Brescia, Cosimo Balsamo uccide due imprenditori poi si suicida/ Cronaca di un giorno di ordinaria follia

- Niccolò Magnani

Brescia, Cosimo Balsamo uccide due imprenditori poi si suicida: cronaca di un giorno di ordinaria follia. Mattinata di terrore in Lombardia, con tre morti ed un ferito

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Immagine di repertorio (LaPresse)

Come in un film. Nella mattinata di ieri la provincia di Brescia ha vissuto attimi di terrore, da pellicola western. Un imprenditore 62enne, Cosimo Balsamo, originario di Brindisi e residente a Roncadelle, ha ucciso nel giro di poche ore due persone, ferendone una terza e poi togliendosi la vita. Voleva vendetta il pluri-pregiudicato, condannato per furto, ricettazione e riciclaggio di denaro nel 2009, per aver fatto parte una ventina di anni fa alla banda che rubava i tir carichi di metallo. E proprio dei suoi ex compari voleva vendicarsi, facendo saltare tutte le teste che non erano finite in carcere con lui, o che forse, lo avevano tradito. Attorno alle 11 Cosimo decide così di armare il proprio fucile e la pistola, e di raggiungere in bicicletta Roncadelle, precisamente la ditta SGA di via Galvani. Qui uccide l’imprenditore 78enne Ezio Pellizzari. A questo punto Cosimo ruba un’auto, e si mette in viaggio, in direzione della seconda vittima, James Nolli, artigiano 61enne che si trovava ieri mattina a Carpeneda di Vobarno, freddato con quattro colpi di pistola attorno alle ore 12:30. La fuga dell’omicida termina attorno alle 15:30, in un parcheggio di un supermercato di Azzano Mella, dove l’uomo decide di togliersi la vita, sparandosi un colpo di pistola alla testa. Una mattinata di terrore in quel del bresciano, come non si era mai verificato prima in quelle zone. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL TIMORE DELLE FORZE DELL’ORDINE

C’era preoccupazione rispetto alla reazione che Cosimo Balsamo avrebbe potuto avere una volta sentitosi braccato, ma la decisione del killer del bresciano è stata netta, con un colpo di pistola riverso a se stesso, senza sparatoria con la polizia, dopo l’uccisione di due persone e il ferimento di una terza. Il timore delle forze dell’ordine era che Balsamo potesse trasformarsi in una mina vagante durante la sua fuga disperata, invece, per quanto l’esatta dinamica dei fatti sia ancora da precisare, è evidente come il piano dell’uomo fosse premeditato, con l’uccisione degli imprenditori coinvolti nel processo della cosiddetta “Banda dei Tir” e poi, una volta rintracciato ldalle forze dell’ordine, la decisione del suicidio senza ingaggiare l’ennesimo conflitto a fuoco. (agg. di Fabio Belli)

“VOLEVA UCCIDERE ANCORA”

Non è ancora chiaro quali fossero le prossime possibili mosse, ma quello che gli inquirenti avrebbero intuito sul caso di Cosimo Balsamo è che fosse del tutto intenzionato ad uccidere ancora altri “protagonisti” della sua lunga e travagliata vicenda giudiziaria terminata oggi nel peggiore dei modi. Ha ucciso due imprenditori coinvolti anche loro nello stesso processo sulla banda dei tir e avrebbe puntato anche ad altri, sostiene il quotidiano locale BresciaOggi. Se non fosse stato intercettato da due pattuglie di carabinieri nel parcheggio del supermercato di Azzano Mella, il pregiudicato 67enne con origini brindisine avrebbe avuto l’intenzione di uccidere altri elementi legati alla fantomatica “banda dei Tir”, su conferma degli investigatori che hanno seguito l’intero caso fin dalla prima uccisione nel capannone di Flero. Sia Elio Pellizzari che James Nolli sarebbero stati coinvolti nell processo in cui Balsamo è stato condannato per ricettazione e nei mesi scorsi non furono poche le dimostrazioni pubbliche in cui il killer del Bresciano chiedeva una più dura condanna verso gli altri componenti della banda. «Sosteneva che la condanna per ricettazione fosse ingiusta in quanto a questa era conseguita l’applicazione della confisca dei suoi beni, proprio in relazione alla condanna per ricettazione», scrive il Giornale di Brescia nel focus dedicato ai tremendi fatti avvenuti nelle ultime ore. 

IL KILLER SI È SUICIDATO IN UN PARCHEGGIO

Si chiamava Cosimo Balsamo l’uomo già ribattezzato come il killer di Brescia e che in meno di due ore aveva ucciso due imprenditori per poi togliersi la vita. Il primo delitto era avvenuto a Flero, il secondo a Carpeneda di Vobarno, entrambi nel Bresciano, prima che Balsamo si desse alla fuga a bordo di una Bmw X5 nera di proprietà di un terzo imprenditore, anche lui vittima della follia del killer ma rimasto ferito. Come spiega Repubblica.it, era subito scattata la caccia all’uomo che aveva portato i carabinieri fino ad Azzano Mella, nel parcheggio di un supermercato, dove Cosimo Balsamo, pregiudicato bresciano 62enne, una volta sentitosi braccato ha ricolto l’arma contro di sé, un fucile, aprendo il fuoco e mettendo fine alla sua vita. Una catena di morti, quella avviata da Balsamo intorno alle 11 di oggi e che si è conclusa nel modo più assurdo e drammatico, con la sua stessa uccisione. Una mattinata di pura follia nella quale il killer ha deciso di chiudere il cerchio dopo un conflitto a fuoco con i carabinieri, come riporta Giornale di Brescia nell’edizione online. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

UN TESTIMONE: “MI HA SPARATO E…”

È caccia aperta a Cosimo Balsamo, che questa mattina ha ucciso a colpi di fucile Elio Pellizari, titolare di un’azienda di Flero, ferendo Giampiero Alberti, e poi ha ucciso un 60enne a Vobarno. L’allerta è massima: il killer in fuga è armato e viaggia a bordo di una Bmw X5. Nel 2009 era stato condannato per associazione a delinquere finalizzata al furto e riciclaggio: faceva parte della banda dei tir che nei primi anni del 2000 aveva derubato aziende di trasporto di metalli in tutto il Nord Italia. «Mi ha sparato in mezzo alle gambe e ho cercato di… Quanti colpi ha sparato? Chi lo sa», ha raccontato Giampietro Strada, nipote del 75enne titolare della S.G.A. di Flerof erito a colpi di pistola. Il testimone al Giornale di Brescia ha spiegato che non voleva aprire a Balsamo quando ha suonato, ma poi ha scavalcato: «Aveva un fucile a pompa, tutte le cartucce e tre o quattro pistole. Ha chiesto di chiamare Elio. Lui non lavora in azienda, ma l’ha fatto chiamare. Poi è scappato, mi ha puntato la pistola e mi ha detto accendimi la macchina che vado via. La macchina è quella dello zio». (agg. di Silvana Palazzo)

TERRORE A FLERO E VOBARNO

È un’autentica vendetta quella che il killer ancora in fuga nel Bresciano sta mettendo in atto contro probabilmente quelli che lui ritiene essere responsabili della sua condizione da pregiudicato e indagato. Già, perché il killer è Cosimo Balsamo, pregiudicato bresciano che durante la fuga poco fa ha ucciso un’altra persona a sangue freddo: sarebbero imprenditori tutte e due le vittime uccise nel giro di poche ore. Prima nel capannone di Flero e poi contro un altro imprenditore a Carpeneda di Vobarno: attorno alle 12 Balsamo è entrato e ha sparato più volte al titolare 78enne Elio Pellizzari e poi anche a un dipendente: se il primo è morto purtroppo sul colpo, il secondo è ferito ma si è salvato. La fuga del pregiudicato passa poi da un secondo altrettanto terribile omicidio, avvenuto qualche minuto dopo a Vobarno contro un altro imprenditore in Valle Sabbia, la cui identità ancora deve essere svelata dagli inquirenti. Pare che il killer ancora in fuga e armato di pistola e fucile, lamentava da tempo il proprio fallimento economico da imputare ai due imprenditori uccisi a mente e sangue freddo; il 30 gennaio scorso Balsamo era salito su una tettoia del tribunale di Brescia per protestare contro il sequestro della sua abitazione. Da ultimo, lo stesso pregiudicato era coinvolto in una inchiesta sul traffico di mezzi pesanti: terrore per le strade del Bresciano e per le prossime mosse del killer che del tutto imprevedibile si aggira con un Suv nero (rubato all’ultima vittima, pare) alla ricerca di altri possibili obiettivi per vendicarsi. 

SPARA IN UN CAPANNONE: UN MORTO E UN FERITO

Una mezza strage quella avvenuta pochi istanti fa nella provincia di Brescia, precisamente alla azienda Sga di Flero; un uomo, secondo le primissime informazioni raccolte dagli inquirenti, è entrato nel capannone in pieno orario di lavoro e dopo aver urlato «mi hai rovinato!» ha iniziato a sparare contro gli operai e lavoratori presenti nella ditta che opera nel commercio di veicoli industriali. Secondo i carabinieri, il killer è entrato nella sede dell’azienda senza essere fermato prima e questo potrebbe voler dire che era conosciuto o che peggio lavorava lì: gli inquirenti ora dovranno capire di chi si tratti e perché abbia colpito proprio quegli operai, con evidente conoscenza di alcuni presenti sul luogo visto quanto urlato all’ingresso del capannone. Purtroppo una persona è morta dopo la scarica di spari e un altro corpo è stato ritrovato con gravi ferite e trasportato subito in ospedale nel Bresciano.

IL KILLER È IN FUGA

Intanto i militari si sono messi alla caccia del killer subito scappato via in auto dopo aver sparato all’interno della Sga di Flero: ha urlato addosso ad un operaio e gli ha sparato e non è chiaro se il secondo colpito sia avvenuto per errore o se invece il killer ce l’aveva per qualche motivo anche con lui. Quello che è certo, dalla prima ricostruzione fatta dai carabinieri, è che l’uomo è arrivato a gran velocità in auto, è sceso ed è entrato nel capannone sparando, il tutto nel giro di pochissimi minuti.  Dalle immagini delle telecamere i carabinieri stanno cercando di ricostruire l’accaduto e di risalire al numero di targa, spiega Repubblica riportando la notizia della fuga ancora in corso in tutto il Bresciano. Una volta preso il numero, la caccia all’uomo sarà anche più semplice con vari posti di blocco già ordinati lungo le principali arterie e strade della zona.

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