Falsi rimborsi Tim, torna online la vecchia truffa/ Polizia di Stato: “Non abboccate, non cliccate sul link”

- Silvana Palazzo

Falsi rimborsi Tim, torna online la vecchia truffa. La Polizia di Stato torna ad avvertire: “Non abboccate, non cliccate sul link”. Le ultime notizie sul nuovo allarme

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Falsi rimborsi Tim, torna online la vecchia truffa

Vecchie truffe vengono riciclate, riproposte e puntualmente (e ripetutamente) smascherate. A tornare d’attualità è quella dei rimborsi Tim, per cui l’invito è a fare attenzione alle mal che ricevete e soprattutto a non cliccare su nessun link. Un consiglio che rinnova la Polizia di Stato anche attraverso i suoi account social. «Falsa email di rimborso della Tim. Fate attenzione, la mail vi dice di aver pagato due volte la stessa bolletta e come richiedere il rimborso. Non abboccate, non cliccate sul link, è tutto falso #essercisempre #phishing #truffeonline», il messaggio comparso ad esempio attraverso il suo account Twitter. La truffa del falso rimborso Tim è ormai un tormentone, eppure ancora in troppi continuano a cadere nella rete di questi hacker e truffatori telematici. Il modo migliore per difendersi resta quello di prestare la massima attenzione nel controllo e nell’apertura dei messaggi di posta elettronica. Lo ribadisce da tempo lo “Sportello dei Diritti”.

FALSI RIMBORSI TIM, TORNA ONLINE LA VECCHIA TRUFFA

Anche la Polizia Postale conferma la necessità di fare attenzione all’apertura delle e-mail. Un concetto ribadito nel nuovo post pubblicato sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia”, in cui è stato pubblicato l’invito con screenshot relativo al falso “Rimborso Riferimento A8005W” e quindi a fare attenzione ai falsi rimborsi Tim. Questa truffa rientra nella tecnica del pishing: si tratta di una particolare tipologia di truffa realizzata su internet. Si riceve una e-mail che sembra provenire da istituti finanziari – come banche o società emittenti di carte di credito – o da siti web che richiedono l’accesso previa registrazione – come web mail e e-commerce – e viene solitamente indicato un link. Cliccandoci sopra l’utente è invitato a inserire i propri dati riservati che diventano così disponibili per hacker e truffatori. Da qui dunque l’invito a non aprire e-mail sospette e soprattutto a non cliccare su link di e-mail sospette.



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