ILVA/ Calenda pubblica il testo dell’accordo e critica i sindacati

- Davide Giancristofaro Alberti

Ilva, Calenda ha fatto pubblicare il testo dell’accordo e ha criticato i sindacati. Il ministro dello Sviluppo economico ha anche spiegato che finora sono stati spesi 900 milioni pubblici

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Carlo Calenda - LaPresse

Carlo Calenda invita i cittadini ad andare a leggere il testo dell’accordo sull’Ilva di Taranto che i sindacati hanno respinto. Intervenendo a 24Mattino, la trasmissione in onda su Radio 24, il ministro dello Sviluppo economico ha spiegato che ci terrebbe in particolare che fossero gli operai dell’Ilva stessa a leggerlo, in modo che siano coscienti di quello a cui si è rinunciato. “Ilva brucia 30 milioni di cassa al mese e come al solito, come è successo con Alitalia, questo dato è un dato che i sindacati tendono totalmente a ignorare”, “sono soldi dei cittadini italiani e, quindi, io devo renderne conto e cercare di sprecarne il meno possibile”, ha aggiunto Calenda, specificando che finora sono stati dati 900 milioni di euro pubblici per tenere in vita l’azienda. Soldi che basteranno solo per arrivare alla fine di giugno. Per questo il ministro ha cercato di far capire che è importante chiudere l’accordo il più presto. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

ILVA, SINDACATI: “CALENDA NON LEGITTIMATO A TRATTARE”

Ilva, sindacati: “Calenda non legittimato a trattare”. Interrotta la trattativa, con il dossier che finirà a carico del nuovo governo. E il ministro dello Sviluppo non ci sta. “Incomprensibile”, il commento di Carlo Calenda ai microfoni de La Stampa sull’epilogo della vicenda: “Una cosa che sta a metà tra il populismo sindacale e il sindacalismo politico. Avevamo messo in piedi un meccanismo per il quale non solo nessuno sarebbe stato licenziato ma a tutti sarebbe stato offerto un posto a tempo indeterminato e gli stessi diritti e retribuzioni del contratto precedente. I sindacati lo hanno respinto. Ora la palla passa al nuovo governo”. Movimento 5 Stelle e Lega, al lavoro sul contratto di Governo, dovranno dunque provare a risolvere una situazione complicata: “Se faranno meglio? Spero. Di certo per loro si apre immediatamente un grosso problema visto che a luglio Ilva esaurisce la cassa e a fine giugno scadono i termini per completare l’intesa con Mittal”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“MISE DELEGITTIMATO”

E’ saltata la trattativa fra i sindacati a difesa dell’Ilva, e il Ministero per lo Sviluppo Economico, rappresentato dal Ministro Carlo Calenda. Quest’ultimo è stato delegittimato da una parte dei sindacalisti presenti al tavolo, come confermato anche da Marco Bentivogli della Fim Cisl: «La proposta andava modificata secondo noi, ma un pezzo del sindacato ha delegittimato il ministro aspettando il nuovo governo – si legge sul sito della Rai – l’Usb ha detto a Calenda che è un abusivo e lui è caduto nella trappola e ha lasciato il tavolo». Sulla vicenda c’è però un piccolo giallo, visto che da più parti si è parlato di un gesto di stizza dello stesso Ministro, che avrebbe abbandonato l’incontro proprio per la delegittimazione di cui sopra, ma il Mise ci tiene a precisare: «Il ministro Carlo Calenda non ha mai abbandonato il tavolo Ilva e l’incontro si è chiuso normalmente». Lo stesso Calenda, in serata, ha quindi specificato attraverso il proprio profilo Twitter: «Liberi di non firmare e di sostenere che non sono più legittimato. Ma non di dire cose non vere. Non solo neanche un licenziato ma garanzia posto di lavoro a tempo determinato per tutti i lavoratori ILVA. Basta leggere i punti dell’accordo sul sito Mise». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TOCCA A DI MAIO E A SALVINI?

E’ saltato il tavolo delle trattative fra i sindacati e il governo in merito alla posizione dei lavoratori dell’Ilva, nota multinazionale dell’acciaio con diverse sedi in Italia, fra cui quella più nota a Taranto (Puglia). Le indiscrezioni circolanti sui principali organi di informazione, a cominciare da The Huffington Post, parlano di un Carlo Calenda, ministro per lo sviluppo economico, delegittimato dagli stessi sindacati. Il titolare del ministero avrebbe quindi perso la pazienza dopo una serie di provocazioni, e la trattativa sarebbe stata di conseguenza interrotta. L’intesa era comunque complicata, ma è logico prevedere che ora bisognerà attendere la creazione del nuovo esecutivo affinché venga trovata una quadra, e la patata bollente passerà quindi nelle mani di Salvini e Di Maio, i due probabili nuovi leader dell’esecutivo che sta nascendo proprio in queste ore. Nuove incognite quindi all’orizzonte, chissà se si riuscirà a trovare una soluzione in tempi brevi. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“AVEVAMO CHIESTO GARANZIE”

Si è interrotta la trattativa sull’Ilva: i sindacati dei metalmeccanici hanno bocciato la proposta del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, perché non garantiva l’assenza di licenziamenti e l’assunzione di tutti i lavoratori con le stesse garanzie contrattuali. Il tavolo formalmente è stato sospeso da Calenda perché secondo alcuni «non legittimato a trattare». D’altra parte, hanno rimarcato la volontà di trovare un’intesa, a patto che venga garantita l’assenza di licenziamenti e l’assunzione di tutti i lavoratori con le stesse garanzie contrattuali. «Siamo consapevoli dei problemi, ma un negoziato che è durato 8 mesi non può finire con un sì o con un no alla vigilia di un cambio di governo. Noi siamo pronti a proseguire il negoziato, ma è anche vero che il gruppo non ha fatto alcun passo in avanti. Ora ci affidiamo alla responsabilità del governo, al ministro Calenda se vorrà riconvocarci o al nuovo governo», ha dichiarato Rocco Palombella della Uilm, come riportato da Repubblica. Marco Bentivogli invece ha spiegato la posizione della Fim Cisl: «I numeri andavano modificati, noi abbiamo chiesto invarianza salariale e il crono programma degli investimenti». (agg. di Silvana Palazzo)

ILVA, SINDACATI BOCCIANO PROPOSTA DI CALENDA

Niente da fare, non è stato raggiunto l’accordo fra i sindacati a favore dei lavoratori della nota azienda Ilva, e il governo. La trattativa, come sottolineato dal quotidiano La Repubblica, è stata interrotta dopo che i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, hanno incontrato il ministero dello sviluppo economico, dove le vedute fra i due attori protagonisti, sindacati da una parte, e governo dall’altra, erano completamente opposte. Secondo i lavoratori, la proposta fatta dall’esecutivo, non garantiva, come invece richiesto da tempo, l’assenza di licenziamenti e l’assunzione di tutti i lavoratori con le stesse garanzie contrattuali. Una posizione che ovviamente non è stata digerita dal ministro in persona, Carlo Calenda.

“IL GOVERNO HA FATTO DI TUTTO”

Secondo il titolare dello Sviluppo, il governo ha fatto di tutto per venire incontro alle esigenze dei lavoratori dell’Ilva, e quindi, dei suoi sindacati: «Il Governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento – spiega – a questo punto – prosegue Calenda – il dossier passa al nuovo governo». Toccherà quindi al nuovo esecutivo far quadrare la situazione, un primo importante grattacapo per il nuovo governo MS5, Lega, Di Maio-Salvini che sta nascendo proprio in queste ore. I sindacati si dicono disposti a trattare ancora, ma a questo punto lo faranno molto probabilmente con un nuovo titolare del ministero.

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