Strage di Cisterna, Antonietta Gargiulo: “La mia vita è un miracolo”/ Le prime parole: “Il male non ha vinto”

- Silvana Palazzo

Strage di Cisterna di Latina, parla Antonietta Gargiulo: “La mia vita è un miracolo. Il male non ha vinto”. La moglie del carabiniere Luigi Capasso rompe il silenzio con un messaggio audio

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Strage di Cisterna di Latina, parla Antonietta Gargiulo

Antonietta Gargiulo, la donna scampata alla strage di Cisterna di Latina, ha rotto il silenzio e lo ha fatto affidando la sua voce alla pagina ufficiale della comunità dei carismatici “Comunità Gesù risorto” di cui fa parte. «Ciao a tutti cari fratelli, sono Antonietta e oggi voglio ringraziare ognuno di voi per le preghiere e per l’amore. La mia vita oggi qui è un miracolo e ringrazio Dio ogni istante». Parole di perdono e ringraziamento quelle di Antonietta Gargiulo, ferita al viso, alla spalla e all’addome dal marito Luigi Capasso, che poi si barricò nel loro appartamento e si suicidò dopo aver ucciso le due figlie di 7 e 13 anni. Dopo un lungo ricovero all’ospedale San Camillo di Roma, la donna è stata trasferita in un centro di recupero vicino Napoli. E ora parla per la prima volta da quel terribile 28 febbraio. «Il vero miracolo, ancora, è l’amore che ha circondato me soprattutto le mie bambine», ha aggiunto Antonietta Gargiulo, le cui parole sono state trasmesse attraverso un video.

STRAGE DI CISTERNA DI LATINA, PARLA ANTONIETTA GARGIULO

«Il vero miracolo, è che l’odio, il male e il rancore non hanno vinto nei nostri cuori. Ma regna un senso di pace, pietà e misericordia. Regna l’amore che sta estendendo a cerchi concentrici come da una goccia e sta arrivando lontano», prosegue così il messaggio di Antonietta Gargiulo, che ha poi ringraziato tutti coloro che hanno pregato per la sua famiglia. Due minuti e mezzo nei quali ringrazia, ricorda l’affetto che in molti hanno dimostrato nei confronti di Alessia e Martina, le figlie uccise dal marito. La donna è uscita dall’ospedale il 21 marzo ed è in un luogo segreto, seguita dalla famiglia e dalla comunità di preghiera di cui faceva parte. Antonietta ha appreso del dramma in ospedale, dopo l’intervento, quando medici, familiari e psicologi le raccontarono quanto accaduto. Gli psicologi si mossero con estrema cautela, grazie anche all’apporto dei familiari e dei medici e piano piano la guidarono fino alla scoperta della terribile verità.



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