SOLARO, SGOZZÒ IL VICINO DI CASA: “LAVAVA L’AUTO CON L’ACQUA CONDOMINIALE”/ Milano: muratore 59enne arrestato

- Niccolò Magnani

Omicidio Solaro, morto sgozzato nel proprio box: è stato arrestato il vicino di casa. Milano, ultime notizie: il movente sono banali liti condominiali per le “abitudini” della vittima

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Immagine d'archivio (LaPresse)

E’ una storia fatta di odio e forti rancori, quella che vede protagonista Mario Zaffarana, un muratore di 59 anni arrestato nella giornata odierna con l’accusa di aver commesso l’omicidio di Michelangelo Redaelli, 54enne trovato morto la sera dello scorso 23 dicembre nel box della sua abitazione a Solaro, nel milanese. Come rivela MilanoToday.it, pare che il muratore aveva promesso più di una volta al suo vicino di fargliela pagare e proprio prima di cambiare casa aveva deciso di mettere in atto il suo piano, attendendo che uscisse e sgozzandolo, per poi andare a comprare la sua nuova casa. I due, secondo quanto emerso dalle indagini, erano vicini di casa da circa 20 anni ma i loro rapporti non sarebbero mai stati buoni. La colpa di Redaelli, descritto come un uomo schivo e solitario, sarebbe stata quella di aver usato più di una volta l’acqua condominiale per lavare, quasi quotidianamente, la sua auto. Il muratore non aveva mai accettato questa pratica e già due anni fa lo aveva affrontato violentemente colpendolo con un pugno in faccia e rompendogli il naso. Fino alla giornata dello scorso dicembre, quando poco prima di Natale avrebbe deciso di fargliela pagare una volta per tutte, dopo aver pianificato nei minimi dettagli il delitto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ARRESTATO IL VICINO DI CASA

Il caso era aperto dallo scorso 22 dicembre e si è chiuso oggi, con l’arresto del vicino di casa: una banale lite condominiale sarebbe all’origine dell’orrendo omicidio di Solaro (provincia di Milano) per cui era rimasto vittima Michelangelo Redaelli, 54enne trovato con la gola tagliata accanto alla propria auto nel suo box di casa. Le indagini della Procura hanno prima indiziato, poi indagato e infine arrestato il muratore e vicino di casa Mario Zaffarana (59 anni) proprio per presunte liti da vicino all’origine dell’odio scattato tra i due. Secondo i Carabinieri di Desio, il presunto killer avrebbe agito attorno all’ora di pranzo dello scorso 22 dicembre, poche ore prima di andare a firmare il rogito della sua nuova casa a Limbiate (Monza Brianza) dove si sarebbe trasferito di lì a poco. Due profonde ferite al collo e alla gola sono state fatali per Redaelli che da tempo soffriva le angherie del vicino violento; secondo i militari che hanno arrestato Zaffarana questa mattina, «un anno e mezzo fa proprio a seguito di una lite tra i due, il 59enne aveva spedito Redaelli in ospedale con contusioni. Ma l’aggredito, di indole mite, non avrebbe presentato denuncia», si legge sulle carte del pm di Monza Carlo Cinque, in mano a Repubblica.

IL “BANALE” MOVENTE

Un movente banalissimo, assurdo eppure bastevole per far scattare un orrenda vendetta contro il vicino di casa a Solaro: non sopportava le abitudini del 54enne, «lavava la macchina nuova quasi tutti i giorni», oppure »fumava con la mano fuori dalla porta di casa impestando le scale», o ancora «girava a petto nudo». Tutte queste abitudini avrebbero fatto scattare la furia ossessiva-maniaca dell’assassino che non ci ha visto più e lo ha colpito per due volte al collo mentre si trovava nel garage di Via Parini. Per le indagini, i Ris di Parma hanno dato un contributo sostanziale avendo trovato sulla giacca dell’arrestato le tracce di Dna della vittima: non solo, un incrocio tra i tabulati telefonici di Zaffarana, le voci di tutti i 50 interrogati in questi mesi e i rilievi sul luogo del delitto hanno portato gli inquirenti a chiudere il cerchio delle indagini e arrivare fino all’arresto di stamane. Nel giorno dell’assassinio, il presunto killer attorno alle 15.30 si è fermato in maniera anomala, certificato dalle indagini, presso un campo di Cesate, dove probabilmente ha gettato o pensato di gettare il coltello utilizzato, ma non trovato.

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