Torino, prof picchiato per aver punito alunno/ Altro caso dopo aggressione al docente nella scuola di Palermo

Torino, prof picchiato per aver punito alunno: altro caso dopo aggressione al docente nella scuola di Palermo. In un istituto tecnico un insegnante ha ricevuto un colpo alla mandibola

06.04.2018 - Carmine Massimo Balsamo
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Esame di Stato (LaPresse)

Un altro episodio di violenza è avvenuto nelle scorse ore nelle scuole italiane. Dopo il caso recentissimo di Palermo, in cui il genitore di un’alunna ha picchiato un professore, provocandogli un’emorragia celebrale (è fortunatamente fuori pericolo), oggi è la volta di Torino. Presso l’istituto tecnico Russel Moro, due persone hanno aggredito un docente, “colpevole” di non aver fatto entrare un alunno in classe perché arrivato tardi alla lezione. Il ragazzo ha avvisato il padre, che si è presentato assieme ad altre due persone, e due di loro hanno colpito con un pugno alla mandibola il professore, per poi fuggire. Come riferito dai colleghi di TgCom24, il prof è stato subito portato in ospedale per essere soccorso, e sul posto sono giunti gli agenti di polizia, chiamati dalla scuola stessa. Il docente ha inflitto una punizione consona all’errore commesso dall’alunno, ma ovviamente il tutto è stato percepito quasi come un oltraggio, causando la sconsiderata quanto inadeguata reazione violenta. Un caso purtroppo non unico nel nostro paese, visto che stanno diventando sempre più frequenti le aggressioni di genitori a insegnanti o educatori, a seguito di punizioni o rimproveri di questi ultimi nei confronti dei loro figli. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BULLISMO E CYBERBULLISMO

Il tema del bullismo – e in questi ultimi anni più allargato quello del cyberbullismo – è un tema purtroppo sempre aggiornabile con i fatti nuovi della cronaca che ogni settimana riempiono il nostro Paese. Ma se il bullismo poi raggiunge anche i genitori, allora il problema da urgente diventa emergenziale e, in una parola, profondamente educativo. Il caso di Palermo si unisce a tanti, troppi, casi che negli ultimi mesi vedono i professori messi nel mirino da genitori aggressivi, intolleranti o spesso semplicemente “in balia” dei propri figli. Proprio come quanto avvenuto all’istinto Abba-Alighieri, è bastato un racconto (inventato, si è scoperto poi) di una ragazzina per far crollare subito la fiducia tra la scuola, i genitori e i professori e il padre in questione si è scagliato rischiando di mandare all’altro mondo il docente ipovedente. Un bullismo ancora più difficile da combattere perché riguarda gente tra i 30 e i 50 d’età che hanno spesso la presunzione di sapere già tutto e non voler più “imparare” dalla realtà: l’emergenza educativa è un fattore molto serio e non riguarda solo gli adolescenti ma tutti, proprio tutti, dai professori fino ai genitori, ognuno col “compito” di non pensare di avere sempre la ragione nelle proprie “tasche”. Come ha spiegato la segretaria della Flc Cgil Sicilia, Graziamaria Pistorino, «Quanto accaduto giovedì alla scuola Abba-Alighieri è gravissimo. Si tratta di un fenomeno preoccupante che si verifica ormai quasi quotidianamente e che bisogna comprendere e affrontare». (agg. di Niccolò Magnani)

ASSESSORE LAGALLA, “AGGRESSIONE INAMMISSIBILE”

Certamente un brutto episodio di violenza, probabilmente gratuita, quello che ha visto protagonista, sul malgrado, un professore dell’istituto Abba-Alighieri di Palermo, aggredito fisicamente dal padre di una sua alunna. La sua unica colpa sarebbe stata quella di aver ripreso la giovane durante la lezione. Peccato però che la versione riferita dalla ragazzina al padre non sia stata del tutto veritiera e questo avrebbe portato il genitore, senza neppure sentire le ragioni del prof ipovedente, a picchiarlo mandandolo in ospedale. La situazione non sembra grave come inizialmente annunciato poiché, malgrado l’emorragia cerebrale intercettata dai medici, la prognosi è stata sciolta. L’insegnante avrebbe anche ricevuto le scuse del suo aggressore. Sull’episodio, come rivela BlogSicilia, si è espresso anche l’Assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale Roberto Lagalla che è intervenuto con un commento: “Esprimo la più sincera solidarietà del governo e mia personale al docente oggetto di una così violenta ed inammissibile aggressione. Il comportamento del responsabile di un simile atto, non solo è segno di un disvalore educativo e civico ma, soprattutto, dimostra un evidente deterioramento del rispetto da tutti dovuto all’Istituzione scolastica, prima agenzia di formazione civile e sociale”, ha asserito. Lagalla ha ovviamente condannato l’episodio con la speranza che siano appurate le responsabilità dell’aggressore e che il docente possa presto rimettersi da questa brutta esperienza. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

FUORI PERICOLO DOPO EMORRAGIA CEREBRALE

È fortunatamente fuori pericolo il professore 50enne ipovedente picchiato dal padre di una sua studentessa nella giornata di ieri, presso l’istituto comprensivo Abba Alighieri di Palermo. Secondo una prima ricostruzione, pare che la giovane studentessa di terza media, all’uscita di scuola abbia riferito al padre di essere stata picchiata dal professore. Da qui la reazione violenta dell’uomo che si è scontrato con il docente, sferrandogli un pugno in pieno viso, talmente violento da aver reso necessario il trasporto in ospedale per via di una emorragia cerebrale. Questa mattina, come rivela RaiNews, i medici dell’ospedale Civico palermitano che hanno tenuto sotto osservazione l’uomo per un’intera notte, hanno sciolto definitivamente la prognosi, ritenendo l’insegnante guaribile in 25 giorni, mentre la polizia continua ad indagare sull’ennesimo caso di violenza nelle scuole che vede sempre più spesso protagonisti genitori violenti contro i professori dei propri figli. Gli agenti, tuttavia, fino ad ora avrebbero appurato come durante le ore di lezione il prof si fosse limitato a riprendere la ragazzina. Solo in seguito l’alunna avrebbe detto di non essere stata picchiata ma solo allontanata dall’aula e, secondo quanto riferito da BlogSicilia, il padre avrebbe poi chiesto anche scusa per il suo comportamento eccessivamente istintivo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

PROGNOSI DI 25 GIORNI

Palermo: prof rimprovera la figlia, il padre lo picchia. Follia all’istituto comprensivo Abba Alighieri della città siciliana, situato in via Ruggero Marturano: ieri, giovedì 5 aprile 2018, si è verificato un nuovo episodio di violenza a scuola, protagonista un professore ipovedente picchiato dal genitore di una studentessa. Il cinquantenne ha rimproverato la studentessa e l’ha allontanata dalla classe, poche ore dopo la violenza: all’uscita dall’istituto, il genitore è stato aggredito. L’insegnante è stato trasportato all’ospedale Civico e gli esami hanno evidenziato una emorragia cerebrale, sottolinea Palermo Today. Il professore è stato tenuto in prognosi riservata fino a ieri sera, fino a quando è stata sciolta e diventata di 25 giorni. La polizia di Palermo ora sta indagando sull’accaduto, con la segnalazione giunta dallo stesso docente e dopo gli accertamenti dello staff sanitario. Secondo le prime indiscrezioni, il 50enne avrebbe ripreso l’alunna per i suoi comportamenti, la quale avrebbe confidato al padre: “Il professore mi ha alzato le mani”.

PALERMO: PROF RIMPROVERA LA FIGLIA, IL PADRE LO PICCHIA

Dopo le parole della figlia, il padre è andato dal professore ipovedente per chiedere conto della vicenda: volano parole grosse e il genitore decide di colpirlo senza pensarci due volte. Dopo pochi minuti la situazione è tornata sotto controllo, grazie anche all’intervento dei presenti, con la studentessa che ha successivamente ritrattato la versione, affermando di essere stata semplicemente allontanata dalla classe. La Tac ha evidenziato uno sversamento di sangue nel cervello e una frattura allo zigomo, con la prognosi di 25 giorni. Anna Maria Pioppo, dirigente scolastica dell’istituto Abba Alighieri, ha commentato così la viceda ai microfoni di Palermo Today: “Siamo vicini al professore e profondamente amareggiati per l’accaduto. Ci spiace che questo episodio, il primo dall’apertura della scuola risalente a 22 anni fa, possa in qualche modo segnare la serenità della comunità scolastica. Questi fatti si ripetono sempre più spesso su scala nazionale e ci preoccupa la perdita di fiducia che registriamo nei confronti del ruolo educativo della scuola”.

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