Ancona, iracheno picchia moglie davanti ai figli/ Ultime notizie: divieto di avvicinamento per il 28enne

- Paolo Vites

Un iracheno di 28 anni residente ad Ancona è stato condannato all’allontanamento dalla famiglia: denunciato per aver picchiato la moglie davanti ai figli

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Violenza in famiglia: picchiava la moglie davanti ai figli. Accusato un iracheno di 28 anni residente con la famiglia ad Ancona che dopo la denuncia della moglie stessa e del cugino, anche lui picchiato e minacciato di morte, ha subito un’ordinanza di custodia cautelare che stabilire all’allontanamento. Non potrà avvicinarsi alla moglie, ai figli e al cugino e neanche telefonare loro. Proibite infatti anche le chiamate e ogni altro tipo di contatto. Il provvedimento del giudice delle indagini preliminari di Ancona a carico di un iracheno di 28 anni è arrivato dopo le denunce delle due vittime. Le liti, minacce e botte alla moglie, ma anche aggressione al cugino della donna. Si è consumata l’ennesima storia di violenza domestica. Gli episodi avvenivano quando l’uomo era ubriaco, il che succedeva spesso, momenti in cui scoppiavano litigi con la moglie che veniva maltrattata. La donna era fuggita con i figli a casa di uno zio, ma il marito era andato a cercarla con un coltello obbligandola a seguirlo, non dopo aver picchiato anche l’uomo. 

ANCONA, IRACHENO PICCHIA MOGLIE DAVANTI AI FIGLI

Gli ultimi mesi sono impossibili per la donna: il marito, spesso ubriaco, la maltrattava continuamente e lei, esasperata, ha deciso di scappare di casa portando con sé i figli. Li accoglie lo zio. Ma il 28enne non lo accetta e comincia a cercarli. La prima tappa è alla casa del cugino della donna, sempre ad Ancona. Quest’ultimo viene minacciato di morte con un coltello, picchiato e infine costretto ad uscire per trovare i familiari dell’aggressore. I gravi episodi, denunciati da entrambe le vittime, hanno consentito agli investigatori della Polizia di Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ancona, di ricostruire i fatti imputati  a B.A. Il divieto di avvicinamento e di contatti deciso dal giudice sembra davvero poca cosa per un uomo che oltre alle violenze ha anche dimostrato di essere in grado di minacciare di morte con un’arma in mano. Come altre storie analoghe, la paura è che ci possano essere conseguenze gravi per le vittime dell’alcolizzato. 



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