, afflitto da una malattia rara neurodegenerativa. Si è spento questa notte, dopo aver combattuto praticamente dal giorno della sua nascita. I genitori del bambino si sono appellati a varie istituzioni, e più volte anche a Papa Francesco, incontrato tra l’altro da Tom Evans, il padre del bimbo. E proprio oggi Sua Santità ha ricevuto in udienza i partecipanti alla conferenza sulla medicina rigenerativa promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura, e dalle parole rilasciate, sembra quasi intravedersi un messaggio rivolto proprio al piccolo Alfie: «Di fronte al problema della sofferenza umana – ha detto Bergoglio, come riportato dall’huffington postè necessario saper creare sinergie tra persone e istituzioni, anche superando i pregiudizi, per coltivare la sollecitudine e lo sforzo di tutti in favore della persona malata». Papa Francesco sembra volersi schierare contro l’accanimento scientifico: «Non tutto ciò che è tecnicamente possibile o fattibile è per ciò stesso eticamente accettabile – ha spiegato il Papa – la scienza, come qualsiasi altra attività umana, sa di avere dei limiti da rispettare per il bene dell’umanità stessa, e necessita di un senso di responsabilità etica». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PALLONCINI NEL CIELO IN SUO ONORE

Alla fine non ce l’ha fatta il povero Alfie Evans. Il bimbo che da 23 mesi lottava contro una rara malattia neurodegenerativa, ha esalato l’ultimo respiro nella notte, alle ore 2:30 inglesi, le 3:30 da noi. A dare l’annuncio su Facebook sono stati i due genitori, Thomas e Kate, due post che sono divenuti in breve tempo virali, condivisi e “piaciuti” da centinaia di migliaia di persone. E il popolo della rete ha deciso di ritrovarsi davanti all’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, quella che è stata la casa dell’ultimo anno e mezzo del povero Alfie. A partire dalla ore 14:30, un piccolo omaggio all’angelo scomparso, il lancio di palloncini blu e viola nel cielo. Un evento organizzato dall’Alfie’s Army, l’esercito di Alfie, una pagina Facebook che aveva ottenuto moltissimi seguaci negli ultimi mesi. Attualmente la situazione dinanzi all’ospedale di Liverpool è tranquilla, e la “protesta” dovrebbe proseguire pacifica anche oggi pomeriggio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL COMMENTO DI SALVINI E MELONI

Cominciano ad arrivare le prime reazioni politiche anche dall’Italia rispetto alla notizia della morte di Alfie Evans, il bambino di 23 mesi morto in un letto d’ospedale di Liverpool dopo che i giudici inglesi avevano deciso di staccare la spina del suo respiratore artificiale in opposizione al volere dei suoi genitori. Dura la reazione di Matteo Salvini, il leader della Lega che su Twitter commenta:”Buon viaggio piccolo e sfortunato Angioletto, un abbraccio ai coraggiosi mamma e papà. #Alfie Perché non hanno permesso che venisse curato in Italia? Qualcuno aveva qualcosa da nascondere? Da papà e da politico provo rabbia e tristezza: mai più!”. Altrettanto duro il commento di un’altra esponente del centrodestra, Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia usa Facebook per manifestare la sua contrarietà rispetto a quanto accaduto:”Hanno vinto loro, quelli che Alfie lo volevano morto, subito, perché, evidentemente, costava troppo tenere le macchine accese per qualcuno che ha poche speranze di farcela. Non è la mia Europa quella che si accanisce contro una famiglia colpita dalla tragedia lacerante di un figlio gravemente malato”. (agg. di Dario D’Angelo)

“ADDIO GLADIATORE”, IL MESSAGGIO DEL PAPA’ DI ALFIE

“Addio gladiatore”. Tom Evans ricorda così il figlio, il piccolo Alfie, scomparso nella notte, alle ore 2:30 in Inghilterra, dopo 23 mesi di battaglie non soltanto fisiche ma anche giuridiche. L’angioletto britannico ha cercato di lottare, nonostante fosse afflitto da una sconosciuta malattia neurodegenerativa, e nonostante i giudici inglesi lo avessero condannato a morte da tempo: «Per lui non c’è più nulla da fare». I genitori le hanno invece provate tutte, appellandosi anche a Papa Francesco (che ha incontrato Tom), ma senza riuscire a salvarlo. L’Italia aveva provato a mettersi di traverso all’assurda condanna a morte della legge inglese, offrendo la cittadinanza ad Alfie, e garantendo cure al Bambin Gesù di Roma e al Gaslini di Genova, ma anche in questo caso non vi fu nulla da fare. L’ultimo disperato appello è arrivato nella notte, presso l’esercito di Alfie, pagina di Facebook a sostegno appunto del piccolo, a cui è stato chiesto di pregare: ma non è bastato… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

E’ MORTO ALFIE

E’ morto Alfie Evans. Non ce l’ha fatta il piccolo bimbo britannico affetto da una marattia neurodegenerativa, e nella notte, ha esalato l’ultimo respiro. Ad annunciarlo è stato il padre, Thomas Evans, che ha condiviso il triste comunicato attraverso la sua pagina Facebook: «Il nostro piccolo combattente – si legge – ha spiegato le ali stanotte alle 2.30. Il nostro cuore è spezzato. Ti amiamo piccolo nostro». Un post che è diventato in brevissimo tempo virale, e che sta registrano migliaia di like e di condivisioni. Eppure Alfie ha provato a lottare, come quando gli avevano staccato il respiratore, lo scorso 23 aprile alle ore 22:17, e lui aveva continuato lo stesso a respirare in autonomia, lottando come un guerriero. L’Italia si era offerta per curarlo, 24 ore su 24, dandogli anche la cittadinanza per agevolare il trasferimento, ma la Corte d’Appello britannica ha respinto la decisione, e alla fine Alfie è morto.

HANNO VINTO SOLO GIUDICI E MEDICI

Alfiè è scomparso a Liverpool, nell’ospedale Alder Hey dove era ricoverato da tempo, e i genitori non sono quindi neanche riusciti a riportarlo a casa, come avrebbero voluto. Una vicenda che ha fatto scalpore quella del bimbo di appena 23 mesi, che sarebbe stata dovuta gestire meglio da medici e giudici intervenuti. I dottori hanno sostenuto che per Alfie non vi era più nulla da fare, quando invece i genitori erano convinti che delle cure specifiche lo avrebbero potuto salvare. Una volta staccato dalle macchine, il bimbo inglese aveva continuato a respirare, quindi il nuovo collegamento ai respiratori, e il tentativo di portarlo in Italia, bocciato però dal Regno Unito, per una motivazione non ancora chiara. Alla fine hanno vinto i giudici e i medici, ma hanno perso tutti gli altri, soprattutto Alfie…

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