TRENTINO, 18MILA EURO PER PARTO PREMATURO/ Turisti russi valutano permesso di soggiorno “per noi cifra enorme”

- Matteo Fantozzi

Trentino, 18mila euro per un parto prematuro: coppia di turisti russi valuta la richiesta di un permesso di soggiorno che non arriverà prima di maggio e si appella allo Stato.

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Trentino, 18mila euro per partorire

Una nascita prematura, tanta gioia per l’arrivo di una nuova vita ma un conto salatissimo, di 18 mila euro, che avrebbe offuscato almeno in parte la felicità dei due neo genitori. E’ questo, in breve, il riassunto di una vicenda controversa che vede protagonisti due turisti russi, giunti in Trentino lo scorso febbraio con l’intento di passate le ultime settimane prima dell’atteso parto in serenità. A cambiare le carte in tavola, ci avrebbe però pensato il parto prematuro del bebè ed ancor di più il conto salatissimo che sarebbe giunto dall’ospedale, poiché il visto turistico dei due russi non andrebbe a coprire le spese previste dalla sanità locale. La causa di ciò sarebbe da addebitare proprio al parto prematuro del piccolo che avrebbe portato a prolungare la degenza di ben due mesi e, con essa, anche il conto finale. Per evitare ulteriori spese la coppia avrebbe pensato di chiedere il permesso di soggiorno. Come spiega Corriereit, una degenza così lunga come in questo caso, in assenza di convenzioni sanitarie tra Italia e Russia potrebbe costare cara, fino a 15 mila euro per due mesi. Anche l’ipotetica soluzione pensata dalla coppia, potrebbe presto trasformarsi in un buco nell’acqua poiché la richiesta di permesso di soggiorno non potrà avvenire prima di maggio, quando scadrà il visto turistico. A Repubblica, Anastacia, la giovane madre, ha commentato: “Noi abbiamo una normale assicurazione turistica che non copre queste spese. Nostro figlio sarà pronto per tornare in Russia fra un mese, ma per noi è una cifra troppo grande”. Anche l’eventuale attesa del visto potrebbe essere fin troppo esosa. “Ci piacerebbe che lo Stato facesse un’eccezione per il nostro caso particolare, per permetterci di fare domanda subito”, ha chiesto la donna. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

18 MILA EURO PER PARTORIRE

La vicenda della coppia russa che è stata costretta a rimanere in Trentino Alto Adige per la nascita prematura del figlio è sicuramente particolare. Questo perché i due saranno costretti a sborsare 18mila euro come riporta la televisione locale Rttr e Trento Today sul web. Si parla di circa tremila euro per il parto vero e di quindicimila per la degenza. Infatti l’assicurazione turistica non copre questo tipo di spese e la coppia starebbe valutando una situazione alternativa e cioè quella della richiesta del permesso di soggiorno per riuscire a ridurre in maniera importante le spese. Questa mossa però deve essere fatta entro maggio, momento in cui scadrà per i due il visto turistico e che li costringerà a ritornare in patria. Una vicenda che ha scosso il web che non ritiene possibile una spesa del genere per far nascere un bambino al giorno d’oggi e con tutta la tecnologia alla portata dei nostri ospedali.

LA NASCITA PREMATURA A FEBBRAIO

Una coppia russa è stata protagonista di una situazione piuttosto particolare. Questa era infatti in vacanza a Moena in Trentino Alto Adige e la donna è stata costretta al parto inatteso perché decisamente anticipato rispetto alla tabella di marcia. Il bimbo sta bene, ma è ancora ricoverato oggi a causa della nascita prematura che lo ha costretto a delle cure per rinforzare il suo fisico. La coppia per il momento è rimasta ovviamente in Italia con il visto turistico che dovrebbe scadere a maggio prossimo, se non ci sarà la possibilità di ulteriori deroghe. Non tutti sanno infatti che la Russia è estremamente rigida su alcune regole e queste hanno portato a diverse situazioni che hanno acceso polemiche. Sarà importante capire nelle prossime ore quale sarà la decisione della coppia di turisti che al momento pensa solo ed esclusivamente alla salute del piccolo nascituro.

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