FICARRA FURBETTI CARTELLINO SICILIA/ Messina indagati metà impiegati: addetta anticorruzione assente 160 volte

Messina, assenteismo nel Comune di Ficarra, metà impiegati indagati: non andavano al lavoro da trent’anni. Grave caso di assenteismo in un comune della Regione Sicilia

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Il Comune di Ficarra

In un Paese normale la notizia sarebbe che un Comune di 1300 abitanti conta la bellezza di 40 impiegati e addetti comunali: ma siamo in Italia e la notizia da dare è un’altra, ovvero che di questi 40 ben 23 sono indagati per assenteismo. Come ha brillantemente riportato qui sotto il collega, le indagini scattate nella provincia di Messina hanno svelato un immenso caso di “assenteismo” e furbetti del cartellino. Ci soffermiamo su un punto, anche marginale, ma che racconta bene cosa è successo negli ultimi anni nel comune di Ficarra: tra i destinatari del provvedimento di interdizioni per 9 mesi vi è anche la dipendente addetta al settore “trasparenza e anticorruzione” che in soli due mesi si è assentata per ben 160 volte dal posto di lavoro senza alcuna giustificazione medica o di permesso. Lei sarebbe quella che avrebbe dovuto controllare che nel resto del Comune le pratiche e le vicende fossero legali e non viziate da rischi e reati d’ogni forma: ma lei per più di un terzo dell’anno non è stata mai al lavoro e soprattutto si sarebbe “persa” i suoi 22 colleghi assenti ingiustificati. Crediamo che basti già questo per ogni possibile e immaginabile commento…(agg. di Niccolò Magnani)

METÀ IMPIEGATI DEL COMUNE DI FICARRA INDAGATI

Succede che nel Comune di Ficarra, in provincia di Messina, metà dei dipendenti non andavano a lavoro da decenni. Nel dettaglio, ventitre impiegati su 40 sono indagati per assenteismo. Dopo un’inchiesta portata avanti dalla Procura di Patti, è emerso questo scenario per certi versi scandaloso, che ha portato alla sospensione di 16 persone, mentre per tutti gli indagati le accuse sono quelle di truffa aggravata e continuata ai danni dell’ente pubblico, e di false attestazioni o certificazioni. Le indagini hanno avuto origine nel 2016, con gli inquirenti che si sono avvalsi anche delle riprese video, per testimoniare un grave caso di assenteismo, con i vari impiegati che giungevano al mattino sul luogo del lavoro, timbravano il cartellino, e poi se ne andavano in giro per motivi personali.

“SONO TRENT’ANNI CHE SI FA COSI’”

Sono 650 le assenze arbitrarie accertate, per più di 12.500 minuti di assenteismo, inoltre, fra le 16 persone a cui sono state sospese le funzioni, risultano esservi anche tre dirigenti (area tecnica, amministrativa ed economico-finanziaria). Una situazione che andava avanti ormai da anni, come riportato da La Repubblica, che pubblica le parole di uno degli interrogati dai carabinieri: «Ma qui sono trent’anni che si fa così. Ognuno agisce per coscienza personale». Gran parte del personale, durante l’orario di lavoro, era solito concedersi un caffè al bar vicino, passeggiate al mercato, a casa, o in altri luoghi, giusto per soddisfare esigenze personali. «Si tratta di un vero e proprio sistema fraudolento e patologico ai danni della pubblica amministrazione – scrive il gip – sviluppatosi e rafforzatosi nel tempo in un contesto di anarchia amministrativa».

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