ASILO NIDO ROMA, ABOLITA FESTA DEL PAPA’ E DELLA MAMMA/ “Discriminazione al contrario” da parte gay

- Paolo Vites

Un asilo nido ha cancellato la festa del papà e della mamma su richiesta di una coppia omosessuale, perché definite divisive, sostituite con la festa della famiglia

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Scuola (LaPresse)

I principi in fondo sono tutto e lo abbiamo visto nel caso del piccolo Alfie, messo a morte per assicurargli il principio del “suo miglior interesse”. I principi di “uguaglianza e pari opportunità” sono intoccabili, come si legge nella comunicazione del funzionario educativo dell’asilo nido Chicco di Grano di Roma, asilo in cui si è deciso di abolire la festa del papà e della mamma come richiesto da una coppia omogenitoriale che ha un figlio in quell’asilo e che si sentiva “discriminata”: un evento “rispettoso delle trasformazioni sociali e culturali in atto nella nostra società, secondo i principi di uguaglianza e pari opportunità”. Ma a quanto pare porsi la domanda se tale evento è rispettoso anche per le famiglie etero, no, quello non conta. Si è mossa l’associazione Articolo 26 che in un comunicato parla di “discriminazione al contrario”, maturata “dopo le pressioni di una coppia omosessuale”: “una risposta grottesca poiché è divisivo ledere i diritti di tutti gli altri genitori e bambini ed è ideologico cancellare i massimi simboli dell’umanità, di cui fanno parte sia i due genitori omosessuali, anch’essi nati da uomo e da donna, sia i loro bambini” (Agg. Paolo Vites)

DISCRIMINAZIONE AL CONTRARIO

Chiedono e ottengono. Il caso dell’asilo nido Chicco di Grano in zona Roma 70, VIII municipio, dove una coppia omosessuale ha chiesto e ottenuto che si cancellasse la festa del papà e quella della mamma perché “discriminante” nei confronti dei gay è un esempio lampante di una mentalità ormai in crescita dilagante. Dici: una mentalità. In cambio si farà la “festa della famiglia”. Sottintendi un qualcosa che difende o propone dei valori. Casi come questi invece sottintendono che la mentalità in questione è fatta del nulla più totale, c’è un vago senso di difesa di presunti diritti civili, ma non c’è nessuna concretezza propositiva. Cancellare è facile, proporre e dialogare è difficile. Che tutto questo avvenga nel mondo della scuola è terribile: ci si scandalizza del bullismo della scuola italiana, ma è la mancanza di qualsivoglia contenuto educativo di maestri e docenti e autorità che ha creato questa situazione. Secondo il presidente del municipio zona Ardeatine, e secondo il consigliere Alessandro Bellinzoni, la scuola ha fatto bene: “ le due secolari celebrazioni sono ideologiche e divisive e quindi ormai da cancellare con una più inclusiva festa della Famiglia”.

“NASCONDERE, CANCELLARE” LO SLOGAN DEL TERZO MILLENNIO

Un po’ come quando gli atei chiedono (e ottengono) siano tolti i crocifissi dalle classi, la mentalità è la stessa, il nulla che avanza. C’è stata una discussione, va detto, a proposito della richiesta della coppia omosessuale, in cui si era avanzata anche la proposta di fare feste facoltative, ma i due gay hanno bocciato anche questa. Ma la democrazia non era un concetto di maggioranza? Può una coppia vegana imporre che a scuola alla mensa non si mangino carni? Si può, se chi deve decidere non ragiona in termini culturali, di tradizione, di educazione, di dialogo, ma applica schemi ideologici che nulla hanno a che fare con la realtà. Forse che i due gay non sono nati anche loro da un padre e una madre? Forse che non chiedono che si faccia una festa della famiglia anche loro? La ragione piuttosto è una, che il figlio della coppia gai un giorno chieda ai suoi “genitori” perché anche lui non ha una mamma come tutti gli altri. Nascondere, cancellare, è lo slogan del terzo millennio.

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